Puglia, il M5S lascia la giunta di Emiliano

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Nella giornata di ieri, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha annunciato la decisione da parte del partito di uscire dalla giunta della regione Puglia. A dimettersi saranno Rosa Barone, assessora al Welfare e quattro consiglieri.

Conte: “Vogliamo dare una fortissima scossa, è il momento di fare pulizia e tabula rasa”

“Rinunciamo ai nostri posti in giunta regionale e lasciamo tutte le deleghe e i ruoli di governo”. Queste sono state le parole del Leader dei M5S in conferenza stampa nella sede del Consiglio regionale della Puglia.

La decisione dell’ex Premier arriva in seguito ai numerosi casi di corruzione che hanno e stanno ancora coinvolgendo gran parte degli esponenti del Partito democratico. Tuttavia, nonostante il “teatrale annuncio”, la giunta guidata dal presidente Emiliano continuerà ad avere la maggioranza necessaria per poter portare avanti il proprio lavoro mantenendo 28 consiglieri sui 51 totali.

Schlein a Emiliano: “Aprire un netto cambio di fase”

Nonostante il “silenzio” da parte della segreteria nazionale del Partito Democratico, Paola De Micheli, ex ministro delle infrastrutture e dei trasporti durante il secondo governo Conte, ha criticato aspramente l’uscita del M5S dalla giunta di Emiliano.

Di seguito le sue parole in merito alla vicenda: “Conte non si deve permettere di parlare così del Pd e della nostra comunità. Ci sono indagini come ci sono purtroppo in altri partiti, questi non sono i toni e i modi. Provare a colpevolizzare tutta una comunità quando le responsabilità, se dimostrate, sono di singoli è inaccettabile. Il Pd è pieno di bravi sindaci che pigliano voti perché sono bravi sindaci”.

Corruzione, infiltrazione mafiosa e i casi che fanno tremare la Puglia

La “fuga” dei politici del M5S dal governo pugliese è stato un terremoto annunciato. Difatti, nel giro di un mese, nella regione Puglia si sono susseguiti una serie di scandali che hanno interessato soprattutto il Partito Democratico. Tutto ciò ha avuto iniziato con il caso del comune di Bari, dove il governo aveva annunciato l’avvio di una procedura per valutare lo scioglimento del capoluogo di regione per infiltrazione mafiosa.

L’ultima vicenda, in ordine temporale, ha riguardato Alfonso Pisicchio, assessore all’Urbanistica tra il 2017 e il 2020, arrestato mercoledì per un’indagine su presunti appalti truccati.

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