Attacco cibernetico di elevate proporzioni in corso

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Migliaia i server bloccati e compromessi per un attacco hacker di proporzioni Mondiali. La Francia è il paese più colpito, ma a rischio anche i server dell’’Europa e del Nord America.

di Federica Calabrò

Un massiccio attacco ai “Server Vmware Esxi”, ad opera di hacker in tutto il mondo, è stato scoperto dopo che la Tim è andata in down, provocando disservizi ad internet e ai bancomat. L’allarme è arrivato dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale: il Computer security incident response team Italia ha scoperto che gli hacker hanno agito tramite un “ransomware in circolazione”, compromettendo decine di sistemi. I tecnici dell’agenzia, guidata da Roberto Baldoni, sono riusciti ad allertare aziende e istituzioni che avevano sistemi esposti agli attacchi. Intanto il Governo annuncia un vertice a Palazzo Chigi.

Annunciato dal Governo un vertice a Palazzo Chigi

Il governo conferma che si tratta di una “cosa seria” e segue gli sviluppi dell’attacco, aggiornato dall’ACN. Lunedì mattina, alle 9, si terrà un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Alfredo Mantovani, il direttore dell’ACN Roberto Baldoni e la direttrice del DIS- dipartimento informazione e sicurezza-Elisabetta Belloni, per un primo bilancio dei danni provocati da questi attacchi. Già qualche settimana fa, la premier Giorgia Meloni in sede del Consiglio dei Ministri, aveva esposto la necessità di contrastare la vulnerabilità dei sistemi informatici.

Il riscatto

– I francesi sono stati i primi ad accorgersi dell’attacco a causa del gran numero di  infezioni sui sistemi di alcuni provider. Successivamente gli attacchi si sono spostati su un migliaio di server di tutto il mondo, dall’Europa al Nord America e fino all’ Italia. Come spiega l’Agenzia, lo sfruttamento della vulnerabilità “consente di portare attacchi ransomware che cifrano i server colpiti, rendendoli inutilizzabili fino al pagamento di un riscatto per avere la chiave di decifrazione”.

Il ransomware

è un software malevolo diffuso come allegato di posta elettronica, che cripta i file sul server del malcapitato e, senza una chiave di decifrazione, restano illeggibili e inutilizzabili. La chiave viene data dagli hacker dopo il pagamento di un riscatto. Per i privati il costo non è elevato, si aggira intorno le decine e le centinaia di euro. Per gli enti pubblici e le grandi aziende le cifre invece possono essere molto alte.

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