Lutto nel mondo della politica: è morta Emma Bonino

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Immagine da IG

La storica leader radicale, volto per anni di Più Europa, si è spenta a 78 anni.

È morta Emma Bonino

È morta Emma Bonino. La notizia è stata riferita da Più Europa e rilanciata da ANSA nella mattinata dell’11 settembre 2026. Aveva 78 anni.

Con Bonino scompare una delle figure più riconoscibili della politica italiana degli ultimi decenni: radicale, europeista, femminista, protagonista di battaglie civili, istituzionali e internazionali che hanno attraversato la storia repubblicana.

Una vita politica nel segno dei diritti

Nata a Bra, in provincia di Cuneo, nel 1948, Emma Bonino è stata per decenni uno dei volti principali del radicalismo italiano. Secondo Treccani, è stata membro del Partito radicale dal 1975, più volte deputata, europarlamentare e commissaria europea, diventando una figura centrale dell’attivismo civile, umanitario e femminista in Italia.

Il suo nome resta legato alle grandi battaglie radicali: dai diritti civili alla libertà individuale, dall’autodeterminazione delle donne alla giustizia internazionale, fino alla difesa di un’Europa più integrata e politica.

Dal Parlamento italiano all’Europa

Bonino ha ricoperto incarichi di primo piano nelle istituzioni italiane ed europee. È stata ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel governo Prodi II e, nella XVI legislatura, vicepresidente del Senato.

Nel 2013 è stata nominata ministra degli Esteri nel governo Letta, incarico che ha rafforzato ulteriormente il suo profilo internazionale e il suo ruolo nel dibattito sulla politica estera italiana.

L’impegno internazionale e umanitario

La dimensione internazionale è stata uno dei tratti distintivi della sua attività politica. Il Ministero degli Esteri ricorda, tra le altre cose, il suo impegno nelle missioni di osservazione elettorale dell’Unione europea in Ecuador e in Afghanistan, oltre alla sua presenza in organismi e think tank internazionali.

Come commissaria europea, Bonino si è occupata anche di aiuti umanitari, pesca e politica dei consumatori, portando nelle istituzioni comunitarie il metodo radicale fatto di campagne, mobilitazione e attenzione ai diritti umani.

Il volto radicale dell’Italia europeista

Emma Bonino è stata anche una delle figure più coerenti dell’europeismo italiano. La sua visione politica è sempre stata legata all’idea degli Stati Uniti d’Europa, a una cittadinanza europea più forte e a istituzioni comunitarie capaci di incidere sui grandi dossier globali.

Con Più Europa, Bonino ha continuato fino agli ultimi anni a rappresentare un’area liberale, radicale ed europeista, mantenendo un profilo autonomo nel panorama politico italiano.

Una figura divisiva, ma centrale

Come tutte le personalità politiche di lungo corso, Bonino è stata spesso al centro di polemiche e contrapposizioni. Le sue battaglie su aborto, diritti civili, immigrazione, laicità, giustizia internazionale ed Europa hanno diviso l’opinione pubblica, ma hanno anche segnato una parte significativa del dibattito politico italiano.

La sua scomparsa chiude un capitolo della storia radicale e lascia un’eredità politica che attraversa Parlamento, istituzioni europee, movimenti civili e battaglie per i diritti.

Ecco il messaggio su Instagram da parte del Partito:

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