Cutro: boom di denunce. Meloni incontra i sopravvissuti

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La strage di Cutro fa sentire i suoi effetti ancora oggi. Mentre la Premier incontra i superstiti ed i familiari delle vittime si è registrato un boom di denunce. Reati ipotizzati “omissione di soccorso” “disastro colposo”, “omissione atti d’ufficio”, “naufragio colposo”, fino a “strage di Stato”. Il numero delle vittime sale ad 86.

di Rosella Cerra

Sono una trentina fra superstiti e familiari delle vittime ad avere accettato l’invito della Meloni per un incontro a Palazzo Chigi, sede del Governo

Sono partiti questa mattina dall’aeroporto di Crotone con volo di Stato. L’incontro con la Meloni previsto per le ore 10.00 si è svolta in forma privata. Hanno consegnato una lista con le loro richieste. Fra queste: Proseguire le ricerche dei dispersi, agevolare il ricongiungimento dei superstiti con le famiglie anche all’estero e creare, con l’Europa, dei corridoi umanitari per soccorrere le persone nei Paesi come l’Afganistan dove e condizioni di vita non sono sicure”. Questo quanto si leggeva in una nota dell’AGI del 15 marzo.

Inchieste ed indagini. Molte le Procure coinvolte

Le indagini della Procura di Crotone erano scattate subito dopo l’evento. Si tratta di due inchieste e riguardano l’azione degli scafisti e le responsabilità per i ritardi nel soccorso. Il procuratore di Crotone, Giuseppe Capoccia sostiene che la procura sta «lavorando in maniera puntuale, non ci stiamo fermando un attimo. Stiamo acquisendo tutti gli elementi connessi a questa vicenda e ciò che riguarda i momenti precedenti al disastro. Ma siamo già a un buon punto di ricostruzione della rete di comunicazioni che sono avvenute prima dell’evento».

Il 9 marzo si è costituito a Crotone un pool di avvocati che assisteranno gratuitamente i familiari delle vittime. Sono i legali Luigi Ligotti, Mitja Gialuz, Vincenzo Cardone e Francesco Verri.

Sono partite una serie di esposti e denunce

Il primo esposto è stato presentato dalle associazioni, oltre 40, tra cui Emergency, Medici senza Frontiera, Mem.Med, Usb. Porta la firma dell’avvocato Arturo Salerno, del foro di Roma. È stato presentato alla procura di Crotone e si chiedono indagini approfondite per definire le responsabilità del mancato soccorso. In particolare si riferiscono all’azione del Centro di Coordinamento dei Soccorsi in Mare (Imrcc) che avrebbe potuto evitare la tragedia se “avesse assunto il coordinamento dei soccorsi ed inviato assetti navali ed aerei adeguati come previsto dal secondo le disposizioni del Piano Sar Marittimo Nazionale (Decreto Ministeriale numero 45 del 04/02/2021)”. Così scrive Filippo Meraglia, responsabile nazionale migrazione dell’ARCI, su Vita International.  

Un altro esposto è stato presentato dal sindacato forense Mga (Mobilitazione generale avvocati) alla Procura di Crotone. Il loro esposto investe il Ministero degli Interni che deve coordinare le operazioni Sar, il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marino, più noto come (Italian Maritime Rescue Coordination Centre), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo MGA “Risulta di tutta evidenza che né Frontex né I’Imrcc abbiano dato seguito agli obblighi derivanti dal Piano in ossequio ai doveri imposti dall’ordinamento internazionale di prioritaria salvaguardia della vita in mare e soccorso”, per come riportato da IlQuotidiano.

Cutro: boom di esposti e denunce in seguito alla strage: “Approfondire disposizioni ministeriali sull’uscita in mare della guardia costiera”

Un esposto anche dal gruppo parlamentare Avs. Presentato alla Procura di Roma chiede di far luce, in particolare, sul perché l’evento non sia stato classificato, immediatamente, come Sar. In seguito alla loro denuncia, la procura di Roma ha aperto un fascicolo. Ciò che viene chiesto è di “Approfondire se vi siano state disposizioni ministeriali che abbiano impedito l’uscita in mare della Guardia costiera», perché «non si può escludere che esista anche una responsabilità superiore considerato che la Guardia costiera dipende dal ministero dei Trasporti, mentre il ministero degli Interni è diventato il `super coordinatore´ di sbarchi e soccorsi dei migranti”, per come riportato da il globalist del 2 marzo.

Anche Codacons Calabria ha presentato un esposto il 1° marzo. Lo ha reso noto tramite un comunicato nel quale “si chiede di indagare sui presunti ritardi nei soccorsi e di accertare le responsabilità delle autorità che avevano l’obbligo giuridico di intervenire in mare”. Secondo loro la Capitaneria non sarebbe intervenuta nonostante fosse stata allertata. Si chiede quindi alla magistratura di “accertare fatti e responsabili alla luce delle possibili fattispecie di omissione di soccorso, omissione atti d’ufficio, naufragio colposo e omicidio colposo”.

Forse l’ultimo in ordine di tempo è quello dell’ex magistrato in quiescenza Rosario Russo, già sostituto procuratore generale della Cassazione. Lo ha presentato un esposto, rivolto al procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. Anche la procura di Catanzaro, tramite Gratteri, ha quindi deciso di intervenire. Nell’esposto, l’ex magistrato, chiama in causa direttamente la catena di comando, ossia i vertici dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno, ossia Salvini e Piantedosi.

Questo nuovo intervento potrebbe coinvolgere anche il Tribunale dei Ministri. La testata Avvenire (la prima a riportare questa notizia l’11 marzo) ne considera infatti l’eventualità “Si allarga il novero degli esposti sul naufragio a Steccato di Cutro. E si apre la possibilità che del caso possa occuparsi pure il Tribunale dei ministri”.

Ma Gratteri crede magari che dietro vi sia l’ombra della ‘ndrangheta.

Ad un nuovo esposto sta già lavorando Rifondazione Comunista, come abbiamo già anticipato in un precedente articolo. Ci sarebbero nuovi elementi “molto pesanti” rispetto ai precedenti.

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