Tra i volti più promettenti di questa campagna elettorale spunta il dottor Michele De Paulis (classe 1989, medico chirurgo) che, dopo un’esperienza formativa presso un ospedale di Londra, per 4 anni ha deciso di ritornare in Campania e offrire la sua professionalità agli ischitani, dove dal 2020 al 2024 ha esercitato come cardiologo presso l’ospedale di Ischia, per poi proseguire la sua attività presso il Distretto Napoli 1 dell’ASL, dove opera attualmente.
Parallelamente alla carriera clinica, ha arricchito il proprio percorso con studi economici e manageriali presso l’Università Federico II, conseguendo una laurea in Economia Aziendale nel 2023 e una laurea magistrale in Innovation International Management nel 2025, con l’obiettivo di integrare medicina e management sanitario in una prospettiva moderna e strategica. Sempre nel 2025 ha conseguito anche un Master in Management Sanitario presso l’Università Suor Orsola Benincasa. Così, dopo aver dedicato la propria vita alla professione, ha deciso di cimentarsi in politica, scendendo al fianco del candidato presidente della Regione Campania, on. Cirielli.
Dott. De Paulis nasce l’intenzione di candidarsi al fianco del candidato presidente regionale, on. Cirielli?
Le ragioni che mi hanno spinto a tale scelta sono due. In primo luogo, una motivazione personale: da cittadino e da medico campano ritengo che sia giunto il momento di un cambiamento profondo e strutturale. La Campania deve intraprendere un nuovo percorso di sviluppo che la riporti ad essere un modello virtuoso, tanto in Italia quanto all’estero. A ciò si aggiunge il profilo etico, politico e civile del candidato alla Presidenza , il viceministro Edmondo Cirielli: per questo mio battesimo politico non avrei potuto immaginare figura più qualificata e autorevole. Quando ho avuto l’occasione di conoscerlo personalmente e confrontarmi con lui, ho compreso il valore e la concretezza del progetto che intende realizzare per la nostra Regione. Ho percepito anche la portata dello sforzo che sta compiendo, nonostante ricopra già un incarico politico di grande rilievo.
Qual è la sua visione per il territorio regionale nei prossimi cinque anni, e quali sono i tre interventi prioritari per realizzarla?
La Campania, storicamente tra le regioni più ricche e dinamiche d’Europa, deve tornare ad esserlo. La mia visione si fonda su 3 punti: sanità, innovazione e valorizzazione dei giovani talenti. La sanità rappresenta la mia principale battaglia: è necessario un profondo potenziamento della sanità territoriale, dei distretti e dei servizi di prossimità per restituire efficienza e umanità al sistema.
L’innovazione, e in particolare la digitalizzazione armonica delle infrastrutture regionali, sarà la chiave per migliorare servizi, procedure e trasparenza amministrativa.
Infine, dobbiamo fermare l’emorragia di giovani costretti ad abbandonare la nostra terra. Servono politiche attive e programmi di formazione e inserimento lavorativo che consentano ai migliori talenti di contribuire qui, in Campania, alla crescita della propria comunità.
Come intende garantire trasparenza ed efficienza nell’uso dei fondi pubblici regionali?
La trasparenza sarà il pilastro della nostra azione di governo. Tutti i bandi e le procedure saranno completamente digitalizzati, con sistemi di tracciabilità e monitoraggio in tempo reale dei cronoprogrammi. Le nuove tecnologie, in particolare le piattaforme digitali pubbliche interoperabili, saranno strumenti decisivi per prevenire sprechi e ritardi. La lotta agli sprechi, soprattutto nel settore sanitario, è la condizione necessaria per un vero rilancio. Trasparenza significa anche garantire compensi equi e proporzionati nei bandi regionali, evitando privilegi e disparità: un impegno che sarà al centro del programma della nostra coalizione.
In che modo intende promuovere sviluppo economico, occupazione e competitività regionale, soprattutto per i giovani, l’imprenditoria locale e le aree più deboli sul piano economico?
Lo sviluppo economico passa attraverso un utilizzo efficace e strategico dei fondi europei. Intendiamo promuovere, anche grazie a tali risorse, un piano di formazione continua per i giovani, con percorsi qualificanti nei settori turistico, digitale, sanitario e della green economy. In questo modo aumenteremo la competitività regionale e tratterremo i nostri migliori talenti.
Sul fronte dell’imprenditoria, il nostro impegno sarà quello di semplificare la burocrazia, ridurre i tempi autorizzativi e creare incentivi mirati per sostenere startup e PMI innovative.
Particolare attenzione sarà rivolta alle province di Avellino e Caserta, dove intendiamo favorire la nascita di poli di innovazione e incubatori territoriali, capaci di accompagnare le idee d’impresa dall’ideazione alla fase di scale-up.
Qual è la sua posizione su sanità, istruzione e servizi sociali a livello regionale? Quali investimenti o riforme ritiene urgenti e come verificherà i risultati?
La sanità è la madre di tutte le battaglie. La mia candidatura, così come il percorso professionale e manageriale intrapreso negli ultimi anni, nasce dal desiderio di mettere la mia esperienza al servizio della politica sanitaria regionale.
Molte criticità di cui si parla, spesso in modo approssimativo, derivano da una scarsa conoscenza delle reali articolazioni dell’assistenza. Per questo sarà prioritario rafforzare la sanità territoriale, potenziando l’offerta dei distretti in termini di diagnosi, prevenzione e cure. Occorre migliorare in modo strutturale le cure domiciliari per i pazienti fragili e allettati, garantendo dignità e prossimità alle persone più vulnerabili. Allo stesso tempo, dobbiamo restituire centralità alla medicina generale, valorizzando i professionisti che la animano, troppo spesso ingiustamente penalizzati.
Un’efficace rete territoriale ridurrà le liste d’attesa e permetterà alla sanità ospedaliera, soprattutto d’urgenza, di operare con maggiore efficienza e serenità. Accanto alla sanità, anche istruzione e servizi sociali saranno priorità assolute. In molte aree della Campania, le difficili condizioni socio-economiche determinano alti tassi di dispersione scolastica: servono interventi mirati e coordinati tra scuola, enti locali e terzo settore. I risultati saranno monitorati attraverso indicatori di efficienza e qualità, con pubblicazione periodica dei dati, così da garantire ai cittadini un controllo diretto sull’azione amministrativa.

