Dipartimento di Protezione Civile: una nuova logica della prevenzione

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Dipartimento protezione civile

Il Dipartimento di Protezione Civile viene affidato al ministro Musumeci ma la vera sfida, al di là di quella politica, è la nuova logica della prevenzione.

di Domenico Alessandro De Rossi  

Il secondo tempo dell’aggiornamento del Governo di Giorgia Meloni si è manifestato con la delega al ministro Musumeci del Dipartimento di Protezione Civile.

Gravoso impegno quello del vertice di un Dipartimento così importante. Senza la retorica ormai consunta, il nuovo incarico al Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, in questo tempo di emergenza climatica, di disastri ambientali, del movimento franoso di Ischia e in ultimo, dell’alluvione a Faenza, avviene in un momento denso di scelte e di decisioni non più rinviabili per la stessa Protezione Civile. La nuova nomina è occasione per il Dipartimento proprio per i provvedimenti che il Governo ha varato con il PNRR.

Dipartimento di Protezione Civile: rilancio del sud e fondi del PNRR

Decisioni tutte comunque finalizzate alla ripresa ed al rilancio sistemico del Sud e più in generale alla realtà del territorio italiano. A fronte dei grandi temi di sistema del Paese e vista la possibilità che gli eventi presentano, è proprio la Protezione Civile che viene a trovarsi oggi a fare i conti con la sua storia e con il futuro del suo possibile nuovo grande ruolo tutto da ripensare. I finanziamenti previsti dal PNRR destinati alle riforme e agli investimenti di cui l’Italia ha urgente necessità tramite i fondi europei richiedono anche da parte delle strutture dello Stato nuovi adattamenti e, in taluni casi, una totale riconfigurazione programmatica ed amministrativa conforme all’impianto sistemico che il Piano richiede.

In questo caso, per il DPC si apre l’opportunità di rilanciare il suo ruolo ad alta vocazione sistemica, aggiornato ai mutamenti in atto nel mondo (climatici, ambientali, ecosistemici) nei confronti di un nuovo modo di ripensare la “protezione”, attraverso la pianificazione e la funzionalità territoriale nel suo complesso. Azioni che non possono per un futuro effettivamente sostenibile, dove l’integrazione e la funzionalità dei servizi strutturali è indispensabile, limitarsi all’intervento seppur fondamentale dell’assistenza e del soccorso ex post. Sussiste infatti una vasta gamma di nuove competenze da reinterpretare sulla base della prevenzione, della prevedibilità e dell’intervento sulle quali impegnare la presenza scientifica e proattiva del Dipartimento, vero e proprio HUB indispensabile per raccordare trasversalmente le diverse attività dei Ministeri in capo a cui sono incardinate le specifiche competenze.

Quali sono le principali Macro-missioni

Tra le principali macro-missioni emergono oltre alle infrastrutture e ai trasporti, la rivoluzione verde e la transizione ecologica.

Nei fatti, all’attenzione del ministro Musumeci, si pone il problema del risanamento territoriale e ambientale dove la presenza del Dipartimento può attuare metodologie e azioni per prevenire la insostenibilità e l’inefficienza e il degrado predisponendo e concordando innovativi piani di azione da concordare con le regioni in grado di rendere coerenti i nuovi obiettivi con quelli più datati ma ancora disattesi della prevenzione del rischio sismico e idrogeologico, in vista di una nuova logica della prevenzione.

Una presenza qualificata quella DPC a fronte della necessità soprattutto della verifica e del controllo nei momenti strategici di definizione delle decisioni riguardanti il territorio nazionale, dai trasporti ai piani territoriali, alle infrastrutture strategiche.

Un ulteriore nuovo e gravoso impegno di scelte e di indirizzo quello del Ministro Musumeci in merito ai provvedimenti del massimo efficientamento del sistema delle reti materiali (PNT) e immateriali in vista dello sviluppo su reali basi di sostenibilità ed efficacia.

La pianificazione del territorio, i piani urbanistici, l’apparato logistico e intermodale del sistema trasportistico, laddove il Dipartimento PC avrebbe da esprimere un suo più informato e competente punto di vista orientando le decisioni opportune in funzione di una attenzione assoluta agli aspetti della prevenzione e della funzionalità dei servizi. L’orizzonte della ripresa italiana deve passare al più presto anche attraverso questo tipo di aggiornamenti, trasformando in modo non retorico, ma nei fatti, ciò che si presenta come un problema per l’Italia in una grande opportunità di cambiamento. In meglio, riscoprendo anche qui il Merito.  

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