Aree interne e isole minori: al CNR la ricerca ridisegna le mappe della marginalità territoriale

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Il 4 novembre a Roma il convegno “Nuove cartografie delle aree interne e dell’insularità: ricerca e implicazioni”

Contributo esterno

Ripensare le aree interne, montane e insulari attraverso nuove chiavi di lettura, superando una visione della marginalità esclusivamente geografica e valorizzando risorse e potenzialità delle comunità locali. È questo l’obiettivo del convegno “Nuove cartografie delle aree interne e dell’insularità: ricerca e implicazioni”, svoltosi nella giornata del novembre 2026, presso la Sala Marconi della sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), a Roma.

L’iniziativa è stata promossa dal Gruppo interdipartimentale “Aree interne, territori marginali e ultraperiferici”, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale (CNR-DSU), diretto da Salvatore Capasso, e il Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (CNR-DSSTTA), diretto da Francesco Petracchini, coordinato da Paolo Landri per il CNR-DSU e da Eros Manzo per il CNR-DSSTTA. Il Gruppo integra competenze scientifiche trasversali per analizzare le disuguaglianze territoriali e individuare nuove prospettive di sviluppo.

Scienze ambientali, umane e sociali a confronto con istituzioni e comunità locali per individuare nuove prospettive di sviluppo sostenibile e coesione territoriale

Al centro del confronto, le trasformazioni ambientali e demografiche, l’accesso ai servizi, le condizioni di abitabilità e le opportunità di rigenerazione. Le “nuove cartografie” rappresentano un approccio collaborativo e multidimensionale alla conoscenza dei territori, capace di integrare dati scientifici e saperi locali per orientare politiche pubbliche più attente alle specificità dei luoghi.

L’apertura dei lavori e i saluti istituzionali

Il convegno si è aperto con i saluti istituzionali, attraverso un videomessaggio, del Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, seguito dall’intervento (da remoto in collegamento da Montecitorio)  del Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, On.le Alessandro Caramiello . A chiudere i saluti istituzionali e ad aprire i lavori, il  Presidente del CNR, Andrea Lenzi.

Nel suo messaggio di apertura, il Ministro Tommaso Foti, richiamando la Strategia Nazionale delle Aree Interne (SNAI), nata nel 2013 in virtù di una felice intuizione di Fabrizio Barca (a quel tempo Ministro per le politiche di coesione) e nel fare un resoconto sui risultati raggiunti nel contrastare i divari socio-economici e lo spopolamento nelle aree interne,  ha posto l’accento sulla necessità di rendere più spedita ed efficiente la spesa per gli investimenti, atteso che dell’ultima programmazione (2014-2020) sono state impegnate a consuntivo risorse poco superiori al 50%. Per rendere più efficiente la realizzazione degli interventi da parte delle amministrazioni, il Ministro ha annunciato l’attivazione, con il contributo di Invitalia, di una piattaforma digitale ove ritrovare i bandi e inserire progetti e rendicontazione degli interventi, utile ad un più rapido svolgimento delle relative procedure burocratiche.

L’intervento del Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti

Il Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, Alessandro Caramiello,  nel suo accorato intervento, ha, invece, aspramente criticato la strategia messa in campo dalla SNAI, sottolineando come – ad oggi – essa non sia riuscita, ad affrontare con efficacia la questione dei divari e dualismi territoriali, di natura socio-economica, tra Centro e Periferia, tra Aree costiere e Aree  interne (tra le terre della Polpa e dell’Osso, come direbbe Manlio Rossi Doria), che permangono tutte e che, addirittura, negli ultimi 15 anni si sono ulteriormente aggravati. Non a caso – ha ricordato Caramiello – “ …quattro anni fa, all’inizio della legislatura, abbiamo deciso di costituire, con 50 parlamentari degli opposti schieramenti, un intergruppo parlamentare, con la precipua missione di accompagnare il legislatore nella ricerca di soluzioni innovative e maggiormente efficaci  per rispondere concretamente al gravissimo fenomeno in atto di spopolamento e depauperamento materiale ed economico  delle aree interne, che costituiscono ricordiamo: il 60% della superficie territoriale italiana, con il 50% dei Comuni,  abitati da circa 13,5 milioni di abitanti (il 22% della popolazione del nostro Paese)”.

