Cambiamenti climatici, Skea: «Basta allarmismi»

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Papa e cambiamenti climatici. Aggiornato il “laudato sì”. Alla base il sesto Report dell’IPCC. Skea: «Basta allarmismi».

La notizia è ripresa da tutti i media. La Chiesa si schiera aggiornando il “Laudato sì”. Il primo capitolo dell’Enciclica è dedicato al cambiamento climatico e anche qui si avverte che abbiamo poco tempo. E attacca i “negazionisti”, definiti “spezzanti e irragionevoli”.

Così riporta Famiglia Cristiana il 4 ottobre: «A otto anni dall’Enciclica Laudato sì, Francesco pubblica la Laudate Deum, la sua sesta Esortazione apostolica, tutta dedicata alla crisi climatica invitando a riconoscerla come “un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana” e che per questo richiede il “coinvolgimento di tutti”. Ribadisce che “l’origine umana, ‘antropica’, del cambiamento climatico non può più essere messa in dubbio”».

Infatti, si fa interprete scientifico e dichiara che: «È vero che non tutte le catastrofi possono essere attribuite al cambiamento climatico globale. Tuttavia, è verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall’uomo aumentano significativamente la probabilità di eventi estremi più frequenti e più intensi. Sappiamo quindi che ogni volta che la temperatura globale aumenta di 0,5 gradi centigradi, aumentano anche l’intensità e la frequenza di forti piogge e inondazioni in alcune aree, di gravi siccità in altre, di caldo estremo in alcune regioni e di forti nevicate in altre ancora».

La sua fonte, citata, è l’IPCC (Cfr Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), Climate Change 2021, The Physical Science Basis, Cambridge and New York 2021, B.2.2.).

Attacca quindi I “negazionisti del clima”, come vengono definiti, in maniera estremamente riduttiva e fuorviante, che porta avanti tesi diverse. Nell’Enciclica il Papa afferma che: «Negli ultimi anni non sono mancate le persone che hanno cercato di minimizzare questa osservazione. Citano dati presumibilmente scientifici, come il fatto che il pianeta ha sempre avuto e avrà sempre periodi di raffreddamento e riscaldamento. Trascurano di menzionare un altro dato rilevante: quello a cui stiamo assistendo ora è un’insolita accelerazione del riscaldamento, con una velocità tale che basta una sola generazione – non secoli o millenni – per accorgersene. L’innalzamento del livello del mare e lo scioglimento dei ghiacciai possono essere facilmente percepiti da una persona nell’arco della sua vita, e probabilmente tra pochi anni molte popolazioni dovranno spostare le loro case a causa di questi eventi».

Cambiamenti climatici, Skea: «Basta allarmismi»

La definizione dei dati “presumibilmente scientifici” ci conferma che le dichiarazioni del Papa non sono del tutto obbiettivi.

E ritorna invece sulla “scientificità” dell’origine umana del riscaldamento globale, ripetendo slogan alla Greta, che, come è noto, non è una scienziata. Afferma quindi che: «L’origine umana – “antropica” – del cambiamento climatico non può più essere messa in dubbio». E come fonte cita sempre l’IPCC (Cfr IPCC, Climate Change 2023Synthesis Report, Summary for Policymakers, A.1.3.).

Ma vediamo cosa dice l’IPCC e soprattutto chi lo dice a nome dellìIPCC.

Sono scienziati, economisti, politici, industriali? Chi analizza i dati e scrive i Report?

Secondo alcuni scienziati, dietro l’IPCC ci sono innanzitutto economisti, che analizzano i dati diffusi dagli scienziati, e li interpretano. Non li riportano come realmente sono. Li adattano alle esigenze di mercato mondiale.

Sul sito dell’ENEL, che si conferma “leader nella lotta al cambiamento climatico dal CDP (Carbon Disclosure Project), così viene definito ed interpretato il cambiamento climatico: «La lotta al cambiamento climatico è una delle sfide più urgenti che la società globale deve affrontare e che richiede un’azione seria da parte di tutti nonché misure rapide e decisive da parte delle aziende». Precisa che la CDP è una «organizzazione ambientale globale non-profit che offre la più importante piattaforma per monitorare le performance aziendali nella lotta al cambiamento climatico».

 La fonte delle informazioni scientifiche anche per ENEL sono i report dell’IPCC. Infatti, Enelgreenpower specifica che:

«L’IPCC non fa nuove ricerche né realizza il monitoraggio di dati e parametri correlati al clima. Questi compiti continuano a essere affidati agli enti scientifici nazionali, quasi tutti istituti pubblici. L’IPCC raccoglie, esamina e valuta le più recenti informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche prodotte in tutto il mondo dai paesi membri (le 195 nazioni dell’Onu) mettendo insieme i dati per la comprensione dei cambiamenti climatici». 

Insomma, si fa interprete dei dati. Non li raccoglie.

Continua spiegando che: «In pratica ogni Report migliora e amplia il precedente, ed è composto da due parti. Una, fatta di parecchi volumi tematici, zeppa di cifre e scritta in “scientifichese”, non è di facile lettura. L’altra è più interessante e accessibile: è un “estratto” del Report che viene espressamente indirizzato ai “policy makers”: capi di Stato, ministri, industriali, banchieri; ma anche all’assessore all’ambiente del piccolo paesino con poche centinaia di abitanti».

E a quanto pare, sono indirizzati anche alla Chiesa ed al Papa.

Ma chi è che scrive i Report dell’IPCC in grado di condizionare il pensiero dominante dell’economia, della politica, e ora anche della Chiesa?

Ma l’IPCC è cauto

Eppure, l’attuale presidente dell’IPCC Skea appena qualche mese fa aveva affermato “Basta allarmismi che paralizzano le persone. Non sopravvalutare la minaccia di 1,5 gradi centigradi” di cui ci siamo occupati qui.

E invece si ritorna a creare allarmismi. Cosa è cambiato?

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