La segnalazione arriva da alcuni insegnanti presenti a Palazzo Reale per le presentazioni dei libri. Diversi gruppi di studenti sarebbero stati fatti uscire dalle sale dopo aver già preso posto.
Posti insufficienti rispetto alle prenotazioni
Il caso del Campania Libri Festival è forse destinato a far discutere. A quanto sembrerebbe da alcune testimonianze, di insegnanti presenti sul posto, dopo aver fatto accesso all’interno del Palazzo Reale, molte scolaresche sarebbero state ‘invitate ad uscire’ mentre erano in svolgimento le presentazioni di alcuni libri con relativo incontro con gli autori, nonostante i posti fossero stati regolarmente prenotati.
A quanto sembra i posti disponibili sarebbero stati meno di quelli che le scuole avevano prenotato. Una delle accuse rivolte ad alcune scolaresche dagli organizzatori sarebbe stata quella di “non aver nemmeno letto i libri” che venivano presentati. Dunque i ragazzi, che avevano già preso posto, sono stati invitati ad abbandonare le sale di alcune presentazioni. Da quel che emerge, le scuole avrebbero prenotato regolarmente il posto e sarebbero entrate all’interno di Palazzo Reale seguendo le procedure previste.
Il Campania Libri Festival, che si sta tenendo in questi giorno (dal 1° al 4 ottobre 2026) all’interno di Palazzo Reale (Piazza del Plebiscito 1) e della Biblioteca Nazionale aveva, sulla carta, anche come scopo coinvolgere i giovani nuovi lettori.
Alla base della situazione ci sarebbe, secondo quanto riferito dalle insegnanti, una disponibilità di posti inferiore rispetto al numero di partecipanti prenotati.
L’accusa: “Non avete letto i libri”, ma lo scopo di una presentazione è farlo conoscere
Le accuse lanciate verso alcune delle scolaresche suonerebbero piuttosto come delle scusa, e nemmeno tra le più eleganti. In particolare quella di non aver letto i libri che venivano presentati, come se fosse obbligatorio farlo prima di andare alle presentazioni, è sembrata la più inverosimile: far conoscere i libri attraverso le presentazioni con l’autore sarebbe anche lo scopo delle stesse. Di sicuro fossi stato l’autore non ne sarei stato entusiasta.
Secondo la loro ricostruzione, una delle organizzatrici avrebbe contestato ad alcune scolaresche di “non aver letto i libri” oggetto delle presentazioni, motivazione che sarebbe stata utilizzata nel corso della discussione precedente all’allontanamento dalla sala.
Si tratta, anche in questo caso, di una ricostruzione proveniente dalle persone presenti sul posto e che, al momento, non risulta accompagnata da una versione ufficiale dell’organizzazione.
Un Festival che punta anche sui giovani lettori?
La domanda sorge spontanea: il Campania Libri Festival, che vanta partnership importanti quali la Rai, Anm (l’azienda di trasporto pubblico locale) e la Regione Campania, può permettersi di allontanare i giovani? Un festival soprattutto quando vanta partenariati così rilevanti dovrebbe essere aperto a tutti e tutti dovrebbero essere messi nelle condizioni di poter partecipare.
Questo ragionamento dovrebbe valer ancor di più per i ragazzi, che rappresentano il futuro della carta e del libro. Perché senza di loro, senza la passione, la carta sparirà e con essa il formato che l’umanità porta con sé da oltre 3mila anni.
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