L’intervento da Montecitorio del Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”, Alessandro Caramiello

Al contrario, ha aggiunto il presidente Caramiello, il primo Piano SNAI, varato nel marzo del 2025, annoverava, tra le principali azioni operative della strategia da mettere in campo, il c.d. “obiettivo 4”, che prevedeva, espressamente, la necessità di accompagnare ad una fine “dignitosa” quei piccoli comuni delle aree interne maggiormente colpiti dallo spopolamento; una sorta di “eutanasia” dei territori fragili. Solo grazie al lungimirante intervento di oltre 150 Vescovi italiani – convenuti il 26 agosto dello scorso anno a Benevento, al Forum sulle Aree interne, alla presenza del Cardinale Matteo Zuppi (presidente della CEI) –  con il contributo fattivo dell’Intergruppo,  il Piano SNAI veniva modificato, relativamente al vituperato “obiettivo 4”.  Infatti, il grido d’allarme lanciato dai Vescovi italiani, con una lettera aperta (dal titolo emblematico: “Uno sguardo diverso”), da intendersi come aspro manifesto di dissenso verso l’impostazione del Piano SNAI, venne raccolto proprio dall’Intergruppo parlamentare che, al termine del Forum del 26 agosto (2025) la portò immediatamente all’attenzione del Presidente della Repubblica, dei Presidenti di Camera e Senato e del Presidente del Consiglio;  orbene,  cinque giorni dopo il Forum di Benevento, il Ministro Foti annunciava di aver stralciato dal piano SNAI l’“obiettivo 4”.

In conclusione del suo intervento, il presidente Alessandro Caramiello ha annunciato ai presenti ai lavori l’iniziativa dell’Intergruppo di depositare alla Camera, nelle prossime settimane, una proposta di legge (dal titolo “Rigenerazione del Sud, delle aree rurali, delle aree interne, delle zone montane e delle isole minori”), per affrontare più efficacemente spopolamento e diseguaglianze territoriali, chiedendo anche al CNR un contributo di idee e proposte. La pdl per le aree fragili costituisce il frutto del lavoro del Tavolo tecnico dell’Intergruppo, che, oltre ad una componente politica, ha anche una struttura tecnica (l’assoluta novità di questo organismo parlamentare), che si articola in 26 Dipartimenti, ai quali partecipano, a titolo volontaristico, circa 390 membri, tra accademici, giuristi, economisti ed esperti di vari ambiti. Il Tavolo tecnico dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori” è presieduto dall’economista Giovanni Barretta (presente ai lavori del convegno).

Rilevante anche l’intervento del Presidente del CNR, Andrea Lenzi, che ha salutato con particolare interesse le proposte annunciate dal Ministro Foti, soprattutto  quelle indirizzate a voler  far cambiare passo alla strategia SNAI, insistendo sulla necessità di velocizzare la messa a terra della progettualità necessaria per realizzare gli interventi più opportuni e, quindi,  contrastare efficacemente i gravi fenomeni di spopolamento e diseguaglianza (economica e sociale) che colpiscono duramente le aree interne del Paese, da Nord a Sud dello Stivale.

