Aree interne, Caramiello: “bocciare mozione opposizioni è attacco a 13,5 milioni di cittadini”

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Oggi alla Camera il dibattito sulle Aree Interne

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La Mozione n.568 sulle “Aree Interne”, presentata dalle opposizioni, alla cui stesura l’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori” ha contribuito significativamente, ha visto oggi relatore in Aula il Presidente del medesimo Intergruppo, On.le Alessandro Caramiello. Dopo il parere del Governo, formulato dalla Sottosegretaria di Stato, On. Wanda Ferro, che ne aveva condiviso l’impostazione generale ma riformulato alcuni punti essenziali, respingendone altri, la Mozione è stata rigettata dal voto dell’Aula di Montecitorio. E’ stata, invece, approvata la Mozione n.571 presentata dalla maggioranza.

Durante il dibattito in Aula, molto duro è stato l’intervento del deputato DEM Marco Sarracino, primo firmatario della Mozione, e altrettanto veemente quello del Deputato Alessandro Caramiello (M5S), presidente dell’Intergruppo che in questi quattro anni di legislatura  ha fatto della battaglia per la tutela delle aree interne il leitmotiv del suo impegno politico a difesa delle diseguaglianze personali e territoriali:

“Bocciare la mozione delle opposizioni a sostegno delle aree interne, che ho discusso in dichiarazione di voto, è un atto di arroganza politica che non colpisce l’opposizione, ma tredici milioni e mezzo di cittadini che vivono nelle aree fragili del Paese. Con il voto di oggi, la maggioranza ha confermato la sua visione nichilista: non vogliono lo sviluppo, vogliono solo gestire la decadenza. Lo abbiamo visto chiaramente nel Piano Strategico Nazionale di marzo 2025, dove hanno avuto il coraggio di scrivere che queste aree vanno ‘accompagnate verso uno spopolamento irreversibile’. Solo grazie alla nostra dura opposizione e al repentino intervento dell’Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, destinatario di un documento intriso di sgomento da parte della Conferenza Episcopale e di 140 tra Vescovi e Cardinali, l’Esecutivo è stato costretto a una frettolosa modifica del testo. Come ho spiegato in Aula, nella mozione abbiamo proposto soluzioni concrete e sostenibili, come ad esempio una fiscalità di vantaggio per le imprese nel Mezzogiorno, infrastrutture digitali gratuite garantite entro il 2026, incentivi salariali per i giovani under 35 che scelgono di restare e il potenziamento dei presidi sanitari periferici. Proposte bocciate da chi preferisce l’autonomia differenziata e il taglio delle comunità montane meridionali. Nonostante tutto, non permetteremo che l’Italia si spezzi in due sotto i colpi di una miopia che confina con il cinismo. Le aree interne non sono un peso morto o un ospizio territoriale, ma il cuore pulsante e la riserva di futuro del Paese. La nostra mozione sarà stata anche bocciata dai numeri di questa maggioranza, ma la mia battaglia e la nostra resistenza al fianco dei sindaci e dei cittadini continuano”. Questa la sintesi dell’intervento alla Camera del deputato M5S Alessandro Caramiello.

L’intervento in Aula a Montecitorio del deputato Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori”

Sul punto, pur non partecipando direttamente ai lavori d’Aula, è intervenuto il Presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo  parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, l’economista beneventano, Giovanni Barretta , il quale,  dopo la bocciatura  della  Mozione n.568 sulle “Aree Interne”, entrando nel merito del testo discusso questa mattina a Montecitorio, ha rilasciato questa dichiarazione: “Rispetto ai punti su cui il Governo ha espresso parere negativo, voglio ribadire le  richieste che in nostro organismo ha formulato, sebbene non siano state accolte:   1.          La necessità di rivedere i criteri del dimensionamento scolastico, che oggi  per i piccoli comuni sono i medesimi delle medie e grandi città; 2. la previsione di una premialità della ZES Unica Mezzogiorno e il riconoscimento di una maggiore intensità d’aiuto  per le imprese che investono nelle aree interne, principalmente SNAI; 3. la necessità di prevedere  investimenti in infrastrutture strategiche (stradali e ferroviarie ma anche immateriali) nelle aree interne per superare il loro  crescente isolamento;  4. l’ipotesi di concepire  per le aree interne un sistema di trasporto pubblico locale a chiamata (on demand) e sulla possibilità di riutilizzare le linee ferroviarie minori, dismesse nel passato ma ancora esistenti ;  5. la necessità di garantire collegamenti stabili con aeroporti e linee ferroviarie di alta velocità, incentivando la gratuità dei servizi di trasporto pubblico locale per studenti residenti nelle aree interne; 6.la necessità d’affrontare il fenomeno dello spopolamento delle aree interne anche attraverso iniziative normative che affrontino la questione dell’emigrazione giovanile garantendo il «diritto a restare» anche con integrazioni salariali per gli under 35, contrastando le proposte che danno seguito a interventi sulla cosiddetta «remigrazione»;  7. la necessità di adottare iniziative normative volte a modificare la legge 12 settembre 2025, n. 131 in modo da rivedere i criteri di classificazione dei comuni montani basati esclusivamente sui parametri di altimetria e pendenza”.

