Greenwashing, il Parlamento Europeo cerca di limitare il finto ambientalismo

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L’UE vara una direttiva contro il finto ambientalismo, espediente giuridico necessario per frenare le finte eco-aziende. Dall’analisi di Influence Map erano già emersi dati catastrofici. Questo provvedimento riuscirà a far scrivere una nuova pagina sana della nostra economia?

di Rocco Capasso

Greenwashing cos’è?

Greenwasghing” un termine che sta dilagando nella nostra era, con l’acuirsi della sensibilità ambientale sentiremo ancora più spesso questa espressione. Ma cosa significa? Con la precedente ci riferiamo ad una tecnica di comunicazione volta ad ingannare l’opinione pubblica, difatti si cerca di presentare un’immagine dissimile dalla realtà, un disegno irreale, espressione di politiche sostenibili (inesistenti) dell’azienda volte ad occultare gli impatti negativi sull’ambiente dei suoi stessi prodotti.

Rapporto di Influence Map

Influence Map è un think tank indipendente che monitora come le imprese influenzino la crisi climatica. In un rapporto di Novembre 2023, emerge un punto molto “interessante”:

“New InfluenceMap research finds that corporate net zero or similar targets are rarely matched by support for government climate policy, with 58% of almost 300 companies from the Forbes 2,000 found to be at risk of “net zero greenwash” due to their policy engagement”

Viene evidenziato come gli obiettivi di emissioni zero, o similari, sono raramente accompagnati dal supporto di azioni. Dati, quelli numerici presenti nel rapporto, che evidenziano come dilaghi il fenomeno patologico del greenwashing.

La direttiva

L’intervento era necessario, nonché richiesto dai consumatori. Con 593 voti favorevoli, 21 contrari e 14 astensioni il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva contenente misure volte a limitare tale patologia. L’intervento mira non solo a ledere questo fenomeno ma anche a garantire maggiore certezza di acquisto ai consumatori.

Vari sono i risultati ricercati, su tutti: l’impossibilità di applicare indicazioni ambientali generiche. Non sarà possibile installare etichette vaghe, spesso ingannevoli, se queste non sono supportate da dati o elementi che ne autenticano la veridicità. Ulteriore focus fondamentale della direttiva è relativo alla durata dei prodotti stessi. La direttiva prevede che le informazioni relativi alle longevità del
prodotto, garanzia ed informazioni annesse siano maggiormente visibili.

Prossimi step

Palla in mano al Consiglio, che è chiamato ad approvare definitivamente il testo. Successivamente gli Stati Membri avranno 24 mesi per recepire il provvedimento nel diritto nazionale.

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