Violenza alle frontiere, parte la raccolta firme per una legge di iniziativa popolare (ICE)

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Foto dal sito di Stop Border Violence

Violenza alle frontiere, ha inizio in tutta Europa la raccolta delle firme dell’ICE per una legge europea che ponga fine alle violenze e alle torture praticate dentro e fuori le frontiere europee. Mobilitazione anche in Calabria.

L’iniziativa parte dal comitato Stop Border Violence a dal movimento Le Veglie contro le morti in mare. In una nota spigano:

Violenza alle frontiere: cos’è un’ICE?

L’ICE (Iniziativa Cittadini Europei) rappresenta una delle pochissime occasioni in cui, come cittadini possiamo far sentire, dal basso e in via diretta, la nostra voce per far valere i diritti contenuti nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali».

Fine alle torture alle frontiere

Continuano a spiegare:

«La nostra Iniziativa come Cittadini Europei è quella di proporre una legge di iniziativa popolare a livello europeo che ponga fine alle violenze e alle torture praticate nel controllo delle frontiere esterne.

Il comitato promotore – l’associazione Stop Border Violence – ha presentato a suo tempo alla Commissione Europea la relativa richiesta per avviare il procedimento e la Commissione ha ritenuto ammissibile l’iniziativa in data 12 gennaio 2023. Per essere esaminata a livello legislativo la richiesta deve raccogliere in 12 mesi in totale un milione di firme in almeno sette stati europei; per ognuno di questi stati è fissato una quota minima (per l’Italia sono 60.000). Il raggiungimento di quest’obiettivo obbliga la Commissione Europea a provvedere sulle richieste contenute nell’iniziativa.

Perché la nostra iniziativa?

L’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea afferma: “Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”.

Eppure negli ultimi anni si assiste nei confronti dei migranti a un’escalation di violenza intollerabile: stupri, torture e minacce nei centri di detenzione della Libia; condizioni di estremo degrado nei campi in Grecia e in Bosnia; uso della forza ed episodi di tortura da parte della polizia croata alla frontiera; detenzione illegale di migranti in paesi della UE o finanziati dalla UE; respingimenti violenti lungo tutte le frontiere d’Europa e anche in mare;  sospensione del diritto a richiedere asilo.

L’ICE è lo strumento con cui si può chiedere che venga attuato l’art. 4 all’interno del territorio europeo, e che siano vietati e sanzionati anche gli accordi di controllo esterno delle frontiere con quei paesi terzi che non rispettano questo fondamentale principio della Carta dei diritti europea». 

Il Movimento Le Veglie contro le morti in mare della Calabria

Anche in Calabria si è costituito il Movimento contro le morti in mare. Ha organizzato nella giornata del 10 luglio, contestualmente al lancio della raccolta firme in Calabria, anche un momento di riflessione con letture di poesie ….

Nel loro comunicato si

«Invitano i cittadini e le cittadine, le associazioni, i gruppi, i movimenti, le reti, i sindacati, i partiti e tutte le istituzioni a partecipare all’Evento informativo e di lancio della raccolta delle firme e per la formazione di un Coordinamento Regionale, che avrà luogo Lunedì 10 luglio 2023 alle ore 17,00 Presso Grand Hotel Lamezia [Difronte Stazione Centrale]».

Proseguono nel loro comunicato: «L’ICE (Iniziativa Cittadini Europei) è una iniziativa importante, perché concreta. Essa permette di fare un passo decisamente avanti puntando al cuore della normativa europea sui migranti e rappresenta una delle pochissime occasioni in cui i cittadini europei possono far sentire, dal basso e in via diretta, la propria voce per far valere i diritti contenuti nella Carta Europea dei Diritti Fondamentali».

Per aderire al Coordinamento Iniziativa Cittadini Europei della Calabria scrivere a: icecalabriaveglie@gmail.com.

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