Bonaccini: “Con candidatura Meloni lancia referendum sul Governo”

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Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, condivide le sue opinioni sulle candidature europee, sottolineando l’importanza di una classe dirigente diffusa all’interno del partito. Inoltre, analizza il dibattito sull’Europa, evidenziando la necessità di evitare contraddizioni e proponendo l’idea di un referendum interno per valutare il proprio impegno europeista.

Bonaccini: “Con la candidatura alle europee Meloni lancia referendum sul suo Governo”

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e membro del Partito Democratico, ha espresso le sue opinioni riguardo alle candidature europee.

“Penso che dovremmo interrompere questo dibattito finché prenderemo una decisione. Sarebbe incredibile che impedissimo alla segretaria del partito di candidarsi alle elezioni Europee ma ritengo sbagliata la candidatura da capolista in tutte le circoscrizioni” perchè “siamo un partito plurale”.

“La pluricandidatura a cui si avvia la Meloni serve a un fatto: negli ultimi anni sull’Ue hanno detto di tutto e ora Meloni ha cambiato linea rispetto ad alcuni esponenti del suo partito e della sua coalizione e quindi credo che si candidai capolista in tutte le circoscrizioni per fare un referendum su di sè e sul governo ed evitare di parlare di Europa perché dovrebbe ammettere troppe contraddizioni”, ha concluso Bonaccini.

Un partito plurale: l’importanza della classe dirigente diffusa

Secondo Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e segretario nazionale del Partito Democratico, un partito plurale deve avere una classe dirigente diffusa che rappresenti tutte le componenti sociali e territoriali. Questo significa che il partito deve essere in grado di intercettare le esigenze dei cittadini e di rispondere alle loro richieste.

Sulla Schlein è chiaro: “sarebbe paradossale perderla ma sarebbe un valore aggiunto”

“Sarebbe incredibile se impedissimo alla segretaria del partito, se si vuole candidare, di portare un valore aggiunto. Ma sarebbe sbagliata una candidatura in tutte le circoscrizioni, lo fece Berlusconi, è alterità rispetto a quello che siamo, un partito plurale, che ha una classe dirigente diffusa”.

Lo ha detto Stefano Bonaccini, a ‘Agorà, parlando delle elezioni europee.

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