C’è un’Italia che sta precipitando sempre più verso la disuguaglianza e a Natale lo tocchiamo con mano con i costi pazzeschi dei voli, sempre più insostenibili
Di seguito il c.s. seguito alla conferenza del 23 dicembre indetta sul caro biglietti per il ritorno al Sud durante le festività
La conferenza stampa dell’onorevole Paolo Ciani di stamattina [23 dicembre] alla Camera dei Deputati ha mostrato uno spaccato del Paese reale, diviso dai divari infrastrutturali, per superare i quali i meridionali sono costretti ora a pagare prezzi da capogiro.
Come ha spiegato il sindaco di San Paolo Albanese, presidente della Rete civica meridionale, ai costi dei voli o dei treni si devono aggiungere quelli per raggiungere località interne come la sua, a quasi tre ore di distanza dagli aeroporti di Bari o di Napoli.
Esperienze che anche gli altri rappresentanti della Rete, il coordinatore Vito Fusco, sindaco di Castelpoto e Antonella Pietroforte, in rappresentanza di Viva il Sud per Decaro Presidente, hanno testimoniato.
Per non parlare del dolore di un padre che non riesce a vedere il figlio emigrato a Londra, come ha raccontato Vincenzo Piccinno, che per questo motivo ha fondato l’associazione dei “Genitori espropriati“. E Mario Arca, rappresentante in Sardegna della Rete civica solidale, ha svelato i meccanismi del pricing dinamico, un algoritmo che finisce per acuire le disparità.
”Il Natale è il tempo della famiglia, del ritorno a casa e dei legami affettivi. Non può diventare un privilegio per pochi a causa di prezzi dei trasporti fuori controllo”, ha detto Ciani, deputato, segretario di Demos e vicepresidente del gruppo parlamentare Pd-Idp, che ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per denunciare i rincari sulle tratte interne verso il Sud e le isole nel periodo natalizio.
Secondo le associazioni dei consumatori in occasione delle festività i prezzi di voli, treni e collegamenti marittimi aumentano fino al 700%, in alcuni casi al 900%, con biglietti aerei che superano i 400 euro e collegamenti ferroviari che arrivano oltre i 250 euro.
”È un paradosso – ha sottolineato Ciani – che in questi giorni costi meno volare verso una capitale europea che tornare a casa propria per Natale. Questi aumenti, legati a meccanismi di pricing dinamico senza limiti, colpiscono soprattutto studenti e lavoratori fuorisede, impedendo a molti di trascorrere le feste con i propri cari”, ha aggiunto Ciani. ”Il risultato è che famiglie restano divise, genitori anziani rimangono soli e il diritto alla mobilità viene di fatto negato proprio nel momento dell’anno che dovrebbe unire”.
‘‘Difendere il diritto a tornare a casa per Natale significa difendere la coesione sociale del Paese. Consentire che il rientro diventi un lusso significa accettare intollerabili disuguaglianze. È una responsabilità che la politica non può più rimandare”, ha spiegato Ciani.

