Scuola, il piano di accorpamento scatena proteste in Calabria

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Il Dimensionamento scolastico in Calabria è illegittimo? Sta facendo discutere il criterio degli accorpamenti di diversi istituti scolastici in Calabria. Proteste in tutta la regione. Il 14 Manifestazione a Lamezia Terme.

Non si tratta semplicemente di perdita dell’autonomia di decine di scuole. Si tratta del futuro della scuola calabrese. La preoccupazione reale è la costituzione di realtà scolastiche che prevedono oltre 2000 studenti, più del doppio di quelli necessari ad avere l’autonomia. Numeri che non potranno consentire la gestione funzionale delle risorse umane, professionali, economiche per raggiungere gli obiettivi prefissati nei PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) delle scuole stesse.

Ma allora perché si attua? Perché la politica calabrese è così cieca dinanzi a questo scempio educativo?

La normativa ed il Decreto interministeriale 127 del 30 giugno

La Legge n. 197 del 29 dicembre 2022 (legge di bilancio 2023, art. 1, co. 557) che prevede “il coefficiente di calcolo applicato dal Ministero per il computo delle autonomie scolastiche è “non inferiore a 900 e non superiore a 1000”.

Il DM 127 del 30 giugno 2023, che fa specifico riferimento persino al PNRR, porta la firma del ministro dell’Istruzione Valditara e di quello dell’Economia Giorgetti. Si parla di “Riorganizzazione del sistema scolastico prevista nel Piano nazionale di ripresa e resilienza

Ed ecco che si specifica che “Le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal predetto decreto, provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno”.

L’articolo 1 del Decreto fissa i numeri degli alunni specificando che siano “Per l’anno scolastico 2024-2025: 961; per l’anno scolastico 2025-2026: 949; per l’anno scolastico 2026-2027: 938”.

Ma sorpresa. L’articolo 2 fornisce una tabella con la quale si definiscono i numeri delle riduzioni. Ossia viene stabilito il numero di dirigenti scolastici e direttori amministrativi, quindi di autonomie scolastiche, per ogni Regione.

Quindi, se in Calabria attualmente vi sono 360 autonomie scolastiche, e se la tabella di Valditara e Giorgetti ne prevede 281, vuol dire che 79 scuole perderanno dirigente e apparato amministrativo. A prescindere da tutto il resto: numero di alunni, viabilità, criticità, distanze, caos. Ciò che si specifica debba essere salvaguardato sono solo le realtà montane, le piccole isole e le realtà con criticità linguistiche. Poi ogni Regione si organizza e interpreta il testo anche in maniera discrezionale. Importante è rimanere nei numeri.

Ed ecco che nella provincia di Catanzaro sono emerse le criticità. Si avranno scuole in realtà considerate “montane” con 200 alunni, ma che non sono proprio in alta quota, e realtà a bassa quota con ben oltre 2mila alunni.

La cosa discutibile è il piano di dimensionamento della provincia di Catanzaro ha abbattuto la sua scure solo su Catanzaro e Lamezia terme con tagli di 7 dirigenze al primo e 5 sul secondo e solo due in tutto il resto della provincia!!

Si lasciano autonome tutte le scuole di Soverato e del suo interland, tutte le scuole dell’interland lametino e catanzarese.

Si lasciano autonomie con poco più di 200, 300, 400,500 alunni e creano mostri didattici-educativi di 1700, 1800, 2000, fino a 2200 alunni. Siamo alla follia!!!

Il caso dell’I.C. Santa Eufemia, unica realtà in Calabria a subire uno smembramento, non un accorpamento. La protesta dei genitori. Oggi corteo e Consiglio d’Istituto.

Una anomalia, ad esempio, ma ve ne sono diverse, è riferita al comune di Curinga, ad una altezza di 350 slm. Qui si mantiene l’autonomia con “solo” 500 alunni. Ma è un Comune che confina con quello di Lamezia, in particolare con il quartiere di San Pietro Lametino, sede di un plesso dell’Istituto Comprensivo “Santa Eufemia”. Scuola che non solo è destinato ad un accorpamento, ma addirittura ad uno smembramento.

Quello che sta facendo discutere i tavoli dei consigli comunali e provinciali è proprio l’IC di Sant’Eufemia!

L’autonomia scolastica dell’IC di Sant’ Eufemia è l’unica soppressa e smembrata in due PES (Punti di Erogazione del Servizio).

L’assurdità è che l’IC di Sant’ Eufemia non andava contemplata nel piano di dimensionamento in quanto già dotata di autonomia, considerato che ha ben 960 alunni al suo interno.  Pertanto, è già tutelata dai parametri imposti dalla norma.

Invece il Consiglio provinciale ne propone lo smembramento (azione sconsigliata dalle Linee Guida con deliberazione n. 336 della Giunta Regionale – Regione Calabria – del 21/07/2023) e riconsegna ai sindaci l’eventuale deliberazione.

