Intelligenza Artificiale, dalla genesi ai nostri giorni

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Intelligenza Artificiale
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L’Intelligenza Artificiale (IA) è una tecnologia che consente ai computer di eseguire compiti che richiedono intelligenza umana.


L’idea di creare una macchina in grado di pensare risale almeno al XVII secolo. Tuttavia è solo con l’avvento del moderno pc che l’IA ha iniziato a diventare una realtà.

Negli anni ’50, i ricercatori hanno sviluppato i primi programmi di IA. Tra questi il gioco della dama, che ha dimostrato che un computer poteva vincere contro un giocatore umano.

In quegli anni il matematico Alan Turing sviluppò la teoria della macchina di Turing, una macchina astratta in grado di eseguire qualsiasi operazione matematica. Questa teoria fornì le basi per lo sviluppo delle prime macchine calcolatrici digitali. Nel 1956, un gruppo di ricercatori, tra cui John McCarthy e Marvin Minsky, tenne una conferenza sul tema “L’intelligenza artificiale”. Fu in questo contesto che il termine “intelligenza artificiale” fu coniato.

Nel corso degli anni ’60, la ricerca sull’IA ha portato allo sviluppo di algoritmi di apprendimento automatico. Questi algoritmi permettono ai computer di migliorare continuamente la propria performance.

Negli anni ’70, l’IA ha cominciato ad essere utilizzata in molte applicazioni pratiche, come il riconoscimento vocale e la visione artificiale. Negli anni ’80 e ’90, la ricerca sull’IA ha subito un’impennata, con la nascita di nuove tecniche di intelligenza artificiale. Tra queste ricordiamo le reti neurali artificiali e gli alberi di decisione.

Gli sviluppi della Intelligenza Artificiale nell’ultimo ventennio

Intorno agli anni 2000, l’IA ha fatto enormi progressi grazie all’avvento dell’Internet e all’aumento della potenza di elaborazione dei computer. Ciò ha portato all’emergere di nuove applicazioni di IA, come la raccomandazione di contenuti personalizzati, la ricerca su larga scala e la guida autonoma.

Oggi, l’IA sta rapidamente diventando una parte integrante della vita quotidiana, dall’assistenza vocale degli smartphone alla guida autonoma dei veicoli. La tecnologia dell’IA è in continua evoluzione e gli scienziati stanno lavorando per migliorare la comprensione delle macchine dell’essere umano, delle emozioni e del linguaggio.

In letteratura informatica distinguiamo tre tipi di IA: l’IA debole, l’IA forte e l’IA generale. L’IA debole è progettata per svolgere un compito specifico, come il riconoscimento di immagini o la traduzione linguistica.
Come si può immaginare l’IA forte, è invece in grado di svolgere qualsiasi compito che un essere umano può fare.
Infine l’IA generale, supera l’IA forte in quanto in grado di apprendere e svolgere qualsiasi attività che un essere umano può fare.

Nonostante l’enorme potenziale dell’IA, ci sono anche preoccupazioni riguardo alle sue implicazioni etiche e sociali. Ad esempio, l’IA potrebbe aumentare la disuguaglianza economica e ridurre l’occupazione umana in alcune industrie.

In conclusione, l’IA ha fatto enormi progressi negli ultimi decenni, diventando una parte sempre più importante della nostra vita quotidiana. Mentre la tecnologia dell’IA continua a evolversi, occorre considerare le sue implicazioni etiche e sociali per garantire l’uso responsabile e sicuro della stessa.

La genesi e lo sviluppo del Progetto ChatGPT

La società OpenAI, azienda leader nel capo di ricerca sull’IA fondata nel 2015 da un gruppo di ricercatori e imprenditori di successo, è l’artefice del progetto ChatGPT. Tra i suoi fondatori si annoverano Elon Musk, Sam Altman e Greg Brockman. L’obiettivo di OpenAI è quello di creare un’intelligenza artificiale avanzata in grado di migliorare la vita umana.

Il core di ChatGPT pone le sue fondamenta sulla base dell’architettura GPT (Generative Pre-trained Transformer), un modello di apprendimento profondo basato sulla trasformazione dei dati. OpenAI ha realizzato le prime versioni di ChatGPT nel 2018, e ha raggiunto un notevole successo nel campo della generazione del linguaggio naturale.

Nel 2020 ChatGPT fa il suo esordio pubblico come un chatbot adattivo in grado di dialogare con gli utenti in modo naturale e fluente. Il modello utilizza l’apprendimento automatico per migliorare continuamente le sue risposte in base all’input degli utenti.

OpenAI ha attirato importanti investitori per il progetto, tra cui Reid Hoffman, Peter Thiel e Microsoft. Tuttavia, OpenAI ha deciso di limitare l’accesso al modello GPT-3 per evitare il suo utilizzo in modo potenzialmente dannoso. Un esempio di tale dannosità sono la creazione di fake news o l’automazione di spam.

Nonostante le limitazioni, il progetto ChatGPT ha raccolto grande entusiasmo dalla comunità dell’IA. Ad oggi ChatGPT ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per l’innovazione e l’eccellenza tecnologica.

Provvedimenti legislativi inerenti l’utilizzo delle tecnologie IA introdotti negli ultimi anni dall’ Unesco

Nel corso degli anni organismi come l’ONU, l’UE e molteplici governi tra i quali il governo italiano, hanno introdotto diversi provvedimenti legislativi inerenti l’utilizzo delle tecnologie IA.