L’intervento del Presidente del CNR, Andrea Lenzi

Il Presidente Lenzi ha auspicato una collaborazione sempre più attiva e propositiva con tutti gli attori in campo su questo tema, sottolineando proprio il grande lavoro fin qui svolto dal CNR, dimostrato concretamente anche dalla promozione di queste iniziative, indirizzate a sviluppare nuove chiavi di lettura per le aree fragili del Paese e discuterne le implicazioni per le politiche pubbliche, in base ad un approccio socio-ecologico, fondato sulla reciprocità tra scienze ambientali e scienze umane e sociali. Ciò è stato possibile – ha aggiunto il Presidente del CNR –  grazie al grande lavoro svolto Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio culturale (Cnr-Dsu), diretto da Salvatore Capasso, e dal Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (Cnr-Dsstta), diretto da Francesco Petracchini, con il contributo di Paolo Landri per il Cnr-Dsu e di Eros Manzo per il Cnr-Dsstta. Un Gruppo, quello del CNR, che mette in dialogo le competenze dei due Dipartimenti per comprendere i processi sociali e ambientali che contribuiscono alla marginalizzazione dei territori e individuare percorsi di valorizzazione e riequilibrio territoriale.

La prima sessione dei lavori: “Aree interne e montagne: abitabilità, servizi e politiche territoriali”

La prima sessione, “Aree interne e montagne: abitabilità, servizi e politiche territoriali”, ha intrecciato la riflessione sulla Strategia nazionale per le aree interne e sulla nuova legge sulla montagna con esperienze di mappatura collaborativa, rigenerazione e contrasto allo spopolamento. Le ricerche sui borghi abbandonati e le pratiche di ricerca nei territori  come spunto per discutere le condizioni che rendono possibile abitare questi contesti.

L’intervento di Paolo Landri, Direttore f.f. dell’Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità (CNR-IRIDIS)

La sessione è stata introdotta da Paolo Landri, che ha portato i saluti di Salvatore Capasso, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, Patrimonio culturale (Cnr-Dsu). A moderare i lavori, Aldo Berlinguer, professore dell’Università degli Studi di Cagliari e coordinatore del Laboratorio Insularità e Aree Interne di Eurispes.

Aldo Berlinguer, professore dell’Università degli Studi di Cagliari e coordinatore del Laboratorio Insularità e Aree Interne di Eurispes

Numerosi gli interventi che si sono succeduti.

Il primo intervento quello di Paolo Landri, Direttore f.f. dell’Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità (CNR-IRIDIS) e Coordinatore per il DSU del Gruppo Interdipartimentale CNR “Aree interne, territori marginali e ultraperiferici” che ha tracciato le direttrici, il perimetro e le finalità delle attività di ricerca che il CNR ha messo in campo sul tema.

Paolo Landri, Direttore f.f. dell’Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità (CNR-IRIDIS)

A seguire, gli interventi di  Stefania Oppido, Prima Tecnologa, Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità (CNR-IRIDIS), con una relazione dal titolo  “Ripensare la Strategia Nazionale per le Aree Interne? Un approccio socioecologico”, di  Gabriella Esposito De Vita, Dirigente di Ricerca, Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità (CNR-IRIDIS), con una relazione su  “Multilayer mapping per processi collaborativi nelle aree interne”, Pietro David, Ricercatore, Istituto di Studi sul Mediterraneo (CNR-ISMed) e Salvatore Tosi, Direttore del Gruppo di Azione Locale G.A.L. Metropoli Est, con una relazione su  “ Azioni Sociali Innovative in Sicilia tra inverno demografico e ripopolamento dei borghi”.

L’intervento di Stefania Oppido, Prima Tecnologa, Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità (CNR-IRIDIS)
L’intervento di Gabriella Esposito De Vita, Dirigente di Ricerca, Istituto di Ricerca su Innovazione, Diritto Internazionale e Sostenibilità (CNR-IRIDIS)