La autonomia scolastica dell’IC di S.Eufemia non è in discussione: essa esiste già e non può essere certamente rimessa in discussione. Se questa eventualità dovesse verificarsi si aprirebbe la strada ad un’assurda perversione: ogni anno si dovrebbe riscrivere la geografia della rete scolastica perché a questo o a quel sindaco potrebbe non garbare questa o quella autonomia scolastica.  Significherebbe mettere in discussione il lavoro che con fatica portano avanti le comunità educanti del mondo della scuola calabrese. Gli Istituti comprensivi del territorio calabrese sono per lo più frutto di fusioni di due o più comuni. Cosa accadrebbe allora se si mettessero in discussione le autonomie scolastiche tutelate dal DPR 275/99? Sarebbero ogni giorno alla mercé dei sindaci   che cambiano ad ogni tornata elettorale.

Lo spiega la dirigente scolastica Antonella Cerra: «Questa è l’unica Istituzione scolastica a subire uno smembramento, non un semplice accorpamento. Non è solo a rischio l’autonomia, ma l’identità stessa di un territorio che finora ha lavorato, progettato ed è cresciuto come un corpo unico. La soppressione dell’IC di Sant’Eufemia comporterebbe, necessariamente un impatto negativo sulla rideterminazione degli organici e che il personale docente e ATA in servizio potrebbe subire dei disagi da tale operazione, chiamato a scegliere fra la realtà scolastica Falerna-Nocera e quella lametina». 

Ma a questo scempio non ci stanno i genitori e gli alunni dell’Istituto Comprensivo, la dirigente ed il personale tutto. Sono stati proprio i genitori che, costituendosi in un comitato, hanno indetto una mobilitazione ad oltranza, con manifestazione per il quartiere di Sant’Eufemia. Assente il sindaco di Lamezia Terme.

Rassicura la DS Cerra a fine corteo e prima di iniziare il Consiglio d’Istituto straordinario ed aperto alla comunità: «Questa scuola non perderà l’Autonomia. Io da dirigente scolastico -aggiunge – oltre a tutelare la comunità scolastica, devo tutelare anche il personale che in essa ci lavora». A rischio posti di lavoro. Insomma, tagli alle scuole. Già pubblicato sulla homepage dell’Istituto il verbale del Consiglio. In esso si legge che il Consiglio, dopo ampia discussione all’unanimità delibera «Di esprimere agli Organi Competenti (Consiglio Comunale e Consiglio Provinciale) parere negativo alla proposta del Consiglio Provinciale in merito all’IC Sant’Eufemia in quanto questa istituzione scolastica non è contemplata dal dimensionamento».

Insomma si avvisa che verranno prese in considerazione tutte le forme consentite dalla legge per evitate che lo scempio abbia seguito.

Altre città sul piede di guerra

Ma questo malumore non è circoscritto alla zona del lametino: in tutta la Regione si sta sollevando la mobilitazione contro il piano di dimensionamento. A Catanzaro sono già scesi in piazza gli alunni del Liceo Galluppi. Dalla provincia di Vibo si esprimono contrari anche i sindaci. A Cosenza si mobilita il Liceo Fermi.

A Crotone il Nautico con lo slogan “Non buttate il Nautico a mare”. A Reggio la protesta dell’IC Galilei-Pascoli. Ma anche a Corigliano-Rossano. Ma anche a Lungro, ove risiede una minoranza linguistica che dovrebbe essere tutelata secondo la normativa e che invece subirà tagli e accorpamenti.

Nel pomeriggio del 12 ottobre si è espresso anche il consiglio d’Istituto del Polo Tecnologico Rambaldi di Lamezia Terme. Una realtà molto complessa che racchiude in sé già 9 articolazioni, alle quali si aggiungerebbero quelle dell’istituto “De Fazio” al quale è destinato accorparsi, divenendo quindi di fatto ingestibile. E per lunedì 16, giorno in cui a Catanraro la Provincia dovrà esprimersi sul piano, è stato indetto uno sciopero gli studenti. Lo comunica il presidente del Consiglio d’Istituto del Polo.

E la lista continua.

Le reazioni dei sindacati. La Flc Cgil ha già fatto ricorso, Tindiglia (Gilda): «Accorpamenti fatti con criteri politici di parte»

In una nota il sindacato a livello nazionale ha reso noto di avere «Impugnato al Tar del Lazio il regolamento attuativo delle disposizioni sul dimensionamento della rete scolastica previste dalla legge di bilancio 2023».

Abbiamo chiesto a Nino Tindiglia, segretario regionale della Gilda, sindacato degli insegnanti. Secondo lui «Siamo contro l’accorpamento soprattutto se fatto con criteri non di efficienza ma politici di parte». Aggiunge che sono già pronti a ricorrere al TAR se ne ravvisano gli elementi. 

Su questa affermazione occorre fare una riflessione. Se vero è che la norma attuale impone un numero di dirigenze predefinito spalmabile a livello provinciale, e mantenendo il criterio di almeno 900 alunni per istituto, ogni azione differente deve essere spiegata e giustificata. Se così non è vuol dire che subentrano altri fattori. Infatti, è anche vero che la suddivisione, la distribuzione e gli accorpamenti si definiscono a livello locale. Subentrano quindi i Comuni, le Province e la Regione. Ed è a questi livelli che si fanno gli accordi. E, probabilmente, visti i risultati ed i malcontenti, gli accordi potrebbero essere anche di natura politica.

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