I pozzi ‘miracolosi’ di Portici 

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In pochi sanno che a Portici si trovano alcuni pozzi considerati ‘prodigiosi’, come quello situato presso Via Università, ex strada regia delle Calabrie.

La leggenda del pozzo

Leggenda narra che nell’anno 1741, verso la fine di aprile, una donna del popolo andò a attingere alla cisterna di acqua piovana del pozzo attiguo alla chiesa di S. Antonio. E poiché reggeva in braccio un lattante, nel tirare su il secchio dell’acqua, per movimento brusco del bambino, questi precipitò nell’acqua abbastanza profonda della cisterna.

La madre, atterrita, lasciò la fune del secchio e, mentre questo cadeva giù nell’acqua, essa a voce alta invocò S. Antonio. A tali grida accorse molta gente, e la notizia la seppero anche i Frati che erano in chiesa per le sacre funzioni e subito recitarono il noto responsorio di S. Antonio, il “Si queris”. Oh, prodigio! Mentre i Frati in Chiesa e la folla accanto alla cisterna invocavano il Santo Taumaturgo, l’acqua della cisterna fu vista risalire verso l’alto, dal fondo fino all’orlo della cisterna stessa, e fermarsi presentando a galla il bimbo sorridente all’angosciata madre.

Successivamente, la cisterna e fu murata al di sopra vi fu eretta una cappellina e sulla parete che guarda la piazza, fu ricordato in un affresco l’evento miracoloso. E molta gente di Portici ricorda ancora come l’affresco, essendo quasi scomparso per le umidità e per le ingiurie del tempo, nel 1907, fu sostituito con un quadro di S. Antonio dipinto su tavola.

E perché si potesse vedere il luogo dell’avvenuto miracolo invece della porta alla cappellina fu posto un cancello di ferro, ancora oggi presente.

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