Il Presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo  ha, inoltre, voluto ricordare che il 4 novembre 2024 un’analoga Mozione sulle Aree Interne (anche in quel caso redatta con il contributo significativo dell’Intergruppo) fu approvata all’unanimità, benché poi a quegli impegni il Governo non diede alcun seguito; tant’è che nel marzo 2025 veniva predisposto il primo Piano Nazionale della Strategia Aree Interne (PSNAI 2025) che, all’obiettivo 4 (articolandosi la strategia SNAI in quattro principali obiettivi e azioni), per i comuni con fenomeni più pronunciati di spopolamento,  prevedeva il loro accompagnamento ad una “fine dignitosa”, rinunziando ad ogni politica per contrastare questo triste fenomeno. Una sorta di “eutanasia “ dei piccoli comuni”: “Fu solo grazie allo spontaneo insorgere del nostro Intergruppo, delle Comunità locali, di economisti ed esperti di sviluppo locale. Ci fu poi l’intervento dell’Intergruppo e della CEI, convenuti nel Forum dei Vescovi delle Aree Interne di Benevento del 26 agosto 2025, organizzato dal Vescovo di Benevento, Mons. Felice Accrocca e dal Coordinatore Nico De Vincentiis. In quell’occasione, come Presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo, ebbi a ricevere dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI)   la lettera di denuncia dei Vescovi italiani (sottoscritta da 140  Vescovi italiani, divenuti poi 180), dal titolo significativo “Uno sguardo diverso”, che trasmettemmo al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato. Cinque giorni dopo il Forum di Benevento, il 31 agosto scorso il  Ministro del PNRR Tommaso Foti annunciò di aver provveduto a stralciare dal Piano (PSNAI 2025) il contestato “obiettivo 4” della strategia, derubricando la circostanza ad una mera svista”.

Nella foto da sinistra Mons. Felice Accocca (Vescovo di Benevento) al Forum dei Vescovi delle Aree Interne di Benevento del 26 agosto 2025 consegna al Presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo Giovanni Barretta la lettera dei Vescovi italiani
Nella foto da sinistra Il Presidente del Tavolo tecnico dell’Intergruppo Giovanni Barretta e il Presidente della CEI Cardinale Matteo Maria Zuppi al Forum delle Aree Interne di Benevento il 26 agosto 2025

L’economista Barretta aggiunge che: “Oggi, di quella Mozione,  approvata all’unanimità il 4 novembre scorso, sono stati riproposti al punto 1,  dalla lettera a) alla lettera r), tutti i punti; tuttavia, l’Aula, su parere del Governo,  in nome di un generico rispetto dei vincoli della finanza pubblica,  ha riformulato buona parte degli stessi, respingendo anche i punti già approvati all’unanimità il 4 novembre 2024. Per completezza, rappresento che i punti dal 2 all’8 della Mozione n.568 sulle Aree Interne erano di nuova formulazione, sebbene coerenti con le finalità ed esigenze di quelli precedentemente approvati”.

Resta lo stupore  – conclude Giovanni Barretta – per il comportamento del Governo e della maggioranza che, di fatto, oggi ha bocciato gli stessi punti che aveva già approvato, con voto unanime, il 4 novembre del 2024: “Questo va detto con fermezza, senza alcuno spirito di appartenenza, solo constatando i fatti. La questione delle Aree Interne deve andare oltre gli schieramenti e l’Intergruppo, nonostante tutto, ci prova ogni volta. Oggi non siamo riusciti a garantire la giusta tutela per i cittadini che vivono nelle aree interne (13,5 milioni di cittadini, nei circa 4mila degli 8mila comuni italiani, che coprono circa il 60% della superficie nazionale) , pur avendoci creduto e provato strenuamente, ma Vi assicuro che continueremo la nostra battaglia con altre iniziative e atti parlamentari. Segnalo, infine, che la Mozione n.571 della maggioranza (che non reca alcun riferimento alla rilevante questione del dimensionamento scolastico, della premialità per le aree interne nella ZES, del trasporto pubblico locale on demand, del riutilizzo delle linee ferroviarie dismesse, delle infrastrutture strategiche nelle aree interne) è stata, invece, approvata da  Montecitorio”.