Il caso Marina di Aequa a Vico Equense torna al centro del dibattito politico e amministrativo. Il senatore Mazzella ha reso noto di aver ricevuto una risposta dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale dopo l’interrogazione parlamentare e l’istanza inviata sul progetto.
Secondo il parlamentare, la risposta dell’Autorità confermerebbe le preoccupazioni già espresse insieme ai comitati coinvolti, soprattutto in relazione ai profili di rischio idraulico, frana e sicurezza del territorio.
Nessuna richiesta preventiva di parere all’Autorità di Bacino
Mazzella spiega di aver chiesto se il Comune di Vico Equense o i soggetti privati proponenti avessero mai sollecitato un parere o avviato una verifica preventiva di compatibilità sull’opera.
“Ebbene, l’Autorità mi ha risposto con un netto ed esaustivo ‘no’. Nessuna istanza, nessuna interlocuzione, alcuna richiesta di valutazione è mai pervenuta agli uffici preposti alla tutela del nostro territorio per un’opera dal quadro economico di oltre 15 milioni di euro”.
Per il senatore, si tratta di un elemento di forte criticità, considerando la rilevanza economica e territoriale dell’intervento previsto nell’area di Marina di Aequa.
Vincoli idraulici e rischio frana: le preoccupazioni sul progetto
Nella risposta ricevuta, secondo quanto riferisce Mazzella, l’Autorità di Bacino avrebbe ribadito la presenza di vincoli e perimetrazioni di rischio idraulico e da frana di massimo livello.
Tra gli elementi citati figurano aree P3 ad elevato trasporto solido e zone R4 a rischio molto elevato per l’incolumità umana.
“Ciò che emerge con estrema gravità risiede nelle valutazioni in riscontro ai punti salienti della mia lettera, in cui l’Autorità ha ribadito la presenza di vincoli e perimetrazioni di rischio idraulico e da frana di massimo livello”.
L’Autorità chiede gli atti al Comune
Alla luce della documentazione e delle criticità segnalate, l’Autorità avrebbe formalmente attivato i propri poteri, chiedendo al Comune di Vico Equense la trasmissione immediata della documentazione progettuale e dello stato del procedimento.
Per Mazzella, questa richiesta rappresenta un passaggio decisivo nella vicenda.
“Recependo la fondatezza delle mie rimostranze, l’Autorità ha formalmente attivato i propri poteri, richiedendo ufficialmente al Comune di Vico Equense la trasmissione immediata di tutta la documentazione progettuale e lo stato del procedimento”.
Il nodo della foce del Rivo d’Arco
Uno dei punti più delicati riguarda la possibile copertura della foce del Rivo d’Arco per la realizzazione di una piazza pedonale.
Mazzella si chiede perché il Comune non abbia richiesto un parere preventivo prima di dichiarare la fattibilità e il pubblico interesse della proposta.
“Perché il Comune non ha ritenuto di chiedere un parere preventivo prima di dichiarare la fattibilità e il pubblico interesse di una proposta che prevede persino la copertura della foce del Rivo d’Arco per realizzarvi una piazza pedonale?”
Secondo il senatore, intervenire su un corso d’acqua classificato a rischio idraulico elevato potrebbe comportare la necessità di importanti opere di mitigazione, con un possibile aumento dei costi.
“Rischio inondazioni e mareggiate”
Mazzella richiama inoltre il tema della sicurezza dell’area, sostenendo che l’Autorità avrebbe evidenziato il rischio di inondazioni e mareggiate in assenza di interventi speciali.
“In risposta alla mia istanza, l’Autorità evidenzia che in assenza di interventi speciali c’è addirittura il rischio di inondazione e mareggiate, a fronte di una pericolosità idrogeologica molto elevata”.
Il parlamentare sottolinea quindi la necessità di chiarire se i soggetti privati coinvolti siano consapevoli dell’eventuale incremento dei costi per la messa in sicurezza dell’opera.
Il timore di costi aggiuntivi e contenziosi
Il senatore pone anche un tema economico e amministrativo. Secondo Mazzella, se il progetto dovesse rivelarsi insostenibile o bloccarsi, il rischio sarebbe quello di esporre l’ente locale a contenziosi e penali.
“Il rischio concreto è quello di esporre l’Ente locale a contenziosi milionari e a penali salatissime, trasformando questa operazione in una vera e propria cambiale in bianco sulla pelle della comunità”.
Per questo, Mazzella chiede trasparenza sulle conseguenze economiche del progetto e sulle eventuali responsabilità che potrebbero ricadere sui cittadini.
Mazzella: “Seguirò ogni sviluppo della vicenda”
Il senatore annuncia infine che continuerà a seguire il caso presso il Ministero dell’Ambiente e l’Autorità di Bacino, con l’obiettivo di garantire la tutela dell’incolumità pubblica, del territorio e del denaro pubblico.
“Continuerò a seguire passo dopo passo ogni sviluppo di questa vicenda presso il Ministero dell’Ambiente e l’Autorità di Bacino, affinché la tutela dell’incolumità pubblica, del territorio e del pubblico denaro prevalga su scorciatoie procedurali insostenibili”.
Il caso Marina di Aequa resta dunque aperto e destinato a nuovi passaggi istituzionali, a partire dalla trasmissione degli atti richiesti al Comune di Vico Equense.

