Calabria, torna l’arte di Max Marra “Fra i luoghi di lavoro”

0
276

Torna in Calabria Max Marra. Egli rappresenta una delle personalità creative contemporanee fra le più originali e significative nel panorama artistico italiano. Originario di Paola (CS) vive da decenni in Lombardia.

La personale del maestro calabrese, inaugurata sabato 16 marzo, dal titolo “Max Marra. Corpi di materia e di cielo”, curata dal noto critico d’arte Teodolinda Coltellaro, è  promossa dalla Fondazione Banca Montepaone di Catanzaro nell’ambito del progetto “Art Cube – Spazio per la Cultura”. L’esposizione che, in un raffinato allestimento, si snoda negli spazi  della banca, rimane aperta al pubblico fino al 31 maggio.

Coltellaro, Marra e Caridi

Chiediamo alla Coltellaro:

 Corpi di materia e di cielo. Ci vuole condurre nell’essenza critica  della mostra?

 «La mostra propone un attraversamento analitico delle fasi evolutive del lavoro di ricerca di Marra, ricostruendone, attraverso le tappe più significative, la sua storia espressiva. Nelle opere esposte è ancora protagonista la materia; una materia inquieta, tormentata che assomma in sé l’angoscia, la tragicità del vivere. La materia di Marra è carne sensibile, è corpo, ma è anche dimensione in cui giungono a soluzione le ansie, le sofferte decisioni della vita morale. Il corpo dell’opera, dalle forme aggettanti, percorse da lacerazioni, amorevolmente cucite dall’artista- medicante, da un colore gravido di sofferenze, si evolve verso volumetrie più morbide e sinuose che attenuano negli anni il pesante incombere della materia, verso le calde vibrazioni cromatiche dei deserti d’oriente, conducendo il suo viaggio esplorativo verso valori luminosi del bianco, che aprono  all’orizzonte radioso del cielo».

Lei sta sviluppando per la Fondazione Banca Montepaone questo progetto. Quali sono stati i risultati finora raggiunti?

«Ho accettato di sviluppare questo progetto, che si articola in più mostre, come una nuova sfida attraverso cui  mettere alla prova   me stessa, le mie capacità analitiche, ma  soprattutto  come  possibilità di esplorare nuove declinazioni comunicative per l’arte dei nostri tempi e, conseguentemente, nuove dimensioni espositive, nuovi spazi in cui  raccontare le vicende evolutive del contemporaneo. I risultati fin ora raggiunti possono considerarsi positivi. Abbiamo proposto un livello qualitativo alto ad un pubblico molto variegato che ha modo di approcciarsi all’arte in spazi meno consueti e con la naturalezza di una visione non mediata da paratie mentali precostituite».

Il progetto della Fondazione Banca Montepaone ci viene illustrato dal Presidente Giovanni Caridi, direttore della banca, che nel presentare la mostra racconta:

«Come fare la divulgazione dell’arte? E alla fine ci è venuta questa idea: perché non portiamo l’arte e gli artisti fra i luoghi di lavoro? E dare la possibilità a chiunque di poter usufruire dell’artista e delle sue opere».

È il terzo artista storicizzato calabrese che viene ospitato all’interno dei locali della banca

Cesare Berlingeri e Pino Pingitore, rispettivamente ad ottobre e aprile del 2023, sono gli artisti che hanno preceduto Marra in questo progetto. Sono presenti anche loro, che, insieme alla Coltellaro, costituiscono quasi un gruppo di lavoro con la “missione” di rendere l’arte contemporanea più accessibile e comprensibile. Anche al distratto, occasionale e inconsapevole visitatore che si ritrova catapultato in un contesto “prestato” all’arte.  Una “galleria temporanea” e “con-temporanea”.

Coltellaro, Pingitore, Berlingeri e Marra

«Estetizzazione degli scarti»

Una definizione della Coltellaro che ben descrive quello che è il senso ed il pathos dell’arte di Marra. E che spiega lo stesso artista, facilitandoci alla comprensione del suo messaggio.

«La materia è un corpo che soffre»

«Io combatto con la materia. La materia è un corpo. Un corpo che soffre. E noi siamo circondati da corpi che soffrono. L’autore deve essere capace di essere trasmettitore di valori. Sono valori umani. La materia noi dobbiamo essere capaci di annebbiare le ferite degli altri attraverso la poesia dell’arte».

Il visitatore è quindi accompagnato dall’artista in un percorso insolito, ma non per questo meno efficace di una certificata Galleria e di un rassicurante Museo.

Ad accompagnare l’artista anche il suo fotografo “personale” Luigi, al quale abbiamo dedicato qualche scatto.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui