Polizia: la brutalità è diventata un problema e monta un caso nazionale

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I video dei pestaggi dei giorni scorsi da parte della polizia hanno montato un caso nazionale.

Nuovo giorno, nuova aggressione

In questi giorni, sul web stanno diventando virali le notizie ed i video di alcuni abusi di potere commessi dalle forze dell’ordine.
Prima il pestaggio a Milano ai danni di una donna trans, su cui sono in corso le indagini, poi i sette colpi di pistola sparati da un vigile urbano a Napoli contro un clochard che lo aveva minacciato con una spranga di ferro. Infine, le percosse da parte di due carabinieri verso un giovane ragazzo a Livorno.
Non è la prima volta che sentiamo parlare di atti del genere, che ci porta a chiederci, ma questi atti di violenza da dove hanno origine?
Quali sono le vulnerabilità del sistema che sollevano questi episodi? Qual è il ruolo della società civile?

Le possibili cause della brutalità della polizia

Le possibili cause, soprattutto le ipotesi, sono tante, forse impossibili da elencare tutte.
Il fattore razzismo non è completamente da scartare. Spesso questi episodi si verificano soprattutto per un radicato odio contro le minoranze. Il caso della morte di George Floyd in America è diventato un simbolo della lotta all’odio degli agenti di polizia verso la comunità afroamericana.

La politica ha anche la sua dose di responsabilità, non intervenendo chiaramente su tali vicende e cercando sempre di sviare l’attenzione del popolo su altri temi.

Un altro aspetto significato però è quello sulla formazione delle classi delle forze dell’ordine e sul mancato sostegno psicologico che non viene dato a loro.
Le forze dell’ordine vengono chiamate a garantire la sicurezza e il rispetto delle regole, e svolgono un importante lavoro sotto pressione.
Unito a ciò bisogna aggiungere l’eccessivo numero di ore di straordinario che sono costretti a fare gli agenti ed i bassi numeri di reclutamento nelle scuole di preparazione.

Proporre di dotare gli agenti di body cam e di codici identificativi è come emulare Sisifo e il suo lavoro.

Lo scopo non è quello di criminalizzare le forze dell’ordine, ma di proteggere gli scopi e i valori a cui loro fanno riferimento, in cui la maggioranza crede, come proteggere e servire, come la senatrice Ilaria Cucchi ha dichiarato in un suo recente intervento al Parlamento.

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