L’avvincente giallo “Mala fede”: tra mafie e religione del Vesuviano

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C’erano una volta i detective-supereroi. Quelli dell’era eroica del romanzo giallo. Che risolvevano tutto con conoscenze enciclopediche al limite del sovrumano e incappavano sempre nel testimone chiave, nell’indizio a portata di mano al momento giusto, nella confessione
clamorosa strappata grazie a sguardo magnetico, presenza scenica e battute ad effetto. Poi è arrivato Giulio Mariani.
Il Capitano Giulio Mariani, dell’Arma dei Carabinieri. E improvvisamente tutto è cambiato.

“’O Capitano”, come lo chiamano i suoi uomini e gli aficionados in tutta Italia, è uno che deve restare a galla fra crimini, camorra e tragedie del Vesuviano. Uno che magari a volte arranca e sbaglia, dubita e si ricrede, che impreca contro le lungaggini della procedura e la mancanza di mezzi. Ma proietta il lettore nel cuore delle indagini reali e non si ferma davanti a niente. Neppure davanti al diavolo in persona.

E, stavolta, quasi se lo trova davanti, il Signore del Male, in un caso clamoroso che mescola misteriose sette e criminalità comune, agenti del Vaticano e incursioni della camorra. Con la Pm Clara Di Fiore, gli uomini del Nucleo Operativo e l’amico nerista Gianluigi Alfano, il detective dell’Arma dovrà fare luce su un duplice anomalo rapimento, fatti di sangue e il furto d’arte del
secolo, spingendosi fin quasi a un incidente internazionale.

“Mala fede” di Taranto riceve il Premio Meridies 2023: un esempio di letteratura capace di veicolare i temi della legalità

In libreria, dal 29 settembre, “Mala fede” è già stato al centro di un tavolo tecnico in Senato, come esempio di letteratura capace di veicolare correttamente i temi della legalità. E ora ha anche vinto il “Premio Meridies 2023“. Un giallo che esplora gli abissi del satanismo a Napoli e nel Vesuviano, e il rapporto distorto tra mafie e religione.

Con questo romanzo, in gran parte ambientato a Pompei, Giovanni Taranto, giornalista e nerista di lunghissima esperienza, porta a compimento la prima trilogia dedicata all’ufficiale della Benemerita e prepara il terreno alle prossime indagini del suo investigatore romano mandato a comandare una Compagnia ai piedi del Vesuvio.
Il tutto con uno stile unico e potente, tanto che qualcuno ha voluto affibbiare all’autore il titolo di “Dan Brown del Vesuvio”, ed altri scorgono il lui uno degli eredi del maestro Camilleri. L’esordio del Capitano Mariani c’era stato con “La fiamma spezzata” (Avagliano, 2021). Il romanzo successivo, Requiem sull’ottava nota (Avagliano, 2022), è stato vincitore del Premio Mysstery 2023 al Festival del giallo di Napoli.

Lucarelli: “Per fare un bel libro ci vuole una buona storia. Quella di Mala fede lo è, profonda, misteriosa e intrigante”

Ora tocca a “Mala fede”, che promette emozioni forse ancora più forti. Parola di un grandissimo “signore del noir” come Carlo Lucarelli, che in quarta di copertina non usa mezzi termini: “Per fare un bel libro ci vuole una buona storia, e quella di Mala fede lo è, profonda, misteriosa e intrigante, di respiro internazionale. Ci vuole lo stile giusto, e questo, così teso, veloce, ricco e sorprendente, lo
è di sicuro. Ma anzitutto ci vuole un grande personaggio che ce la racconti. Ecco, il capitano Mariani non è il solito detective da romanzo giallo, è un vero e proprio “uomo che cerca”: inquieto, appassionato e tenace. Ironico e acuto. Soprattutto umano
”.

Una trama che cattura il lettore con un protagonista inquieto e tenace, il Capitano Mariani

La trama cattura il lettore come le manette di Mariani tengono bloccati i criminali: storia di una feroce vendetta, covata a lungo da un gruppo di misteriosi individui decisi a colpire al cuore uno dei centri più sacri della fede vesuviana. Un piano diabolico per sottrarre un oggetto-simbolo caro a milioni di fedeli, oltraggiarlo e distruggerlo in nome di una perversa devozione all’oscurità più
profonda. Eventi apparentemente inspiegabili e segnali inquietanti si intrecciano gettando sull’intera vicenda l’ombra del soprannaturale, fino al compimento del crimine nel modo più clamoroso e inspiegabile.

Ad agire sono stati uomini o qualcosa arrivato dagli abissi del male? Sarà la razionalità del capitano Mariani a dover arginare il panico e trovare il bandolo della matassa. Il romanzo propone anche un’attenta narrazione di eventi reali che hanno segnato il profondo
percorso di fede e nuova conversione di Bartolo Longo, una delle figure più carismatiche del cattolicesimo vesuviano, il cui passato oscuro è ignoto ai più.

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