Stop Border Violence: nuovo appello contro la violenza alle frontiere

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Nel mese di luglio 2023 l’associazione Stop Border Violence ha lanciato una petizione in tutta Europa per la raccolta delle firme dell’ICE per una legge europea che ponga fine alle violenze e alle torture praticate dentro e fuori le frontiere europee. L’ICE (Iniziativa Cittadini Europei) è una forma di promozione di una legge, o di una istanza, che parte dal basso tramite raccolta firme. L’obiettivo era quello di raccogliere un milione di firme necessarie per rendere valida la proposta. Viene spiegato dal comitato promotore che «Per essere esaminata a livello legislativo la richiesta deve raccogliere in 12 mesi in totale un milione di firme in almeno sette stati europei; per ognuno di questi stati è fissato una quota minima (per l’Italia sono 60.000). Il raggiungimento di quest’obiettivo obbliga la Commissione Europea a provvedere sulle richieste contenute nell’iniziativa»

Ci eravamo già occupati dell’appello per aderire all’iniziativa. Ora SBV lancia un nuovo appello per mantenere viva l’attenzione.

lo inseriamo integralmente come ci è giunto in Redazione.

«Siamo attivisti di Stop Border Violence, un’Associazione costituitasi a gennaio dello scorso anno, per promuovere una ICE (iniziativa dei cittadini europei) denominata Art. 4: Stop Tortura e trattamenti disumani alle frontiere d’Europa.

Chiediamo alla Commissione Europea che i diritti umani sanciti nella Carta costitutiva dell’Unione stessa, vengano garantiti nei confronti di tutti ed in particolare, delle persone più fragili, in fuga da conflitti, gravi discriminazioni, cambiamenti climatici, ovvero i migranti.

La Fortezza Europa non è più solo un modo di dire ma una drammatica realtà in cui, a fronte della celebrazione annuale della giornata mondiale per i diritti umani (il 10 dicembre) assistiamo a sempre più frequenti e sistematiche violazioni dei diritti umani soppiantati da cinismo, ostilità, indifferenza e violenza.

Pensiamo alla strage di Cutro ed a quelle che si consumano quotidianamente lontano dai riflettori e dalla stampa. Via mare ma non solo. Come ormai sappiamo, un viaggio può durare diversi anni per quei giovani che tentano più volte di attraversare i Balcani.

Lo chiamano il “GAME” – il gioco – quasi a voler esorcizzare la paura di non farcela, di essere respinti per l’ennesima volta, picchiati, aggrediti dai cani dei poliziotti o di morire per il gelo nei boschi.

Non è questa l’Europa immaginata, voluta dai padri fondatori.

Non è l’Europa dell’Erasmus e della libertà di movimento in cui abbiamo lasciato credessero i nostri figli.

Non è l’Europa che abbiamo creduto d’aver costruito nei decenni scorsi dando per acquisiti, una volta per tutte, i diritti su cui si fonda.

Occorre che ciascuno senta su di sé la responsabilità del futuro a cui va incontro. Per tale ragione la nostra Associazione sta conducendo una campagna di raccolta firme che si concluderà a luglio prossimo (2024).

Solo al raggiungimento di almeno 1milione di firme, in 7 Paesi dell’UE, la Commissione Europea investirà il Parlamento per legiferare sulla garanzia ed il pieno rispetto della Carta dei diritti umani fondamentali, non solo attraverso la repressione ma anche con la prevenzione di atti di tortura e trattamenti inumani e degradanti nei confronti di tutti gli individui.

Chiediamo di proteggere le persone garantendo loro condizioni di vita dignitose e rispettose delle tragedie di cui sono vittime.

L’ICE rappresenta un prezioso strumento istituzionale che promuove la politica dal basso e responsabilizza i cittadini ma che per essere efficace, occorre venga conosciuto e diffuso.

Non si tratta evidentemente di aggiungere qualche firma in più, ma di condividere con noi il sogno di una PACE che non può realizzarsi senza GIUSTIZIA.

Non si può prescindere dal rispetto delle norme che ci siamo dati all’indomani del periodo più buio della storia (le 2 guerre mondiali), tutt’altro che scongiurato dal riconfigurarsi così come la, spesso evocata da Papa Francesco, “terza guerra mondiale a pezzi” ci ammonisce.

Alla luce delle motivazioni sopra esposte che siamo certi condividiate, vi chiediamo di inserire nell’impaginazione del vostro giornale, il nostro logo (qui il link https://drive.google.com/file/d/1zhTCqxo-BF-RA8Tk4kaSE2oWxEX0nA4B/view?usp=sharing ) per mantenere viva l’attenzione dei lettori sulla campagna ad appena sei mesi dalla sua chiusura.

È  fondamentale che tale iniziativa venga sostenuta sottoscrivendola, qui il link per firmare: https://eci.ec.europa.eu/032/public/#/screen/home

Aggiungiamo infine il link ad un video autoprodotto che in modo semplice, efficace e diretto spiega l’ICE: https://www.facebook.com/share/v/WTnt1fxE8fgUmGmg/?mibextid=KsPBc6

Gli attivisti di Stop Border Violence

L’elenco delle organizzazioni che hanno già aderito è pubblicato sul sito web di Stop Border Violence www.stopborderviolence.org»

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