Referendum CGIL: Schlein decide di firmare per l’abolizione del Jobs Act

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La Segretaria del PD, Elly Schlein, in occasione della Festa dell’Unità a Forlì, ha annunciato che firmerà i 4 quesiti dei referendum popolari proposti dalla CGIL presieduta da Maurizio Landini, che mirano all’abolizione del Jobs Act.

Come riportato dal sito ANSA , la stessa Segretaria ha dichiarato: “Ho già detto che molti del Pd, firmeranno così come altri non lo faranno. lo mi metto tra coloro che lo faranno. Non potrei fare diversamente, visto che è un punto qualificante della mozione con cui ho vinto le primarie l’anno scorso.” Schlein ha poi aggiunto che l’attenzione è concentrata anche su un’altra raccolta firme, quella per il salario minimo

I quattro Referendum popolari della CGIL per un lavoro sicuro, stabile, tutelato e dignitoso

Per il lavoro ci metto la firma” – Questo lo slogan della CGIL che lancia cosi referendum popolari concentrati su 4 quesiti fondamentali finalizzati a rendere il lavoro: sicuro, stabile, tutelato e dignitoso. La raccolta firme ha avuto inizio il 25 aprile 2024, Festa della Liberazione. Il lavoro è un diritto costituzionale ed è per questo che la CGIL richiede che sia tutelato. Bisogna dare dignità ai lavoratori con un lavoro ben retribuito. Un referendum contro la precarietà e le lacune della sicurezza sul lavoro perché “di lavoro si deve vivere e non morire”.

Il quesito 1 mira al lavoro tutelato al fine di abrogare le norme sui licenziamenti illegittimi stabiliti dal Jobs Act che impediscono dunque la reintegrazione nel mondo del lavoro.

Al centro del secondo quesito c’è il lavoro dignitoso. L’obiettivo è la tutela contro i licenziamenti illegittimi di lavoratori e lavoratrici che operano per imprese aventi un numero inferiore di quindici dipendenti. Con questo quesito, la CGIL, si pone di eliminare il tetto massimo dell’indennizzo in caso di licenziamento senza una giusta causa

Garantire la stabilità è il quesito numero 3 al fine superare la precarietà dei contratti a termine con l’abrogazione delle norme che hanno permesso la liberalizzazione del lavoro a termine.

L’ultimo quesito, invece, dal titolo “lavoro sicuro” riguarda la sicurezza nel sistema degli appalti e la responsabilità del committente sugli infortuni.

Il Jobs Act, la riforma del lavoro fortemente contestata

La riforma del lavoro Jobs Act, voluta dal PD è stata messa in atto durante il Governo Renzi. Nonostante fu adottata per contrastare disoccupazione e per incentivare le imprese ad assumere, dalla sua attuazione, è stata fortemente contestata soprattutto da molti sindacati.

Le norme stabilite dalla riforma riguardano: il licenziamento del lavoratore senza giusta causa con l’applicazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori ; la limitazione sul reintegro del lavoratore a cui spetta una indennità come risarcimento; i contratti a tempo determinato prorogati fino ad un massimo di 5 volte dopodiché si può essere assunti a tempo indeterminato. Inoltre, con l’attuazione del Jobs Act, è avvenuta la sostituzione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASPI) con la Nuova Prestazione Sociale per l’impiego (NASPI)

contributo esterno

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