E’ stata, quindi, la volta di Marco Bussone, Presidente Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani (UNCEM), che ha parlato di  “Aree interne e montagne: servizi, abitabilità e nuove politiche territoriali”,  di Clelia Losavio, Ricercatrice, Istituto sui Sistemi Territoriali e di Governo “Massimo Severo Giannini” (CNR-ISTeG), che è intervenuta su “La nuova legge sulla montagna”, delle geografe Luisa Spagnoli, Prima Ricercatrice, Istituto di Storia Mediterranea (CNR ISEM) e Lucia Varasano, Ricercatrice, Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo (CGIAM), che sono intervenute su “Esperienze, pratiche e visioni di rigenerazione nelle aree interne: dai laboratori territoriali alle prospettive di ricerca azione per una ri-centralizzazione del margine”, di Fabrizio Terenzio Gizzi, Primo Ricercatore, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (CNR-ISPC), con un’analisi molto interessante sulle c.d. ghost town ”Mappare l’abbandono: il fenomeno delle ‘ghost town’ in Italia tra marginalità, rischi e scenari di rivitalizzazione” e, infine, di  Sara Carallo, Ricercatrice, Università degli Studi Roma Tre, su  “Fare ricerca nelle aree interne: metodologie e pratiche territoriali nel Lazio”.

Clelia Losavio, Ricercatrice, Istituto sui Sistemi Territoriali e di Governo “Massimo Severo Giannini” (CNR-ISTeG)
Lucia Varasano, Ricercatrice, Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo (CGIAM)
Fabrizio Terenzio Gizzi, Primo Ricercatore, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (CNR-ISPC)

Gli interventi hanno consentito di approfondire  le politiche per le aree interne e montane, le esperienze di rigenerazione, il contrasto allo spopolamento e le nuove metodologie di mappatura territoriale

A chiudere i lavori della prima sessione, è stato chiamato Filippo Barbera, Professore ordinario di Sociologia economica e Delegato del Rettore per le aree interne e i sistemi territoriali metromontani, Università degli Studi di Torino.

Filippo Barbera, Professore ordinario di Sociologia economica, Università degli Studi di Torino

La seconda sessione dei lavori: La sostenibilità delle isole minori

La sessione pomeridiana, “La sostenibilità delle isole minori”, introdotta da Francesco Petracchini e moderata da Maria Elena Martinotti del CNR-DSSTTA, ha affrontato i temi dell’accesso ai servizi sanitari, della transizione energetica, dell’adattamento climatico e della gestione sostenibile delle risorse. Nel corso dei lavori è stato presentato il “nuovo Portale Isole Sostenibili”. Le conclusioni sono state affidate ad Angela Barbanente, già professoressa ordinaria del Politecnico di Bari.

L’intervento di Francesco Petracchini, Direttore Dipartimento di Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente (CNR-DSSTTA)

Al confronto presso il CNR hanno partecipato ricercatrici e ricercatori del CNR, rappresentanti di università, istituzioni e associazioni territoriali, tra cui l’Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani (UNCEM), l’Associazione Nazionale Comuni Isole Minori (ANCIM), l’Associazione Nazionale Sanitaria Piccole Isole (ANSPI), il Gruppo di Azione Locale (GAL) Metropoli Est e Legambiente.

L’obiettivo è stato quello di contribuire alla costruzione di un’agenda di ricerca condivisa, capace di sostenere politiche di coesione e valorizzazione territoriale, riconoscendo nelle aree interne e insulari non soltanto fragilità, ma anche opportunità di innovazione e sviluppo sostenibile.

Aldo Berlinguer, professore dell’Università degli Studi di Cagliari e coordinatore del Laboratorio Insularità e Aree Interne di Eurispes

A margine dei lavori, abbiamo raccolto le dichiarazioni di uno dei protagonisti, Aldo Berlinguer, professore dell’Università degli Studi di Cagliari e coordinatore del Laboratorio Insularità e Aree Interne di Eurispes, che, facendo il punto della giornata di studio e analisi al CNR, ci ha detto: “Oggi al CNR un felice connubio tra competenze disciplinari diverse. Il riscatto delle aree marginali richiede coraggio, una visione d’insieme ed il superamento di ataviche divisioni tra territori. L’Italia è un organismo vivente: tutti gli organi hanno pari dignità e contribuiscono indissolubilmente al suo funzionamento vitale”.