“Note d’Archivio” (Fondazione Pietà de’ Turchini): 3 ° appuntamento settembre: “Oltremare”, 22 sett. 2023, Chiesa di Santa Caterina da Siena, Napoli.

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Indagare i percorsi musicali del mandolino in un viaggio ideale tra Napoli e la Spagna: ecco l’obiettivo del duo di virtuosi Raffaele La Ragione e Andrea De Vitis, rispettivamente mandolino e chitarra, che, venerdì 22 settembre, si esibiranno in “Oltremare. Dalla Scuola napoletana all’Europa”. “Oltremare” è il quarto ed ultimo appuntamento di “Note d’Archivio”, rassegna ideata dalla Fondazione Pietà de’ Turchini con il sostegno della Fondazione Banco di Napoli e la collaborazione della Sovrintendenza Archivistica e Bibliografica della Campania. “Oltremare” avrà luogo il 22 settembre, alle ore 19.00, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, a Napoli, e non più a Palazzo Ricca a causa dell’incertezza del clima e per una più ottimale resa acustica.

Grande soddisfazione per il successo di “Note d’Archivio” è stata espressa da Mariafederica Castaldo, presidente e direttore artistico della Fondazione Pietà deTurchini, alla vigilia dell’ultimo appuntamento. “Note d’Archivio è stata un’occasione per il pubblico di scoprire luoghi e repertori, oltre che strumenti ed interpreti, poco o per nulla conosciuti. Siamo grati alla Fondazione Banco di Napoli per aver voluto investire in un progetto site specific come questo e speriamo che questa sia la prima di altre edizioni”, ha dichiarato la presidente.

“Oltremare. Dalla Scuola napoletana all’Europa”

Un mandolino e una chitarra per viaggiare a ritroso nel tempo e nello spazio, inseguendo le storie di musicisti tra Italia e Spagna alla ricerca di un comune denominatore stilistico ed estetico. È così che il duo di virtuosi Raffaele La Ragione e Andrea De Vitis (rispettivamente mandolino e chitarra) concepisce “Oltremare. Dalla Scuola napoletana all’Europa”: un’attenta e ben studiata selezione di partiture che diventano protagoniste di questo viaggio.

Tale ricerca di un comune denominatore sfocia nel trovare il suo baricentro nell’elaborazione della matrice popolare all’interno della musica colta. Il punto di partenza è costituito dall’affinità stilistica tra le sonate dell’italiano Domenico Scarlatti e quelle dello spagnolo Antonio Soler (che studiò con lo stesso Scarlatti a Madrid). Saranno proprio le sonate di Scarlatti a dare il via alla musica di “Oltremare” e ad ispirare il duo di virtuosi La Ragione De Vitis.

Nato a Napoli nel 1685, Scarlatti approdò a Lisbona nel 1719, dove fu assunto come compositore del re João V, in un momento di grande ascesa economica del Portogallo.  Alla corte del re, il musicista napoletano fu destinato all’educazione musicale dell’Infanta Maria Bárbara, eccellente interprete al cembalo. La relazione mastro discente si consolidò a tal punto che, dieci anni dopo, quando la principessa divenne regina di Spagna sposando il principe ereditario Ferdinando delle Asturie, le fu concesso di portare con sé il suo docente. Fu così che Scarlatti arrivò prima a Siviglia e poi a Madrid. Questi viaggi furono fondamentali per la sua musica: Scarlatti ne trasse nuova ispirazione e nuovi spunti. Nelle composizioni che ne seguirono, infatti, si possono riscontrare spesso riferimenti a stilèmi della tradizione popolare iberica o addirittura elementi gestuali tipici degli strumenti a corde.

Il viaggio rappresentato da “Oltremare” prosegue in territorio iberico attraverso una forma musicale tipicamente barocca, la Suite, interpretata in chiave intimistica e salottiera dal compositore spagnolo Isaac Albeniz: il linguaggio neobarocco di questa Suite Ancienne fa da ponte verso una presenza più definita della musica popolare, filtrata attraverso le armonie impressioniste del compositore Manuel de Falla: il brano che realizza questa transizione verso il ‘900 è un’altra Suite, tuttavia non costituita da danze bensì da canzoni (Canciones populares españolas).

“Oltremare” si conclude con un ritorno, infine, a Napoli, con un diverso tipo di folklore attraverso le “Variazioni sul basso di tarantella” di Antonello Paliotti, che partendo dall’antico basso de “Il Guarracino”, ci mostra come la radice popolare sia in grado di avvicinare mondi sonori apparentemente distanti tra loro, nel tempo e nello spazio.

Raaele La Ragione (mandolino)

“Le jeune Raaele La Ragione est aujourd’hui à la mandoline ce que Gustav Leonhardt fut jadis au clavecin” (trad. « Il giovane Raffaele La Ragione è oggi al mandolino quello che un tempo Gustav Leonhardt era al clavicembalo »), cit. da Le Monde.

