“Strage di Stato”: manifestazione dal lungomare di Cutro contro il Governo

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Strage di Stato

“Strage di Stato”, è l’accusa rivolta dai manifestanti che si sono ritrovati nei pressi del lungomare di Steccato di Cutro. È anche arrivato il momento della denuncia collettiva: tanti gli esposti alla magistratura.

di Rosella Cerra

Successivamente al nauSi chiede giustizia e verità. Il primo esposto è delle oltre 40 associazioni.

Ma vi sono quelli dei parlamentari di Alleanza Sinistra-Verdi, di magistrati e di partiti politici. I reati ipotizzati vanno dall’omissione di soccorso, a disastro colposo, a strage di Stato.

Alle 15.00 circa inizia la manifestazione. In testa vi sono i familiari delle vittime ed i sopravvisuti.

Attraversiamo il corteo. 6000 persone che chierdono giustizia e verità. La domanda che poniamo è di chi possa essere la responsabilità di quanto accaduto.

All’inizio del corteo anche il sindaco di Crotone Vincenzo Voce. Secondo lui “Non ha funzionato qualcosa. Si poteva fare di più. Questa è la domanda su cui sta indagando la magistratura. Mentre si svolgeva il CdM a Cutro io ero al PalaMilone. Ho aspettato la premier che non si è presentata….

“Strage di Stato”: manifestazione dal lungomare di Cutro contro il Governo

Per la Rete 26 FebbraioSono in corso le indagini. Sembra assurdo. Si sapeva cosa sarebbe successo la notte. Ci stiamo chiedendo cosa è stato questo corto circuito. Aspettiamo anche noi questa risposta …. È molto strano che non siano intervenuti”.

Per la Cooperativa Agape S. Nicola dell’Alto (KR) “Sono stati negligenti nel valutare il rischio. Dove non arriva la guardia di finanza, può arrivare un barcone?” è una domanda che si fanno in tanti.

Per Pino Greco di Fabbrikando l’Avvenire di Crotone “La responsabilità è di coloro che avevano gli strumenti per salvarli. Ieri sera alle 0.23 sono stati salvati 500 persone che erano su un peschereccio più fatiscente. Perché non sono intervenuti anche la notte del 26?”.

Per USB (Unione Sindacale di Base) “la responsabilità e di tutte le politiche sull’immigrazione degli ultimi 20 anni…

Alfonso di Stefano della Rete Antirazzista Siciliana “Porti aperti a navi da guerra e chiusi a Medici Senza Frontiera. È una “strage di Stato”. Chiediamo le dimissioni di ministri irresponsabili”.

La loro denuncia si riferisce all’annuale esercitazione antisommergibile della Nato “Dynamic Manta 2023”, che si è tenuta nel Mediterraneo dal il 27 febbraio al 10 marzo.

Per Progetto Mem.Med, nato come supporto legale per l’identificazione delle persone morte in mare, dal 27 febbraio presenti sul posto, chiamati ad intervenire dalle famiglie delle vittime:

 “Abbandonati dalla Meloni? Meglio che non si è presentata. Che veniva a fare? Ha dimostrato una totale mancanza di rispetto verso le vittime e le loro famiglie”.

Per Resq-People Saving People da Milano, parla il presidente Luciano ScalettariEvidentemente non si è fatto quel che si doveva fare per salvare le persone. Se si costruisce un sistema nel Mediterraneo perché non ci sia nessuno che salva le persone, prima o poi succede. Quindi a prescindere degli errori specifici, e su questo indagherà la magistratura, ci sono delle cose poco chiare. Ma il problema è a monte. Qui si criminalizzano le navi di soccorso, senza che vi sia un sistema efficiente che invece fa accordi con Libia e Tunisia… qualcuno mente”.

Per Emergency abbiamo chiesto alla presidente Rossella Miccio “È strage sicuramente. Lo Stato avrebbe dovuto intervenire. Noi abbiamo fatto un esposto proprio per far luce non solo sulle responsabilità degli scafisti ma anche su chi doveva soccorrere. Noi abbiamo ricostruito i fatti. Sappiamo che ci sono state le segnalazioni di Frontex. Il nostro progetto nazionale SaR prevede che nella fase cosiddetta “di incertezza” le autorità competenti devono andare a verificare le condizioni della barca. Questa cosa non è successa”.

C’è anche Mimmo Lucano in testa al corteo. Porta in spalla la croce simbolo di questa tragedia, fatta con i resti della barca naufragata il 26 febbraio. “Simbolicamente ognuno deve portare il suo peso”.

Mediterraneo Saving Humans non ha dubbi. “C’è una responsabilità di questo governo in questa strage. Questa è una strage di Stato. La visita della Meloni è stato un tentativo molto maldestro di ripulirsi la coscienza. Uno schiaffo in faccia alla Calabria solidale”.

Pino Capalbo, sindaco di Acri, attende che la magistratura faccia il suo corso.

Giuseppe Valentino, segretario regionale della Filcams CGIL Calabria esprime vergogna per le operazioni di soccorso ed parla di gravi responsabilità del Governo.

Per Baobab Alice BasiliniVi sono stati 26mila morti da 10 anni a questa parte. Questa è la vera strage di Stato. Non basta la solidarietà, bisogna denunciare”.

Mimmo Serrao, segretario regionale di Rifondazione Comunista: “Partiamo dal principio che prima la gente va salvata … La responsabilità è culturale”.

