Putin chiude alla pace immediata dopo telefonate con Trump e papa Leone XIV e lancia nuovi attacchi sull’Ucraina.
Putin a Trump: “Nessuna pace ora, l’Ucraina deve pagare per gli attacchi”
Vladimir Putin chiarisce la sua posizione sulla guerra in Ucraina: nessuna pace immediata. Lo zar lo ha comunicato al presidente americano Donald Trump in una telefonata di oltre un’ora, definita da Mosca “positiva ma non risolutiva”. Trump ha riferito la conversazione su Truth Social, sottolineando che Putin non intende cedere dopo gli attacchi ucraini alle basi aeree russe in Siberia. Il Cremlino ha respinto ogni proposta di cessate il fuoco, accusando Kiev di aver attaccato il territorio russo con il sostegno occidentale.
Trump avrebbe assicurato a Putin che gli Stati Uniti non erano stati informati dei piani ucraini. Ma lo zar ha ribadito la linea dura: nessun negoziato con Volodymyr Zelensky, definito “terrorista”, e nessun allentamento militare.
Colloquio storico con Papa Leone XIV: “Serve un gesto di pace”
Per la prima volta dall’inizio della guerra, Putin ha parlato anche con il pontefice. Il colloquio con Papa Leone XIV è stato incentrato sulla necessità di favorire la pace. Il Vaticano ha riferito che il Papa ha chiesto alla Russia un gesto concreto per avviare un dialogo costruttivo. Leone XIV ha sottolineato il valore degli sforzi umanitari, dello scambio di prigionieri e della libertà religiosa, ringraziando anche il patriarca Kirill per gli auguri ricevuti.
Putin, che in passato aveva rifiutato l’offerta di mediazione vaticana, ha definito “apprezzabile” la disponibilità del nuovo Papa e si è detto aperto a futuri contatti.
Attacco russo su Pryłuky: 5 morti, tra cui un bambino
Mentre si susseguivano i colloqui diplomatici, la notte è stata ancora una volta segnata dal sangue in Ucraina. Un raid russo con droni kamikaze ha colpito la città di Pryłuky, nella regione settentrionale di Cernihiv. Le vittime sono cinque, tra cui due donne e un bimbo di un anno. Altri sei civili sono rimasti feriti. I droni hanno colpito aree residenziali, distruggendo abitazioni, garage e veicoli. Nessuna infrastruttura militare era presente nella zona.
“Quando muoiono i bambini, non è solo guerra: è terrore”, ha dichiarato un funzionario locale.
Zelensky: “Putin prende tempo per evitare nuove sanzioni”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato con durezza l’atteggiamento di Putin, accusandolo di fingere dialogo per ritardare sanzioni più dure. Dopo aver ricevuto il memorandum russo, Kiev si è detta pronta a esaminarlo, ma ha bollato le condizioni di Mosca come veri e propri ultimatum. Tra queste: il riconoscimento della sovranità russa su Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia, Kherson e Crimea, la smobilitazione delle forze armate ucraine, la rinuncia alla NATO e la fine degli aiuti occidentali.
Zelensky ha lanciato un appello: “Con ogni nuovo attacco, la Russia mostra il dito medio al mondo. Se la comunità internazionale continua a mostrarsi debole, Putin interpreterà questa timidezza come un via libera a nuove atrocità”.
Ue e Usa valutano nuove sanzioni: dazi al 500% contro il gas russo
In risposta alla linea intransigente del Cremlino, l’Unione Europea starebbe valutando con Washington un nuovo pacchetto di sanzioni: tra le ipotesi, dazi fino al 500% sul gas e petrolio importati dalla Russia. L’obiettivo è colpire duramente l’economia russa e spingere Putin al tavolo delle trattative.
“È Mosca che deve cercare la pace”, ha ribadito Zelensky. “Finché Putin non sentirà che la guerra ha un prezzo altissimo, continuerà ad attaccare”. Il presidente ucraino ha infine chiesto un vertice diretto con Putin, Trump e – se necessario – con la mediazione della Santa Sede.
contributo esterno

