Gioia Tauro. Firmato Accordo di Sviluppo e Coesione fra Meloni e Occhiuto. Presente anche Fitto

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Gran giorno per la Calabria. Il presidente Giorgia Meloni torna in Calabria. Accompagnata dal ministro per il Sud Raffaele Fitto, firma l’Accordo di Sviluppo e Coesione con il presidente della regione Mario Occhiuto. Sul sito del Governo è presente il video ed il discorso in versione integrale. E si legittima la “spesa storica“.

«Voi sapete che i Fondi di sviluppo e coesione sono i fondi principe che servono a combattere il divario tra i territori: chiaramente i grandi divari che sono presenti in Italia, quello tra Nord e Sud, devo dire anche quello tra Est e Ovest, ma anche i divari che esistono all’interno dei singoli territori. Sono lo strumento principe che ci consente di investire per far sì che tutti i cittadini di questa Nazione abbiano gli stessi diritti. – continua – Quando noi siamo arrivati al Governo ci siamo resi conto che queste risorse, che sono risorse importanti, per decine di miliardi di euro, e che si organizzano su cicli pluriennali di programmazione, in molti casi non si spendevano. E allora il Ministro Fitto, che voglio ringraziare perché ha fatto un lavoro molto prezioso, ha avviato un confronto con tutti i Presidenti di tutte le Regioni per fare una mappatura di quello che era lo stato della spesa della precedente programmazione e per avviare il confronto sulla nuova programmazione».

Decreto Sud

Spiega ancora che «All’esito di questo confronto che noi abbiamo avviato con tutte le Regioni, è nato il Decreto Sud. Il Decreto Sud riorganizza i Fondi di coesione e istituisce questi Accordi di coesione che hanno alcune particolarità. La prima è che i progetti che vengono finanziati con gli Accordi di coesione sono proposti dalla Regione e condivisi dal Governo nazionale».

L’altra peculiarità è che «ad esempio le opere che non vengono realizzate si possono definanziare per mettere quelle risorse su opere che possono essere realizzate e che, quando ci sono delle lungaggini che non consentono di spendere queste risorse nei tempi previsti, si possono attivare i poteri sostitutivi». Questo, spiega, per garantire che non si disperdano le risorse».

La Calabria decima Regione che firma l’Accordo

Ma è la prima Regione del Mezzogiorno d’Italia. A disposizione vi sono 2 miliardi e 863 milioni. Ai quali si aggiungono circa 257 milioni da altre fonti, arrivando in totale a circa 3 miliardi. Saranno sicuramente buoni.

Nessun accenno alla clausola del 34%

Con l’applicazione di tale clausola, alla Calabria ogni anno, e non attingendo a fondi speciali e accordi straordinari, dovrebbero arrivare circa 6 miliardi. nessuno ne fa cenno, forse è fuori contesto. Ma bisogna ricordarlo sempre quando si parla di investimenti “straordinari” al Sud e non di quelli “ordinari”, disattesi e dimenticati.

Autonomia differenziata e LEP

Dopo un passaggio sulle ZES, arriva infine ad affrontare il tema dell’autonomia differenziata. E vuole dire due cose.

«La prima: il presupposto per la realizzazione dell’autonomia differenziata è l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni. Sapete che significa? Significa che per la prima volta in Italia qualcuno stabilirà quali sono i servizi essenziali che tu devi dare ai cittadini in ogni Regione d’Italia, in ogni territorio d’Italia. Perché vi comunico ufficialmente che in molti di questi territori quei livelli non sono stati garantiti. E garantire e definire quei livelli impone di garantire quei livelli anche a quei cittadini a cui quei livelli non erano stati garantiti». Lapalissiano.

«Secondo elemento dell’autonomia differenziata. L’autonomia differenziata non funziona come qualcuno racconta “tolgo a una Regione e dò a un’altra”. L’autonomia differenziata prevede una cosa più semplice: dove io ho un’amministrazione regionale virtuosa – che spende bene le sue risorse, che lavora bene, che mi dà un moltiplicatore alto –, lo Stato valuta di devolvere altre competenze. Quindi non è un tema di rapporto tra una Regione e l’altra, è un tema di rapporto tra lo Stato e la Regione. E quindi non è un divario che si crea tra il Nord e il Sud, è semmai un divario che si crea tra le amministrazioni capaci e quelle che capaci non sono state». 

«Il divario si crea tra le amministrazioni capaci e quelle che capaci non sono state»

Usare il passato “non sono state” rimanda sempre quella che è la “spesa storica”. E che di fatto è il criterio contestato da molti amministratori dello stesso schieramento politico della Meloni. E proprio all’indomani dei sit in che si sono svolto nelle cinque prefetture della Regione, ai quale hanno partecipato moltissimi sindaci calabresi che hanno ribadito proprio il superamento del criterio della spesa storica per la definizione dei LEP. Per i quali, comunque, non è nemmeno garantita la copertura economica. Insomma Giorgia, cosa è venuta a raccontare in Calabria?

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