Stefano Galieni, Coordinatore nazionale immigrazione di RC, la definisce “Strage di Stato premeditata”. “La parola strage di Stato è debole perché possiamo parlare ormai di stragi di Stato premeditate. Perché la scelta operata già dal 2019 di ridurre il potere reale delle Capitanerie di porto attraverso i primi decreti Salvini e aumentate attraverso il decreto Piantedosi di fatto dà gran parte dei poteri ai prefetti e ha depotenziato il potere d’azione della guardia costiera che salvato moltissime persone. Ma quando ti senti dire da un ammiraglio «Io non posso più fare quello che voglio perché incide la politica» questo come lo puoi chiamare se non crimine premeditato? Bastava non mandare le navi della Guardia di Finanza che non sono adeguate ai soccorsi ma le navi della Guardia Costiera che hanno gli strumenti tecnici per fare i salvataggi in mare. Hanno preferito fare un’operazione di polizia e non di soccorso. Chi ha fatto questa scelta? Il ministro dell’Interno, delle infrastrutture e tutta la catena di comando? Se ne deve assumere la responsabilità”. Annuncia quindi un nuovo esposto del suo partito.

Michelangelo tripodi, segretario regionale del Movimento Rinascita parla di “Catastrofe umanitaria”, di mancanza di rispetto e forti responsabilità del governo.

Per Filippo Sestito, dell’Arci di Crotone, storicamente impegnata nella difesa dei migranti, è “strage di Stato”.

Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e parlamentare “Abbiamo fatto un sposto alla magistratura come gruppo parlamentare, aspettiamo la risposta della magistratura”. Con lui anche Angelo Bonelli, di Sinistra-Verde-Europa.

Anche per Antonella Bundo, consigliere comunale di Firenze, le responsabilità forti sono di questo Governo. “La magistratura chiarirà se è strage di Stato”.

“Strage di Stato”: manifestazione dal lungomare di Cutro contro il Governo

Moltissimi i sindaci presenti, a rendere un ultimo omaggio, a portare un fiore.

E poi il racconto diretto dei superstiti e dei familiari delle vittime, anche di quelle che ancora stanno in fondo al mare.

Per i sopravvissuti un dolore che non si potrà mai cancellare “Speravamo arrivasse qualcuno a salvarci. Mio fratello è morto di freddo tra le mie braccia”.

E mentre si susseguono gli interventi giunge la notizia del ritrovamento del corpo di un’altra bambina.

Ora sono 24 su 79 le vittime che hanno meno di dodici anni. Ci si inginocchia sulla spiaggia osservando un minuto di silenzio. Si riprende a parlare.

E parla senza peli sulla lingua, in maniera chiara e diretta da dietro lo striscione della Rete 26 Febbraio, l’esponente di Mem.Med

Abbiamo presentato un esposto insieme ad altre 43 associazioni, per ottenere giustizia rispetto a quella che consideriamo una strage di Stato, un crimine di Stato. E non ci fermeremo nemmeno nella ricerca insieme a loro dei parenti dispersi”

Le rivendicazioni delle moltissime realtà presenti che chiedono:

 

• un’indagine seria che faccia chiarezza su quanto è successo.

• istituizione una Commissione parlamentare di inchiesta sulle stragi di frontiera.

• realizzazione immediatamente un programma europeo di ricerca e salvataggio in tutto il Mediterraneo, e sollecitiamo il governo italiano a chiedere agli altri Stati membri di implementare questo programma.

• attivazione i visti umanitari previsti dal Regolamento Europeo dei Visti, consentendo così alle persone in fuga da guerre e violenze l’attraversamento delle frontiere europee in sicurezza e legalità.

• attivazione ogni via d’accesso complementare, a partire dai reinsediamenti, dai corridoi e da altre forme di sponsorship e di ampliare i canali regolari di ingresso, senza usare questi strumenti per giustificare politiche di chiusura e respingimenti delegati a governi non UE.

 • di fermare ogni iniziativa e programma di esternalizzazione delle frontiere e di promuovere accordi bilaterali condizionati dal rispetto dei diritti umani e non dal controllo dei flussi migratori.

Le associazioni che hanno presentato l’esposto il 9 marzo alla procura di Crotone sono le seguenti:

AOI – ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE, Associazione Contro gli Abusi in Divisa (A.C.A.D.), Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (A.S.G.I.), Associazione Clinica Legale per i Diritti Umani, Associazione Progetto Accoglienza, ARCI, Borderline-Europe, Casa dei Diritti Sociali, CIAC Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Legambiente, Nazionale Consorzio Italiano di Solidarietà – ufficio rifugiati ONLUS (ICS), Emergency, Fondazione Gruppo Abele, Gruppo Lavoro Rifugiati, International Justice and Human Rights, Centre Legal Team Italia, Medici Senza Frontiere, Associazione Don Vincenzo Matrangolo, Rete Comunità Solidali, Open Arms, Italia Oxfam, Italia SOS MEDITERRANEE, Italia Progetto Mem.Med – Memoria Mediterranea, Mediterranea Saving Humans, PROGETTO DIRITTI, WatchTheMed, Alarm Phone, Sea-Watch, Sea Eye, RESQ – PEOPLE, SAVING PEOPLE, Diritti di Frontiera – Laboratorio di Teoria e Pratica dei Diritti, Fondazione Roberto Franceschi, A Buon Diritto, Confederazione Unione Sindacale di Base, Iuventa-crew, Louise Michel, Associazione Comunità Progetto Sud, Medici del Mondo Italia, Campagna LasciateCIEntrare, Melting Pot, MoCi Cosenza, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, La Petite Bibliothèque.

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