Arma dei Carabinieri, inau­gu­ra­zio­ne Anno Ac­ca­de­mi­co

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Mafia e Stragi: il convegno presso la Scuola Militare
Mafia e Stragi: il convegno presso la Scuola Militare "Nunziatella" di Napoli

“Nei Secoli Fedele” e “Usi Obbedir Tacendo” sono due motti che caratterizzano e sono nell’anima di ogni Carabiniere.

E’ con questo spirito che nella mattinata del 13 febbraio, pres­so l’Au­la Ma­gna del­la Scuo­la Uf­fi­cia­li Ca­ra­bi­nie­ri di Roma, il Sot­to­se­gre­ta­rio di Sta­to alla Di­fe­sa, Sen. Isa­bel­la Rau­ti, ha di­chia­ra­to aper­to l’An­no Ac­ca­de­mi­co 2023 – 2024, alla pre­sen­za di di­ver­se per­so­na­li­tà isti­tu­zio­na­li, par­la­men­ta­ri, di go­ver­no e di­plo­ma­ti­che, non­ché espo­nen­ti del­le ma­gi­stra­tu­re, del­le For­ze Ar­ma­te e del­le For­ze di Po­li­zia.

L’evento è stato introdotto dal Co­man­dan­te del­la Scuo­la, Ge­ne­ra­le di Di­vi­sio­ne Clau­dio Do­mi­zi, che ha illustrato le prin­ci­pa­li at­ti­vi­tà di­dat­ti­che svol­te dal­la Scuola.

Il Co­man­dan­te Ge­ne­ra­le del­l’Ar­ma dei Ca­ra­bi­nie­ri, Gen. C.A. Teo Luzi, nel suo discorso, rivolto  agli Allievi Ufficiali, de­sti­na­ti a ri­co­pri­re in fu­tu­ro l’im­por­tan­te ruo­lo di Co­man­dan­ti.

Ha sottolineato il con­cet­to di re­spon­sa­bi­li­tà, de­ri­van­te dal­la stes­sa ap­par­te­nen­za ad un’I­sti­tu­zio­ne for­te­men­te ra­di­ca­ta nel­l’im­ma­gi­na­rio de­gli ita­lia­ni che, at­tra­ver­so la Sto­ria d’I­ta­lia, è sem­pre ri­ma­sta an­co­ra­ta alla Pa­tria e agli ita­lia­ni gua­da­gnan­do­si il mot­to “nei se­co­li fe­de­le”.

Inoltre, ha con­ti­nua­to par­lan­do del­le in­nu­me­re­vo­li e pre­zio­se at­ti­vi­tà esple­ta­te dal­l’Ar­ma oggi, come il con­tra­sto alla cri­mi­na­li­tà or­ga­niz­za­ta.

Bisogna dire che l’Arma ha sviluppato un’elevata competenza nelle materie riguardanti il la­vo­ro, sa­lu­te, pa­tri­mo­nio cul­tu­ra­le, agroa­li­men­ta­re e am­bien­ta­le, mon­do cy­ber e tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca.

In con­clu­sio­ne, il Comandante Generale ha ribadito il concetto del co­man­do da in­ten­de­re come azio­ne e non po­si­zio­ne, esor­tan­do­li ad es­se­re en­tu­sia­sti ed au­to­re­vo­li nel­l’e­ser­ci­zio del­le pro­prie fun­zio­ni sen­za pre­ten­de­re cre­di­to per le stel­let­te sul­le spal­li­ne ed in­vi­tan­do­li ad ispi­rar­si agli esem­pi di eroi­smo e quo­ti­dia­na ab­ne­ga­zio­ne che han­no fat­to del­l’Ar­ma un’I­sti­tu­zio­ne au­ten­ti­ca.

Ha pre­so dun­que la pa­ro­la il Sot­to­se­gre­ta­rio di Sta­to alla Di­fe­sa, Se­na­tri­ce Isa­bel­la Rau­ti, la qua­le dopo aver por­ta­to il sa­lu­to del Mi­ni­stro del­la Di­fe­sa ha sot­to­li­nea­to “l’ec­cel­len­za del­la Scuo­la Uf­fi­cia­li come luo­go di alta for­ma­zio­ne e di tra­smis­sio­ne di espe­rien­ze, mo­ti­va­zio­ni e pas­sio­ni, un si­ste­ma di va­lo­ri che ca­rat­te­riz­za l’Ar­ma dei Ca­ra­bi­nie­ri da ol­tre due se­co­li”.

