Ucraina, a Istanbul prove di “pace” ma la Russia non ci sta

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Ucraina, presidente, Zelensky

Il 15 maggio potrebbe essere una data cruciale per la storia di una guerra che ormai sembra irrisolvibile. Lo scenario geopolitico continua a complicarsi, la Russia potrebbe prendere a pretesto la riunione dei volenterosi per disertare il summit. Zelensky ha lanciato la sfida: “Aspetto Putin in Turchia giovedì 15 maggio, basta scuse”, ma dal Cremlino tutto tace.

Che la Russia non voglia ancora mettere la parola fine alla guerra in Ucraina sembra ormai una dura realtà che perfino il Presidente in carica degli Stati Uniti ha dovuto accettare. Le parole di Donald Trump della settimana scorsa hanno lasciato un nefasto presagio, spiazzando anche coloro tra i non analisti che volevano assegnargli d’ufficio il nobel per la pace.

Il presidentissimo ha scoperto sulla sua pelle che mostrarsi così remissivi, umiliando i propri alleati, non è stata affatto una buona strategia. La Russia, per bocca di Putin e Lavrov, anziché mostrarsi aperta al dialogo ha rincarato la dose provando a trasformare un disastro tattico in una vittoria. Difficilmente ci riusciranno totalmente, anche perché altrettanto criticamente hanno accolto le proposte paventate dal Presidente Usa, comprese quelle di “lavoratori” statunitensi in Ucraina.

Negoziati per l’Ucraina: attesa per Istanbul

Il percorso verso la pace in Ucraina si conferma arduo, segnato da posizioni distanti e iniziative diplomatiche che faticano a decollare. Mentre la Turchia continua a lavorare dietro le quinte – come testimoniato dalla telefonata tra i Ministri degli Esteri Hakan Fidan e Serghei Lavrov – l’attesa è tutta concentrata sull’incontro previsto a Istanbul per giovedì 15 maggio, che dovrebbe segnare il ritorno dei colloqui diretti tra Russia e Ucraina dopo oltre tre anni.

Putin e l’ultimatum sull’Ucraina: il no di Mosca

Tuttavia, un segnale negativo è giunto dal Cremlino. Vladimir Putin ha infatti respinto l’ultimatum di 30 giorni per un cessate il fuoco in Ucraina, avanzato dai leader dei Paesi “Volenterosi” e sostenuto dall’ex Presidente americano Donald Trump. Il portavoce Dmitry Peskov ha liquidato la richiesta come “inaccettabile”, ribadendo che “non è questo il modo di parlare alla Russia”.

Trump in campo per la Pace in Ucraina?

Nonostante il muro russo sulla tregua, Trump si è detto convinto che dai colloqui di Istanbul possa scaturire “un buon risultato”. L’ex Presidente americano sta addirittura valutando la possibilità di recarsi in Turchia, inserendo una tappa nel suo viaggio in Medio Oriente. Trump si è detto convinto che a Istanbul saranno presenti sia Putin che il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

La diplomazia di Zelensky: l’Invito al Papa in Ucraina

Quest’ultimo ha già confermato la sua partecipazione al vertice in Turchia e ha lanciato una sfida diretta a Putin perché faccia altrettanto. Zelensky ha inoltre rivelato di aver avuto un colloquio telefonico “molto caloroso e davvero significativo” con il nuovo Pontefice, Papa Leone XIV. Durante la conversazione, il leader ucraino ha rinnovato l’invito al Papa a compiere una visita apostolica in Ucraina, sottolineando come un tale gesto “porterebbe vera speranza al nostro popolo”.

Ucraina pronta al dialogo, tra aspettative e sfide

Zelensky ha anche informato Papa Leone XIV sull’accordo raggiunto con i partner internazionali per un cessate il fuoco “completo e incondizionato” di almeno 30 giorni e ha ribadito la “disponibilità a ulteriori negoziati in qualsiasi formato”, inclusi quelli diretti. “L’Ucraina – ha assicurato al Pontefice – vuole porre fine a questa guerra e sta facendo tutto il possibile. Aspettiamo che la Russia adotti misure adeguate”. Per il Presidente ucraino, i negoziati di Istanbul “potrebbero contribuire a porre fine alla guerra”. Anche Trump ha evidenziato l’importanza dell’incontro di giovedì, definendolo un potenziale “buon incontro” e rivendicando di averne sollecitato lo svolgimento.

La posizione di Zelensky sulla possibile presenza di Trump a Istanbul è chiara: “Ho sostenuto Trump nell’idea di colloqui diretti con Putin. Ho espresso apertamente la mia disponibilità a incontrarlo. Io sarò in Turchia. Spero che i russi non si sottraggano all’incontro”, ha dichiarato. Ha poi aggiunto: “naturalmente, tutti noi in Ucraina apprezzeremmo se Trump potesse essere presente a questo incontro in Turchia. È l’idea giusta”, ribadendo il sostegno alla proposta di cessate il fuoco respinta dal Cremlino.

Mosca e lo scetticismo europeo sull’Ucraina

Mosca, per bocca di Peskov, ha ribadito che Putin aveva già proposto negoziati diretti con Kiev, ma con l’obiettivo di una “soluzione pacifica di lungo periodo”, non di una tregua temporanea. Il linguaggio degli ultimatum è stato nuovamente definito “inaccettabile”. Lo scetticismo sulle reali intenzioni di pace di Putin è stato espresso anche dai Ministri degli Esteri europei, riuniti a Londra, che hanno deciso di mantenere alta la pressione su Mosca. La loro posizione è rafforzata dai recenti attacchi notturni sull’Ucraina, che hanno visto l’impiego di “108 droni” e causato una vittima a Sumy, segnali che, secondo il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, “non vanno nella giusta direzione”. La situazione sul campo in Ucraina continua a rappresentare il principale ostacolo a ogni reale progresso diplomatico.