Milena Setola: “Napoli Campione”, il nuovo inno

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Milena Setola: “Napoli Campione”, il nuovo inno. Una canzone per festeggiare il Napoli quale Campione d’Italia. Ma non solo: anche una vera e propria dedica d’amore, nei confronti della citta’ di Napoli.

Nuovamente ai microfoni di CentroSud24, Milena Setola racconta di Napoli e della nuova canzone a lei dedicata. Testo di Carlo Iacono e Salvatore Esposito, musica del grandissimo Maestro Erasmo Petringa. Il brano è disponibile sul canale YouTube, al seguente indirizzo: MILENA SETOLA – NAPOLI CAMPIONE – YouTube

Quando ed in che modo, e’ nato il progetto per questa nuova canzone?

Difficile da credere, ma tutto è nato domenica 30 aprile, al termine della partita Napoli-Salernitana. La Salernitana ci aveva lasciati con l’amaro in bocca per aver pareggiato col Napoli quasi al termine della partita. Impedendoci, così, di festeggiare la vittoria dello scudetto tanto atteso.

Rientrata dagli studi di Telecapri, dove avevo appena terminato la diretta di “Onda Azzurra Stadio”, mi contattò il mio amico giornalista Carlo Iacono. Dicendomi di aver scritto, assieme al suo collega Salvatore Esposito ed il Maestro Erasmo Petringa, una canzone dedicata al Napoli. Mi chiese se volessi essere io, la cantante dell’inno. Da subito, entusiasta, gli chiesi di inviarmi la canzone e dopo averla ascoltata, mi piacque moltissimo.

Stesso quella sera, alle 23:30 circa, mi accordai col maestro Petringa per la tonalità della musica. Il giorno dopo, subito corsi in studio a registrare. E’ stata una corsa contro il tempo, ma tutto doveva essere pronto per festeggiare la nostra città il 4 maggio, e così è stato.

La musica del brano, come accennava lei prima, e’ a firma Erasmo Petringa. Compositore, polistrumentista, nonché Direttore d’orchestra. Anch’esso un talento campano, proprio come lei. Un professionista che vanta collaborazioni con grandi artisti di fama nazionale ed internazionale. Come ci si sente, nel prestare la propria voce, e cantare sulla melodia scritta dal Maestro?

In primis, è stata una grande sorpresa. Ho provato una grande emozione, mista a responsabilità, nel pensare di collaborare col Maestro Petringa. Che dirige e suona, tra i tanti, due figure musicali del calibro di Enzo Gragnaniello ed Edoardo Bennato. Due artisti, per me, veri e propri miti del panorama musicale.

Milena Setola: “Sono innamorata di Napoli. Ho imparato a vivere la città in maniera del tutto consapevole”

Questa nuova canzone, dunque, e’ un inno per celebrare il Napoli quale Campione d’Italia. Ma c’e’ di piu’: il testo e’ una vera e propria dedica d’amore, nei confronti della citta’ di Napoli. Una citta’, spesso, denigrata e vittima di pregiudizi. Secondo lei, a Napoli, chi si occupa di musica, è penalizzato oppure ha una marcia in più? Inoltre, quanto pensa influisca, la musica, come mezzo di comunicazione?

Ci tengo ad aprire una breve parentesi. Personalmente, mi reputo davvero innamorata della mia città. Nonostante, da piccola, quasi mi vergognassi di essere napoletana. Questo perché vivevo la Napoli raccontata dalle tv e sui giornali: frutto di delinquenza e mancanza di cultura. Etichettata, più in generale, come “la città che non andava bene”. Crescendo, poi, ho capito quanto non ci sia luogo più vero e storico di Napoli. Per non parlare del patrimonio musicale napoletano, che è inestimabile. Ho imparato, così, a vivere la mia città in maniera del tutto consapevole, apprezzandone ogni minima sfumatura.

Tornando alla domanda, penso che la voglia di imporsi nel Mondo non sia strettamente legata alla città di appartenenza. È chiaro quanto la storia di Napoli, con tutte le sue difficoltà e bellezze, abbia influenzato la scrittura musicale. Ma non solo, anche il teatro, la poesia e così via. Dunque, ben venga anche la denigrazione. Dandoci una grinta ancora maggiore nel raccontare, ancor di più, la nostra bellissima città.

Napoli, per me, è un teatro a cielo aperto. Sembra di vivere come in un film. Quando sono priva di immaginazione, mi basta passeggiare per le vie della città, così da trarre ispirazione. In questo modo, non ho mai la sindrome da foglio bianco. Mi piace ricordare il celebre dialogo tra Dio e San Gennaro. “Allora San Gennaro gli disse: Signore, vi siete dimenticato di fare Napoli. E il Signore rispose: Gennarì sient mo so’ stanc. Pigl nu piezz e Paravis e vuttl abbasc”.

Infine, sicuramente la musica è un potente mezzo di comunicazione. Che, in senso positivo, influenza la società. La musica unisce, è un linguaggio universale. Coinvolge, emoziona. E’ vera: racconta, denuncia. Dunque, a maggior ragione nel caso di noi napoletani, è importante raccontare le nostre verità e far percepire il nostro animo. Un animo puro, allegro, ricco d’amore e tradizione.

Lei e’ di origini napoletane e so che e’ tifosa del Napoli. Da napoletana prima e tifosa poi, che emozioni prova, in questo momento?

Ovviamente, sono felicissima per il mio popolo. Soprattutto per i bambini e ragazzi, che per la prima volta si trovano a provare emozioni così forti. Ma anche per chi ha un’età più matura: in un certo senso, è come se rivivessero quei magnifici anni. Cosa più importante, sono felice nel vedere la città in festa e soprattutto unita.

Milena Setola: “Ai giovani della mia Terra, dico di restare a Napoli”

Restando in tema Napoli, la citta’, ma in generale l’intera area del Sud Italia, vive un terribile flusso migratorio. In riferimento, soprattutto, alle giovani generazioni. Che, sempre piu’, decidono di emigrare verso il Nord Italia o l’estero. Lei, invece, ha scelto di restare nella sua Terra. Decidendo, anzi, di investire proprio a Napoli e sui giovani talenti. “Music&Art Academy”: questo, il nome della sua scuola di canto. Un suo parere circa quest’importante tematica.

E’ vero, ho scelto di restare a Napoli pur avendo pensato, in passato, di andare altrove. Credo che se non la curiamo e coltiviamo noi, la nostra città, nessuno lo farà al nostro posto. Essendo figlia di questa Terra, sento di avere la responsabilità di far progredire la mia città, apportando il mio umile contributo. Magari, si spera, questo possa essere anche d’esempio e d’incoraggiamento per altri giovani. Nonostante, me ne rendo conto, non sia semplice ripartire, soprattutto post pandemia. Bisogna fare sacrifici e cercare di guardare sempre alla fine del tunnel, dove vi è luce.

Inoltre, trovare il giusto compromesso tra la voglia di vivere nella propria città e la voglia di lavorare, a volte anche accontentandosi. A me nessuno ha mai regalato nulla: mia madre è casalinga e mio padre falegname. Io sono diventata una musicista ed imprenditrice di me stessa. Avevo soli 24 anni, quando ho aperto la mia scuola di musica. Sono partita da zero e con due allievi, con i quali ho ancora un bellissimo rapporto. Una di loro, addirittura, collabora con la mia scuola.

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