Inol­tre, nel con­clu­de­re ha let­to un mes­sag­gio del Mi­ni­stro del­la Di­fe­sa On. Gui­do Cro­set­to: “Voi ave­te la re­spon­sa­bi­li­tà di por­ta­re avan­ti una sto­ria, voi cam­mi­na­te sul­le spal­le di gi­gan­ti, da Sal­vo D’Ac­qui­sto ai gio­va­nis­si­mi mar­ti­ri di Fie­so­le del 1944, e con que­sto spi­ri­to gio­va­ni Uf­fi­cia­li vi au­gu­ro di con­ti­nua­re a cre­sce­re con la stes­sa de­ter­mi­na­zio­ne con­sa­pe­vo­li del­l’im­por­tan­za dei vo­stri sfor­zi e del con­tri­bu­to che sa­re­te chia­ma­ti a for­ni­re al no­stro Pae­se, per­ché voi sie­te una par­te del­l’I­ta­lia. Sen­za i suoi Ca­ra­bi­nie­ri l’I­ta­lia sa­reb­be un po­sto meno si­cu­ro, più vuo­to, meno or­go­glio­sa­men­te bel­lo!”.

La storia della Scuola Ufficiali Carabinieri è molto articolata.

Il 10 novembre 1976, con l’aumento dei corsi e del numero degli Ufficiali, l’Istituto fu trasferito nell’attuale caserma di via Aurelia, intitolata al Maggiore dei Carabinieri Ugo De Carolis, Medaglia d’Oro al Valor Militare (alla memoria) e Martire delle Fosse Ardeatine.
La Scuola è dotata di un’Aula Magna, un’Aula Seminari, una Biblioteca, un’area intranet che consente a tutti i frequentatori di collegarsi in rete, un laboratorio linguistico, due aule multimediali, strutture sportive al chiuso ed all’aperto, un poligono di tiro a cielo chiuso.
Con Decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 1998, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 142 del 20 giugno 1998, alla Scuola è stata concessa la Bandiera d’Istituto militare.
L’emblema della Scuola Ufficiali Carabinieri massimo istituto di formazione dell’Arma dei Carabinieri è il profilo di Minerva, dea della Sapienza.
Nel 2001 è stato inaugurato un padiglione dei “Carabinieri Pionieri dell’Aria”, al cui interno si trova un biplano Spad VII del Tenente dei Carabinieri Reali Ernesto Cabruna, importante figura di aviatore nei primordi di quella che sarebbe stata la terza Forza Armata.

Il reclutamento degli Ufficiali dell’Arma, in origine, prevedeva solamente il transito, a domanda, dei Tenenti provenienti dalle Armi di Fanteria e Cavalleria. La “Determinazione Sovrana” del 9 novembre 1816 istituì una nuova forma di reclutamento, che consentiva ai marescialli d’alloggio dei Carabinieri, particolarmente qualificati, di accedere al grado di Sottotenente.
Nel 1884 venne istituita la “Scuola per marescialli d’alloggio aspiranti al grado di sottotenente”, primo Istituto per la formazione specifica dei futuri Ufficiali dell’Arma, con lo scopo di: “Allargare le cognizioni letterarie e scientifiche degli aspiranti Ufficiali e dar loro mezzo di perfezionare l’istruzione militare e di impratichirsi nell’equitazione”.
Il 10 ottobre 1885, la “Scuola per aspiranti al grado di Sottotenente”, insieme con la Legione Allievi Carabinieri, fu trasferita a Roma, situandola in una parte della caserma De Tommaso sino al 1906, anno in cui venne istituita la “Scuola Allievi Ufficiali dei Carabinieri per l’abilitazione alla nomina a Sottotenente dei marescialli e brigadieri dell’Arma”.
Lo stesso anno vennero modificate le norme di avanzamento degli Ufficiali prevedendo che “(…) nell’Arma dei Carabinieri Reali i posti vacanti nel grado di Tenente sono occupati, per due terzi dai Sottotenenti dell’Arma e, per un terzo, dai Tenenti tratti dalle Armi di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria e Genio”.
Così, con lo scorporo dalla Legione Allievi Carabinieri di Roma, fu istituita la “Scuola allievi Ufficiali Carabinieri Reali”, che assunse un’autonoma fisionomia, trasferendone la sede – sempre in Roma – in Piazza Risorgimento, in un edificio che oggi ospita il Museo Storico dell’Arma.
Il “Regio Decreto” del 20 febbraio 1921 n. 228 ampliò la base di reclutamento degli Ufficiali, prevedendo che tutti i sottufficiali dell’Arma avessero la possibilità di concorrere per l’ammissione alla Scuola, purché in possesso di determinati requisiti.
Dall’anno scolastico 1924-25, l’ultimo svolto presso la Scuola Allievi Ufficiali, l’accesso ai corsi fu limitato solamente ai sottufficiali in possesso di licenza liceale, di istituto tecnico o equipollente, oltre agli altri requisiti prescritti: successivamente veniva aperta l’Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena anche ai sottufficiali dell’Arma, rendendo così inutile il mantenimento di un autonomo istituto di formazione per gli Ufficiali, la cui istruzione sarebbe stata d’ora in poi condotta presso la “Scuola Centrale Carabinieri Reali” di Firenze, nel prestigioso complesso di Santa Maria Novella attualmente sede della Scuola Marescialli e Brigadieri.
Il primo dopoguerra fu caratterizzato da una copiosa produzione legislativa che incluse anche alcuni interventi rivolti all’Arma dei Carabinieri, con particolare riguardo al reclutamento degli Ufficiali.
Il “Regio Decreto” del 16 maggio 1926, n. 855, oltre a sancire la soppressione della Scuola Allievi Ufficiali Carabinieri Reali, stabiliva che i Tenenti in servizio permanente di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria e Genio, con almeno due anni di permanenza nel grado e non provenienti dai sottufficiali, sarebbero stati immessi nell’Arma, una volta ottenuta l’idoneità, al termine di un apposito corso Tecnico Professionale di abilitazione.
Un successivo intervento legislativo modificava la denominazione dell’Istituto da “Scuola Allievi Sottufficiali Carabinieri Reali” in “Scuola Centrale Carabinieri Reali”.
Nel 1938 venne effettuato un ulteriore intervento legislativo in materia di reclutamento degli Ufficiali del Regio Esercito, che prevedeva per l’Arma dei Carabinieri Reali che i Sottotenenti in servizio permanente provenissero da:
allievi dell’Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena provenienti dalle scuole militari e dagli istituti di istruzione secondaria;

