Legge di Bilancio: contro il dimensionamento scolastico

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Dalle piazze piene di cartelli e dai consigli d’istituto straordinari, ora il dibattito passa direttamente nelle aule parlamentari. Sono già iniziate le audizioni per la discussione degli emendamenti ed è stato fissato un calendario.

Un emendamento alla Legge di Bilancio è stato già inoltrato alla maggioranza di Governo.

Il documento è stato elaborato dalla Commissione 1 “Affari Costituzionale e della PA, Federalismo Fiscale, Autonomia Differenziata, Fondi PNRR” dell’intergruppo Parlamentare “Sud, Aree fragili e Isole minori”, di cui fanno parte 49 parlamentari espressione dei diversi schieramenti politici.

Nell’emendamento si chiede di aggiungere un comma all’articolo 63 della LdB relativo ad “Agenda Sud”, che escluda dal piano tutte le istituzioni scolastiche incluse negli allegati 1 e 2 di “Agenda Sud”.

Viene infatti colta l’occasione e la possibilità di incrementare l’articolo 63 per salvaguardarne la stessa valenza. Conti alla mano, infatti, verrebbe vanificato dagli effetti del dimensionamento stesso.

Salvaguardare le scuole di “Agenda Sud”

Nella relazione illustrativa si spiega infatti che: «L’emendamento scaturisce dalla necessità di salvaguardare le realtà scolastiche inserite nell’elenco già finanziato con i fondi di “Agenda Sud”, onde garantire l’integrità stessa del progetto».

Di fatti le proposte di dimensionamento hanno visto, soprattutto in molte regioni meridionali, degli accorpamenti e/o divisioni di istituzioni scolastiche che le sviliscono e le depotenziano, con la creazione di mega-istituti nei quali risulta particolarmente difficile mantenere un adeguato rapporto scuola/famiglia, elemento fondamentale per la lotta alla dispersione scolastica ed alla criminalità minorile.

Il contatto con le famiglie e con il nucleo originario degli alunni, da parte del dirigente scolastico consente di creare un rapporto fondamentale e necessario onde prevenire e combattere l’abbandono scolastico.

Agenda Sud, insieme al Decreto Caivano, sono due strumenti normativi che si amplificano nella loro combinazione giuridica, ma che rischiano di essere inefficaci in zone particolarmente segnate da un dimensionamento scolastico che crea strutture ingestibili per la complessità strutturale (spesso si tratta di plessi geograficamente distanti e con collegamenti precari), e per numerosità di alunni (spesso superano anche le 2000 unità). Abbiamo già scritto qui e qui.

Focus sull’emendamento

Agenda Sud”, istituita dal Decreto Ministeriale n. 176 del 30 agosto 2023, per la “Destinazione di risorse per interventi integrati di riduzione della dispersione scolastica nelle regioni del Mezzogiorno, nell’ambito della linea di investimento 1.4. “Intervento straordinario finalizzato alla riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di primo e secondo grado e alla lotta alla dispersione scolastica” di cui alla Missione 4 – Componente 1 – del Piano nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU, del Programma Operativo Nazionale “Per la scuola – Competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020, in attuazione del regolamento (UE) 2013/1303, e del Programma Nazionale “PN Scuola e competenze 2021-2027”, in attuazione del regolamento (UE) 2021/1060”, viene richiamata nella Legge di Bilancio 2023 all’articolo 63.

Tale articolo, nell’ultimo periodo del punto 5 riconosce che: «Tra i criteri di cui al secondo periodo è assegnata priorità alle attività, di cui al primo periodo, svolte nelle istituzioni scolastiche individuate nell’ambito del piano «Agenda Sud» sulla base dei dati relativi alla fragilità negli apprendimenti, come risultanti dalle rilevazioni nazionali dell’INVALSI».

Viene quindi “assegnata priorità” alle attività svolte nelle istituzioni scolastiche coinvolte nel piano di “Agenda Sud”, riconoscendo a queste una caratterizzazione e peculiarità che le contraddistingue da tutte le altre. Ed è proprio su queste istituzioni scolastiche che si chiede la esclusione dal piano di dimensionamento che ne depotenzia la struttura e le rende ancora più vulnerabili agli eventi che lo stesso piano vuole scongiurare. Insomma, tutte quelle “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale”. Questo perché si indebolisce ancora di più il rapporto scuola-territorio e scuola-famiglia, che andrebbe invece sempre più incoraggiato come strumento di contrasto alle “devianze giovanili”.

Il Decreto-legge del 15 settembre 2023 n. 123, detto Decreto Caivano, “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale“, al Capo III, “Disposizioni in materia di Offerta Educativa, art. 10, Interventi a supporto delle istituzioni scolastiche del Mezzogiorno – «Agenda Sud»”, ribadisce la consistenza degli interventi a supporto delle istituzioni scolastiche nelle aree a rischio delle regioni del Mezzogiorno e degli importi finanziati.

Il DM del 30 giugno 2023 (Criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi aa.ss. 2024/2025, 2025/2026, 2026/2027), opera delle riduzioni consistenti del numero delle autonomie scolastiche con conseguente riduzione dei posti di lavoro fra dirigenti scolastici, personale ATA e dirigenti amministrativi. Cioè di fatto si depotenziano le scuole, rendendone più complessa la gestione.

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