Sport: Napoli deve essere anche pallavolo.

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“Napoli deve essere anche pallavolo, è sbagliato pensare che Napoli sia solo calcio.” Intervista a Francesco Matano, Presidente della QuantWare Napoli.

Sport e Francesco Matano.

Buon pomeriggio Francesco, l’idea di intervistarla nasce dalla voglia di condividere principi che mi è parso le appartengono: condivisione, entusiasmo, rispetto, fiducia, umiltà.

Sono presente a quasi tutte le vostre partite ed ogni volta sono piacevolmente colpita di come riusciate ad essere un gruppo coeso e “frizzante”. Sono piacevolmente sorpresa di come il Pala Siani ogni volta, riesce ad accogliere un pubblico variegato: è bello vedere tifare insieme diverse generazioni.

Chi è Francesco Matano e dove nasce il suo legame con la pallavolo?

“Lo sport agonistico posso dire di averlo sempre avuto nel sangue ed anche oggi, che sono un ingegnere gestionale con un’ottima posizione professionale, penso sempre a come sarebbe stata la mia vita se fossi riuscito a fare dello sport la mia professione.

All’età di circa 6 anni i miei genitori mi “obbligavano” a fare nuoto e solo dopo un anno ho iniziato a fare  nuoto a livello agonistico.

Arrivato alle scuole medie ho conosciuto grazie ai giochi della gioventù la pallavolo. In questo sport riuscivo abbastanza bene, anche perché avevo un corpo abbastanza allenato rispetto ad altri compagni di scuola grazie al nuoto praticato a livello agonistico.

Per 3 anni ho continuato parallelamente i due sport, facendo anche due allenamenti al giorno. Ma in primo liceo l’impegno scolastico era maggiore e dunque scelsi di continuare a solo con la pallavolo. A 14 anni mi trovavo in Serie C.

Così è nata la mia passione per la pallavolo. Poi in poco tempo ha condizionato fortemente tantissime scelte private e professionali della mia vita, restando sempre trai i primissimi posti delle miei priorità.”

Serie A 2022-2023: stagione agli sgoccioli

È agli sgoccioli una stagione che ha fatto sì che “Napoli è anche pallavolo”, cosa conserva per il prossimo anno e cosa, invece, no?

“Napoli deve essere anche pallavolo, è sbagliato pensare che Napoli sia solo calcio. Oggi Napoli è solo calcio perché nessuno negli ultimi 22 anni era riuscito a riportare una serie A di pallavolo in questa città e far appassionare le persone. Come è accaduto ai ragazzi della mia generazione. Uno sport come la pallavolo se non è presente in una città grande come Napoli diventa sconosciuto e nessuno si appassiona. Bisogna lavorare per mantenere altissimo il livello della Serie in città ed avvicinare sempre di più ragazzi e famiglie.

Mi sento di dire che di questa stagione porterò tutto con me, o almeno tutto quello che sarò capace di ricordare e che avrò fatto veramente mio.

Al di là di quello che sarà il finale, abbiamo fatto qualcosa di incredibile che io definisco un miracolo sportivo. Prima fuori dal campo con una macchina organizzativa quasi perfetta. E poi in campo con degli atleti che sono cresciuti in una maniera impressionante e che ci hanno portato ai play out con una rimonta che ha il sapore di un impresa storica per la città di Napoli e in particolare per la Pallavolo Napoletana”.

Quanto è orgoglioso di aver rappresentato la nostra splendida città ad un livello rilevante come la Serie A?

“Sono estremamente orgoglioso. Quest’ orgoglio è la scossa e l’energia che spinge me, e tutta la dirigenza della Team Volley Napoli, ogni giorno a fare follie per questo sport e per questo nostro progetto molto ambizioso.

Sono inoltre molto orgoglioso per come lo stiamo facendo e per la grande componente etica e sociale che cerchiamo di tenere sempre molto alta in quello che facciamo.

L’orgoglio più grande è aver reso la palestra di un istituto scolastico un palazzetto di Serie A3: credo impresa unica in tutta Italia. E le idee per renderlo ancora più accogliente, non sono finite e in breve tempo le attueremo.”

In questa stagione ci sono state oltre alle vittorie anche le sconfitte, lei è stato sempre un instancabile motivatore e sostenitore dei suoi ragazzi. Cosa possiamo imparare tutti, atleti e non, da una sconfitta?

“Io credo che è dalle sconfitte che si impara veramente tanto. Si impara, in particolare, quando si ha la lucidità e la forza di rialzarsi. Ad ogni sconfitta io e tutta la dirigenza abbiamo sempre analizzato i nostri punti deboli ed abbiamo cercato sempre di capire come migliorare quei punti deboli senza mai arrenderci. Abbiamo sempre creduto in quello che avevamo fatto e nello staff, nonché negli atleti che abbiamo scelto. La nostra forza è stata quella di crederci sempre e di non dubitare mai su quanto avevamo fatto. Da questa sicurezza siamo riusciti a trasferire positività ai ragazzi, ai nostri tifosi ed ai nostri sponsor. Con l’innesco di un solo giocatore importante come Filip Frankowsky, consapevole dell’entusiasmo che c’era dietro a questo progetto, siamo riusciti a stravolgere una stagione che spero terminerà come tutti noi meritiamo.

È stato promotore di una bellissima iniziativa: “Educazione alla cultura sportiva”, a riguardo le chiedo quanto lo sport possa rappresentare una leva psicologica importante per lo sviluppo in età evolutiva, ed anche per gli adolescenti.

Beh, è una leva fondamentale nell’età adolescenziale. Lo sport permette ai ragazzi di mettersi in gioco e superare i propri limiti divertendosi. Negli sport singoli, come in quelli di squadra come la pallavolo, c’è la possibilità di far allenare, in una fase della vita in cui i ragazzi sono delle spugne, la mente il corpo e le relazioni con gli altri. Ma anche l’intima relazione con se stessi. 

Gareggiare e mettersi in gioco in una competizione è un lavoro unico per la propria persona…che solo poche altre esperienze di vita possono darti, a mio avviso, soprattutto nella fase adolescenziale.

La nostra idea è la massima divulgazione della cultura sportiva. La nostra intenzione è sensibilizzare gli alunni di tantissime scuole; è parlare di sport e cercare di trasmettere l’importanza dello sport anche come leva fondamentale per la crescita personale. L’idea naturalmente è volta ad una sensibilizzazione anche di famiglie e personale scolastico coinvolto nell’educazione della generazione del domani.”

Ringraziandola del suo tempo che ha dedicato a me ed a tutti i lettori di CentroSud 24, non mi rimane che dire: “Forza All Blue” 

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