La riabilitazione delle cattive della Disney (e cosa dobbiamo aspettarci dalla Sirenetta)

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La Disney è, da diverso tempo ormai, al centro di un forte dibattito sul politicamente corretto. Il nuovo live action della Sirenetta è già discusso.

di Federica Scotti

Ad un mese dall’uscita del nuovo live action Disney si riapre il dibattito sul “politicamente corretto”, ma sembra essere un processo molto più lungo partito già qualche anno fa che coinvolgerebbe anche i Villain.
Da un po’ di tempo è cominciata una sorta di riabilitazione dei cattivi Disney. La malvagità da sola non basta più per giustificare le azioni dei nostri amati/odiati antieroi. E allora Maleficent si è trasformata in una creatura fatata e di buon cuore tradita dal suo migliore amico che arriva addirittura a tagliarle le ali. Crudelia De Mon, da cacciatrice di dalmata è solo una bambina ribelle traumatizzata dai cani – dalmata per l’appunto – che hanno causato la morte della mamma in tenera età, condannandola ad una vita caratterizzata da furtarelli ed escamotage insieme ai suoi fratellini adottivi e instillando per sempre in lei il seme della vendetta.

La Sirenetta della Disney è al centro di un feroce dibattito

Vendetta, si, questa sembra essere il sentimento che aleggia nei cuori delle nostre cattive disneyane, necessaria a pareggiare i conti ma soprattutto, salvifica. Si perché è proprio grazie al trauma subito ed al conseguente sentimento di vendetta che noi spettatori abbiamo imparato a giustificare prima, ad affezionarci e ad amare poi questi personaggi, al pari dei protagonisti.
Nel frattempo, vista l’imminente uscita di un altro grande classico, La Sirenetta, è lecito chiedersi quale sarà la giustificazione dietro una delle cattive per eccellenza, la strega del mare Ursula.

Ursula: dal cartone Disney al live action


La sua interprete nel live action, Melissa McCarthy, si è già espressa in questo senso: “Ursula è stata esiliata in questo covo ed è come se avesse bevuto uno o due martini di troppo in solitudine. I suoi amici sono delle anguille. E’ una donna che ha visto e fatto di tutto e se l’è sempre cavata da sola. Non riesco a non pensare che abbia avuto una vita difficile”. Il film in arrivo ha già sollevato parecchie polemiche visto che Halle Bailey, la protagonista – cantante e attrice ventiduenne ed afroamericana – è molto distante da Ariel cosi come la conosciamo, e cioè caucasica, con gli occhi azzurri ed i capelli rossi.
Ma aldilà delle differenze fisiche, la nuova sirenetta sembra rispettare in pieno il tema del politicamente corretto: non più martire che sacrifica la propria voce in cambio di un paio di gambe solo per conquistare un uomo, per giunta terrestre, ma un adolescente incuriosita dalla vita fuori dal mare dal quale è sempre stata affascinata, che rinuncia ad una parte di sé per scoprire il mondo.
Peccato che il copione originale racconti una storia molto diversa e questa nuova versione moderna somigli più ad una forzatura che ad uno slancio di libertà.
Sotto accusa anche due dei temi musicali principali, entrambi modificati: kiss the girl (Baciala), cantata dal paguro Sebastian per spingere il principe Eric a sciogliere l’incantesimo e a restituire quindi ad Ariel la voce senza però chiedere il di lei consenso, ed “Unfortunate Souls” (Povera anima sola), cantata da Ursula, che in qualche modo farebbe intendere che le ragazze non dovrebbero parlare troppo e limitarsi a stare al loro posto. E chissà che non sia proprio la strega del mare la prossima villa in da perdonare. C’è da scommettere che le menti del colosso americano dovranno darsi parecchio da fare per trovare un alibi che possa scagionare la crudeltà delle sue azioni contro la nostra eroina dalla lunga chioma rossa.

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