Porto di Gioia Tauro. Si aggrava la minaccia isolamento con una nuova disposizione UE. Allarme di Assoarmatori

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Drastica riduzione dei tempi di permanenza delle merci: da 90 giorni ad appena tre.

L’allarme viene lanciato dal segretario generale di Assarmatori Alberto Rossi: «Ancora una volta si rischia di favorire gli hub del Nord Africa».

Oggi si registra una nuova minaccia per il porto calabrese, del tutto inspiegabile, secondo il giudizio del segretario di Assarmatori. Ribadisce infatti Rossi che «Sarebbe messo in crisi il modello “hub & spoke” dello shipping che prevede l’impiego di navi di grande capacità su rotte transoceaniche, il deposito della merce nei porti di transhipment e infine la presa in carico da parte di navi più piccole (solitamente) per raggiungere la destinazione finale.

Avere a disposizione appena tre giorni di “temporary storage” è in tutta evidenza insufficiente

Non è un tempo congruo per permettere a questo modello di business di continuare a funzionare ed è difficile capire le ragioni che hanno portato a tale ipotesi, visto che non se ne intravedono i potenziali benefici. E – ancora una volta proprio come nel caso dell’Ets – un approccio così restrittivo rischia di minare alle fondamenta la competitività dei porti italiani, a tutto vantaggio di scali posti appena al di fuori dell’Ue, che non sarebbero soggetti a tale nuova regolamentazione. Tradotto in termini pratici: sarebbe ancora una volta molto più conveniente fare attività di trasbordo negli scali Nord Africani (Tanger Med e Port Said, per esempio) rispetto a Gioia Tauro, Malta, Algeciras».

A riportare la notizia è stata la Gazzetta del Sud oggi stesso (19 dicembre).

Tempi di permanenza della merce ridotti da 90 a 3 giorni!

Ridotti drasticamente i tempi di permanenza della merce, tecnicamente “temporary storage”. Ossia i tempi in cui la merce viene depositata temporaneamente dopo essere stata trasbordata, in attesa di essere caricata su navi più piccole. La riduzione è da 90 giorni ad appena tre. Chiaramente impossibile da gestire e soprattutto fuori competizione con qualsiasi altro porto africano.

Appena una decina di giorni fa, Rossi sembrava alquanto fiducioso degli incontri avvenuti a Bruxelles. «Abbiamo visto un sistema-paese, quello italiano, in prima fila a Bruxelles nella difesa dei traffici marittimi e portuali nazionali ed europei: il Cii è stato rimosso dalla nuova direttiva sul Port State Control grazie all’intervento della delegazione italiana, e anche il parlamento europeo ha lanciato un grido di allarme sui rischi distorsivi dell’Ets per gli scali continentali di transhipment. La commissione europea ne prenda atto, trasformando le parole in fatti concreti».

Le dichiarazioni sono state riportate dal sito di Assarmatori l’11 di dicembre.

Un incontro organizzato dal presidente di Assarmatori con gli europarlamentari italiani, tra cui, oltre la Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, anche gli onorevoli Denis Nesci, Marco Campomenosi, Achille Variati.

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