Nel 2018 l’UNESCO ha adottato la Dichiarazione di Montreal sull’Intelligenza Artificiale, che definisce i principi etici per l’utilizzo dell’IA e per garantire la tutela dei diritti umani, della democrazia e della dignità umana.

A livello globale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco) sta cercando di promuovere un uso etico e responsabile dell’IA. Nel 2019, l’Unesco ha pubblicato una raccomandazione globale sulla “Etica dell’Intelligenza Artificiale”, che incoraggia i paesi a garantire che l’IA rispetti i diritti umani, promuova il benessere sociale e culturale e rispetti l’ambiente.

Le normative Europee recenti in materia di Intelligenza Artificiale

Nel 2017 il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione sulla robotica e l’IA, che prevede l’adozione di norme etiche e giuridiche per garantire la tutela dei diritti umani e la responsabilità sociale nell’utilizzo di queste tecnologie.

L’UE ha introdotto il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) nel 2018, che include disposizioni specifiche per l’elaborazione dei dati personali con l’utilizzo delle tecnologie AI. Il GDPR impone anche sanzioni severe per le violazioni della privacy dei dati.

Nel 2019 un gruppo di Paesi, tra cui l’Italia, ha adottato la Dichiarazione di New York sull’IA, che mira a promuovere l’utilizzo dell’IA in modo responsabile e sostenibile e a garantire la tutela dei diritti umani e della dignità umana.

La Commissione Europea ha presentato un Piano d’Azione per l’Intelligenza Artificiale nel 2020, che mira a promuovere l’innovazione e la competitività dell’UE nel campo dell’IA, garantendo al tempo stesso la tutela della dignità umana, dei diritti fondamentali, della privacy e della sicurezza. Il piano prevede anche l’adozione di un quadro di regole comuni a livello europeo per garantire l’uso etico e responsabile dell’IA.

Infine l’Unione Europea (UE) ha proposto una serie di normative sull’IA per garantire un utilizzo responsabile della tecnologia. Nel 2021, la Commissione europea ha presentato il “Regolamento sulla governance dell’intelligenza artificiale“, che prevede l’adozione di misure per garantire la sicurezza e l’etica dell’IA. Il regolamento include anche la divulgazione delle informazioni su come l’IA prende le decisioni e l’obbligo di segnalare gli incidenti causati dall’IA.

I provvedimenti legislativi italiani inerenti l’Intelligenza Artificiale sin qui più significativi

In Italia, il governo ha adottato una serie di iniziative per promuovere lo sviluppo dell’IA e garantirne un utilizzo sicuro e responsabile. Nel 2019, il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato la “Strategia nazionale per l’Intelligenza Artificiale“.
Questa definisce un quadro per lo sviluppo e la diffusione dell’IA nel Paese. Inoltre, il governo italiano ha istituito una Commissione tecnica per l’IA. La commissione è composta da esperti del settore, che ha lo scopo di fornire raccomandazioni per la regolamentazione e l’uso dell’IA in Italia.

Nell’anno 2018 il governo italiano ha approvato la Legge n. 48 sulla tutela dei diritti digitali, che prevede la tutela dei diritti umani e della dignità umana nella società digitale. La legge si applica anche all’uso delle tecnologie AI e garantisce la protezione della privacy, della non discriminazione e della libertà di espressione.

Successivamente la governance italiana ha adottato il Regolamento n. 267 del 2020 sull’utilizzo delle tecnologie di sorveglianza, che regola l’utilizzo di tecnologie come le telecamere di sicurezza e la videosorveglianza, inclusa l’IA. Il regolamento prevede il rispetto dei principi di necessità, proporzionalità e trasparenza nell’utilizzo di queste tecnologie. Lo stesso garantisce la tutela della privacy e dei diritti fondamentali delle persone.

Sempre il governo italiano ha adottato il Decreto Legislativo n. 56 del 2021, che obbliga le aziende che utilizzano l’IA a garantire la trasparenza sui modelli di algoritmi utilizzati e l’impatto che hanno sulla società. Inoltre, il decreto prevede l’obbligo di adottare meccanismi di controllo per garantire la non discriminazione nella scelta dei dati utilizzati e nei risultati prodotti.

Lo stato dell’arte attuale della normativa per l’Intelligenza Artificiale in Italia

Recentemente ha avuto molto clamore la decisione del governo italiano di interdire l’accesso a ChatGPT dai server italiani. Il provvedimento ha avuto origine dai rilievi del Garante della Privacy in merito alla non ottemperanza del chatbot alla normativa GDPR europea che tutela i dati personali. Mentre in un primo momento l’iniziativa della governance italiana è apparsa un atto censorio, successivamente anche altri stati hanno ritenuto opportune le sue osservazioni. Di recente, dopo un accordo sopraggiunto tra le parti ChatGPT è stato riattivato sul territorio italiano.

Attualmente il governo italiano sta lavorando alla definizione di una legge quadro sull’IA. Quest’ultima prevede l’adozione di norme specifiche per l’uso dell’IA in vari settori, come la sanità, l’istruzione e l’industria. La legge quadro dovrebbe garantire la tutela dei diritti umani e della privacy, nonché la responsabilità sociale delle aziende che utilizzano l’IA.

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