“On his four-course Neapolitan mandolin, La Ragione is a total joy” (cit. da Gramophone).

Nato a Napoli nel 1986, Raffaele La Ragione si avvicina da giovanissimo al mandolino. Da sempre interessato alla ricerca musicologica ed al repertorio originale del suo strumento, si laurea in Discipline dell’Arte della Musica e dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna e successivamente in mandolino al Conservatorio di Milano.

Concertista in tutta Italia, in Europa ed Asia ha collaborato con I Solisti Veneti, la Seoul Philarmonic Orchestra, la Greek National Opera, l’Orchestra della Svizzera Italiana, La Toscanini di Parma e l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e con direttori come Claudio Scimone e Myung-whun Chung. Ha dedicato numerose registrazioni al repertorio originale per mandolino dal XVIII al XX secolo con diverse formazioni da camera e orchestrali per diverse etichette discografiche come Brilliant Classics e Warner. 

Attento anche al repertorio popolare, dal 2018 è parte dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore con la quale è stato in tournée in Italia e ha partecipato a trasmissioni televisive su Rai1, Rai2 e Rai5. 

Nel 2020, in occasione del 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven, ha registrato il cd “Beethoven and his contemporaries” in duo con il fortepianista Marco Crosetto. Il disco, dedicato alle composizioni di Beethoven per mandolino ha ricevuto critiche entusiastiche in tutto il mondo (Le Monde, Diapason, Dag og Tid, BBC Music Magazine, Der Spiegel). 

Nel 2022 ha registrato il cd “Mandolin on Stage” con l’orchestra Il Pomo d’Oro diretta da Francesco Corti. L’album è dedicato ai più importanti concerti solistici per mandolino del XVIII secolo. Il disco ha ricevuto recensioni da tutto il mondo (Le Devoir, De Gelderlander, The Irish Times, Ruch Muzyczny, Diapason, Amadeus, La Repubblica) diversi premi (5 Diapason, 5 de Classica, La clef d’or de l’année 2022 da Res Musica, 5 Stelle Musica, Editor Choice da Record Geijutsu) e una nomination per il prestigioso Preis der Deutschen Schallplattenkritik (Premio della critica discografica tedesca) come miglior album di musica antica. Raffaele La Ragione, inoltre, èdocente di mandolino presso il Conservatorio di Bergamo

Andrea De Vitis (chitarra)

“Andrea De Vitis è uno di quegli interpreti che conquistano il pubblico per la nitidezza ad alta definizione del suo modo di suonare, per il formidabile controllo della dinamica e dell’agogica e per la chiarezza con cui afferma il proprio pensiero, traducendo nel contempo quello dell’Autore” (cit. da “Il Fronimo”).

La sua intensa attività concertistica lo ha portato ad esibirsi come solista in prestigiose sale da concerto (Liszt Academy di Budapest, Grand Theatre a Shanghai, Academy of Music di Cracovia, The Sheen Theatre a New York) in tutto il mondo con grande successo di pubblico e critica, collaborando con orchestre quali Aukso Kameralna (Polonia), Anima musicae (Ungheria), San Pietroburgo Capella State Orchestra (Russia), Orchestra del Conservatorio Santa Cecilia, Orchestra Internazionale di Roma.

È molto richiesto come docente nell’ambito di prestigiosi festival musicali e spesso invitato a tenere masterclasses e seminari nei Conservatori italiani.  Molto intenso è il suo impegno discografico, accolto da numerose riviste internazionali con entusiastiche recensioni (Soundboard, Amadeus, Gendai Guitar, Suonare News, Fronimo, Melomano). Ha vinto 40 premi in prestigiosi concorsi internazionali e una targa dal Senato della Repubblica Italiana. Appassionato promotore della nuova musica per chitarra, De Vitis ha eseguito prime esecuzioni di brani a lui dedicati, come Sonatine en souvenir de Marcel Proust e Into the rose-garden – in memory of Julian Bream del noto compositore Angelo Gilardino.

Nel 2019 Naxos Records pubblica il suo doppio album “Alexandre Tansman complete works for guitar”, che include la prima registrazione mondiale di alcuni brani inediti del compositore polacco nonché una revisione degli altri brani a seguito del confronto con i manoscritti originali. “De Vitis restituisce attentamente l’idea originale del compositore, anche nei movimenti considerati da Segovia non idiomatici. Il risultato è sublime. Il suo rispetto per il testo musicale fluisce nell’interpretazione” (American Record Guide), “emozionante” (Amadeus), “un disco epocale” (SeiCorde), “raffinata espressività” (Melomano, Spagna), “importante risultato per la chitarra classica” (Gendai Guitar, Giappone).

Nel 2023 Naxos Records pubblica il suo ultimo album Greeting Cards, interamente dedicato al compositore fiorentino Mario Castelnuovo-Tedesco.  Dal 2023 è Professore all’ Universität Mozarteum di Salisburgo.

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