È terminato lo sconto fiscale di 6,1 centesimi sul diesel e non è ancora scattato il meccanismo delle accise mobili. Il price cap di Eni resta in vigore, ma viene adeguato al nuovo livello della tassazione.
Gasolio, da oggi accise più alte: il tetto Eni sale a 2,25 euro al litro
Da oggi, 6 ottobre 2026, fare rifornimento di gasolio può costare di più. È infatti terminato lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro rimasto in vigore fino al 5 ottobre, mentre il nuovo meccanismo delle cosiddette accise mobili non è entrato in funzione nei tempi annunciati.
La conseguenza è il ritorno dell’accisa sul diesel al livello ordinario e un aumento della componente fiscale incorporata nel prezzo finale alla pompa. ANSA aveva già segnalato alla vigilia della scadenza che, in assenza del decreto necessario per attivare le accise mobili, il beneficio fiscale sarebbe scomparso. ANSA
L’accisa sul gasolio torna al livello ordinario
Fino al 5 ottobre il diesel beneficiava di una riduzione fiscale equivalente a 6,1 centesimi al litro, Iva compresa. Con la scadenza della misura, l’accisa torna a 672,90 euro per mille litri. Corriere della Sera
Il nuovo sistema delle accise mobili avrebbe dovuto utilizzare l’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi energetici per finanziare una nuova riduzione fiscale, senza gravare direttamente sul bilancio pubblico. Al momento, però, il relativo decreto interministeriale non risulta operativo. ANSA
Eni mantiene il price cap, ma il tetto sul diesel sale
La novità riguarda anche il price cap introdotto da Eni alla fine di settembre.
Il gruppo aveva fissato dal 28 settembre un prezzo massimo di 2,19 euro al litro per il gasolio e di 1,99 euro per la benzina, precisando fin dall’annuncio che il tetto era collegato all’agevolazione fiscale allora in vigore. ANSA
Con la fine dello sconto sulle accise, quindi, non viene meno il meccanismo commerciale del tetto, ma cambia il livello applicabile al gasolio. Secondo le informazioni diffuse nella mattinata del 6 ottobre, il nuovo limite Eni sul diesel passa a 2,25 euro al litro. Corriere della Sera
La differenza è sostanzialmente pari all’aumento fiscale derivante dalla fine del precedente beneficio.
Benzina invariata a 1,99 euro
Il cambiamento riguarda principalmente il gasolio. Per la benzina, il tetto Eni annunciato resta invece fissato a 1,99 euro al litro, poiché la misura fiscale in scadenza interessava il diesel.
Eni aveva annunciato il proprio price cap per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di proroga fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. ANSA
Il diesel medio nazionale sale a 2,244 euro
Gli effetti sulla rete iniziano già a vedersi. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese, il prezzo medio nazionale del gasolio self service è indicato intorno a 2,244 euro al litro, contro i 2,242 euro del giorno precedente. Ottopagine
Il rialzo arriva dopo una settimana in cui gli sconti e i tetti introdotti dalle principali compagnie avevano contribuito a ridurre sensibilmente i listini.
Il 27 settembre il gasolio self sulle strade ordinarie era arrivato a 2,377 euro al litro; il 5 ottobre era sceso a 2,242 euro. ANSA
I price cap avevano fatto scendere i prezzi
L’iniziativa di Eni era stata seguita anche da IP, Q8 e Tamoil, contribuendo a una riduzione generalizzata dei prezzi.
Secondo Codacons, nell’arco di sette giorni il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria era diminuito di 13,3 centesimi al litro, con un risparmio di circa 6,65 euro su un pieno da 50 litri. In autostrada la diminuzione aveva superato i 19 centesimi. ANSA
La fine dello sconto fiscale rischia ora di assorbire una parte di quel beneficio.
Cosa cambia per un pieno di diesel
L’incremento di circa 6,1 centesimi al litro equivale, su un pieno da 50 litri, a una maggiore spesa potenziale di poco più di 3 euro.
L’effetto reale dipenderà comunque dal distributore, dalle politiche commerciali delle singole compagnie e dall’andamento dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati.
Non tutti gli impianti, inoltre, partecipano alle iniziative di price cap. Secondo i dati del Ministero citati da ANSA, al 3 ottobre erano circa 10.400 gli impianti che praticavano prezzi riconducibili alle iniziative di calmierazione, su poco più di 20mila stazioni di servizio presenti in Italia. ANSA
Governo e petrolieri al tavolo l’8 ottobre
Il dossier carburanti resta aperto. Per giovedì 8 ottobre i ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso hanno convocato le imprese di raffinazione che operano in Italia.
L’obiettivo dichiarato è fare il punto sull’offerta di carburanti e verificare se esistano margini per aumentare la produzione nazionale e ridurre ulteriormente i prezzi. ANSA
Per gli automobilisti, intanto, il 6 ottobre segna un cambio concreto: il gasolio perde l’ultimo sconto fiscale e il tetto Eni si adegua al nuovo livello delle accise.

