I Comitati NOAD lanciano un appello per allargare la mobilitazione

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Il “Tavolo No Autonomia differenziata” ed il “Comitato Nazionale per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica”, all’indomani della manifestazione a Napoli del 16 febbraio, lanciano un ulteriore appello al mondo sindacale e della politica.

Donne, uomini, giovani con sindaci, associazioni, sindacati e partiti politici: in migliaia si sono ritrovati, a Napoli, il 16 marzo, in una intensa e partecipata manifestazione contro l’autonomia differenziata.

“Non ci scassate l’Italia”

«Uno slogan che vuole dire a Meloni e a Salvini ‘non continuate a scassare l’Italia, già sconquassata dalle enormi disuguaglianze sociali e territoriali’. ‘Non scassate l’Italia’ è stato gridato per esprimere la volontà unitaria – da Nord a Sud – di opporsi al disegno eversivo di Meloni e Salvini di spezzare l’unità della Repubblica, comprimendo ulteriormente gli spazi di democrazia e di libertà, con il proposito di dare il via ad ulteriori privatizzazioni cancellando così, su tutto il territorio nazionale, i servizi pubblici necessari per la fruizione dei diritti sociali e civili, e relegando con nuove servitù territoriali il Mezzogiorno in una condizione di definitiva marginalità. A Napoli moltissime le presenze dal Sud, sorprendente la partecipazione del Nord. Un popolo di donne, uomini e giovani, consapevoli che non esistono produttività, efficienza, ricchezza territoriale che tengano: la Repubblica è una e indivisibile. L’unità e l’indivisibilità ne sono la forza politica, economica, sociale, culturale.

Ribadiscono la necessità dell’unità e ringraziano:

«i sindaci, che, guidando il corteo, hanno espresso la loro opposizione al disegno di legge Calderoli; le associazioni nazionali e locali, laiche e religiose, i movimenti delle donne, i sindacati, le forze politiche, gli studenti che insieme sono la spina dorsale dell’opposizione ai disegni eversivi del governo; Alex Zanotelli, Marisa Laurito e Francesca Fornario, che sono stati con noi, comunicandoci la loro vicinanza; e, soprattutto, i cittadini e le cittadine che a loro spese, e sacrificando un sabato, hanno voluto segnare con la loro passione civile la manifestazione.

Le centinaia di adesioni alla manifestazione di Napoli rafforzano una lotta che portiamo avanti da 5 anni con un unico scopo: lottare contro l’autonomia differenziata. Questo è stato, è e continuerà ad essere il fine che – pur nelle differenze dei diversi soggetti– ci ha tenuti e deve continuare a tenerci uniti.

A Napoli abbiamo tutti/e preso un impegno, quello di fermare il disegno dell’autonomia differenziata, saldamente convinti/e che questo obiettivo darà la forza per fronteggiare il pericolo forse più insidioso – insieme al premierato assoluto – che la Repubblica abbia mai dovuto affrontare. È l’impegno a costruire un movimento sempre più ampio di cittadini e cittadine, che, nonostante il silenzio stampa durato anni sulla questione dell’autonomia differenziata, oggi ha acquistato visibilità e attenzione e che, per vincere, ha bisogno di includere persone, associazioni forze politiche e sindacale unite dalla volontà di battere i disegni eversivi di Meloni e Calderoli».

Un appello viene rilanciato per l’allargamento della mobilitazione

«Da Napoli arriva chiaro l’appello ai soggetti organizzati del mondo politico e sindacale affinché esercitino in modo costante e continuo la responsabilità di un allargamento della mobilitazione, che spetta soprattutto a loro

Una responsabilità che esercitano anche per la loro funzione costituzionale e per i numeri che sono in grado di muovere. Solo così quello che oggi è una conoscenza e un contrasto ancora solo parziale all’autonomia differenziata potrà diventare un fenomeno di massa. Proponiamo pertanto che essi si impegnino:

• in Parlamento venga esercitata ogni possibile forma di opposizione e ostruzionismo, pur consapevoli che il collegamento del ddl Calderoli alla legge di bilancio ne limita le possibilità; siamo certi che i deputati dell’opposizione sapranno utilizzare ogni risorsa politica e regolamentare per bloccarlo;

• nella società, per far crescere la protesta capace di far pagare alle forze della maggioranza governativa un alto prezzo in termini di consenso, promuovendo ogni forma di lotta dalle manifestazioni, ai sit-in agli scioperi, per creare una frattura tra governo e Paese. E’ necessario porre questa maggioranza davanti alle proprie contraddizioni, servendosi di tutti gli strumenti che la democrazia offre;

• nell’arena politico- culturale per individuare le vie dell’ampliamento della democrazia costituzionale, dei diritti sociali, dell’uguaglianza di tutti/ i/le cittadini/e ovunque esse vivano. Per quanto ci riguarda, continueremo a mobilitarci per l’unità e indivisibilità della Repubblica e per il ritiro del ddl Calderoli!»

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