sottufficiali in servizio nell’Arma in possesso del diploma d’istruzione secondaria, con almeno due anni di servizio da sottufficiale, ammessi nell’Accademia in seguito a concorso per esami; marescialli maggiori in servizio nell’Arma, di provata esperienza.

Per le prime due forme di reclutamento era prevista anche la frequenza di un corso di applicazione della durata stabilita da un apposito regolamento per gli Ufficiali provenienti dall’Accademia Militare.
L’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale comportò altri interventi legislativi sul reclutamento degli Ufficiali.
Le vicende del 1943 ebbero gravi ripercussioni anche sulla Scuola Centrale Carabinieri Reali che, trovandosi nella città di Firenze, fu inglobata nella Guardia Nazionale Repubblicana, corpo armato sostituitosi integralmente all’Arma dei Carabinieri Reali nel territorio sottoposto al controllo della Repubblica Sociale Italiana, trasformandosi in Scuola Centrale della G.N.R..
In questo modo, la Scuola visse le vicende delle Forze Armate del Governo di Salò, trasferendosi da Firenze a Lodi, sino alla liberazione dell’Italia.
Sebbene la Scuola Centrale avesse cessato di esistere, l’Arma dei Carabinieri non poteva rinunciare ad una sia pur ridotta attività di formazione, ricorrendo alle naturali capacità d’istruzione proprie dei Comandanti, da sempre disciplinate nel Regolamento Generale.
Con la liberazione dell’Italia fu possibile procedere alla riorganizzazione dell’Arma su base nazionale e, conseguentemente, anche dei reparti d’istruzione: solo nel 1949 ripresero i corsi per Ufficiali presso la Scuola, ospitando il corso di applicazione per Sottotenenti in s.p.e. provenienti dall’Accademia Militare di Modena, peraltro con un solo frequentatore.
Dal 1952 cessò di esistere la Scuola Centrale Carabinieri, per ritornare ad essere Scuola Sottufficiali Carabinieri.
Nel 1951, con la riorganizzazione dell’Arma all’indomani del secondo conflitto mondiale, venne sentita nuovamente la necessità di modellare la formazione degli Ufficiali dei Carabinieri in una nuova struttura individuata in Roma, nel complesso vanvitelliano di via Garibaldi, attualmente sede del Comando Interregionale “Podgora”, ove ripresero i corsi regolari il 1° novembre 1952.
Nel 1975, venne ripristinata la denominazione di Scuola Ufficiali Carabinieri.

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