Reddito di cittadinanza sospeso, proteste in tutto il Paese

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Reddito di Cittadinanza

Venerdì 28 luglio 2023 quasi 170 mila beneficiari del reddito di cittadinanza sono venuti a conoscenza della sua sospensione in tutto il Paese. Immediate le proteste dinanzi alle sedi dell’INPS.

Il reddito di cittadinanza

La storia del reddito di cittadinanza ha inizio con il decreto-legge 28 gennaio 2019, nº4. Il “sussidio” venne introdotto dal Governo Conte I, dopo essere stato a lungo uno dei punti centrali del programma del Movimento 5 Stelle.
Il RDC non è stato tuttavia un vero e proprio sussidio, quanto più un ammortizzatore sociale, in quanto prevedeva il reinserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro, grazie all’ausilio dei “Navigator“.

In questi quattro anni il Reddito di cittadinanza è stato più volte al centro di accesi dibattiti tra le varie forze politiche. Tra chi elogiava la riduzione della povertà e la lotta alle disuguaglianze e chi invece criticava l’eccessivo costo per le casse statali, l’effetto disincentivante sul lavoro e soprattutto il proliferare di abusi e frodi perpetrati da chi non aveva diritto a beneficiare del reddito.

Con la sua sospensione i cittadini hanno cominciato le proteste. Stamattina a Napoli, dinanzi alla sede dell’INPS a Via De Gasperi si è tenuto un presidio per protestare contro l’improvvisa sospensione.
In provincia di Palermo un sessantenne disoccupato ha fatto irruzione nell’ufficio del sindaco, si è cosparso di benzina e ha minacciato di darsi fuoco.
Gli enti locali temono che il Governo scarichi su di loro un carico di richieste da assolvere in pochissime settimane. A Milano, l’assessore al Welfare, Lamberto Bertolè in una intervista a Radio Popolare ha dichiarato “c’è stato un modo un po’ propagandistico di tagliare le risorse e di scaricare la responsabilità di questo taglio ai Comuni”.

Il confronto tra la maggioranza e l’opposizione

Luigi Nave (M5S)

Il Movimento 5 stelle è stato negli anni il principale, se non a volte l’unico, sostenitore del RDC. È stato chiesto all’Onorevole Luigi Nave di descrivere i risultati positivi del Reddito e soprattutto quali misure il M5S ha intenzione di proporre, data la sua abolizione.

Onorevole, il Reddito di cittadinanza è stato introdotto ufficialmente nel 2019 dal Governo Conte I. In questo lasso di tempo ha raggiunto i risultati sperati o, come alcuni attualmente sostengono, non ha funzionato adeguatamente?
E secondo lei, quali sono stati i risultati positivi e le criticità del reddito di cittadinanza durante il periodo in cui è stato in vigore?

Il Reddito di cittadinanza ha avuto il grande pregio di essere un mitigatore sociale, soprattutto in momenti particolari come quelli appena vissuti.

Era una misura che andava sì modulata, ma assolutamente non cancellata. Andava quindi implementata quella parte relativa alle misure attive che i centri per l’impiego, di competenza regionale, dovevano mettere in atto, ma che non hanno fatto solo per boicottare la misura istituita dal Movimento 5 Stelle.

Ed è stato proprio il mancato funzionamento dei centri per l’impiego che ha contribuito al caos creato con l’SMS che il governo ha deciso di mandare a 169 mila nuclei familiari, lasciandoli senza sostengo economico e senza speranza. Oggi l’Italia è l’unico paese a non avere una misura universale di contrasto alla povertà. Gran bel primato!

Molti sostengono che l’abolizione del reddito di cittadinanza potrebbe aumentare il rischio di povertà e disuguaglianza sociale. Quali contromisure il Movimento 5 Stelle propone per mitigare questo rischio?

Nemmeno 24 ore dal messaggio SMS e sono già evidenti le disuguaglianze sui territori, viste le continue chiamate ai servizi sociali e la preoccupazione di deriva sociale che ne può scaturire. Se a questo aggiungiamo la denuncia da parte degli esercenti, che prevedono un mancato introito di circa un miliardo di euro il cerchio si chiude.

Le contromisure del Movimento sono quelle previste nel Reddito di cittadinanza:

  • coordinamento di tutti i centri per l’impiego per avere la mappatura delle offerte di lavoro
  • corsi di aggiornamento per gli occupabili
  • la possibilità, per gli imprenditori di avere come sgravio per l’assunzione del percettore la parte restante del Reddito.
Quali sono le lezioni apprese dal periodo in cui il Reddito era attivo? Come si intende applicare queste lezioni per sviluppare politiche sociali più efficaci e sostenibili?

Come lezione va appunto evidenziata la parte dei centri per l’impiego che non hanno assolutamente funzionato a dovere.
Adesso è compito di questo governo, che gestisce quindici regioni, riuscire a far funzionare i centri per l’impiego che hanno tanto osteggiato i governi precedenti.

Parlando dell’attuale governo, la decisione di bloccare il Reddito è giunta proprio dalla maggioranza di centrodestra, che ha però istituito in sua sostituzione due sussidi: l’assegno di inclusione e il supporto alla formazione e al lavoro, introdotti con il decreto-legge 4 maggio 2023, n° 48. Allo stesso modo, quindi, è stato intervistato l’Onorevole Gianluca Cantalamessa (Lega).

Gianluca Cantalamessa (Lega)
Onorevole Cantalamessa, la sospensione del reddito di cittadinanza è stata una delle principali decisioni prese dalla Lega e dal centrodestra. Quali sono state le motivazioni che hanno portato alla sospensione di questa misura?

Tutelare chi non può lavorare o chi non trova lavoro resta una priorità anche per il governo di centrodestra, ma ci sono troppi casi di persone che hanno rifiutato dei lavori creando situazioni di stallo.

Basti pensare ai 20000 addetti del settore turistico mancanti nella sola Campania l’anno scorso, che hanno portato gli operatori del settore a non poter riaprire le attività dopo due anni di crisi per mancanza di personale.

Quindi, bisogna assicurare le giuste tutele a chi non può lavorare ma al tempo stesso è necessario invogliare chiunque ne abbia la possibilità a trovare un lavoro.

Durante il periodo in cui il reddito di cittadinanza era in vigore, la Lega ha avuto l’opportunità di valutarne l’efficacia. Nonostante la decisione di sospenderlo, il Reddito è stato effettivamente d’aiuto agli italiani e alla lotta contro la povertà?

Il Reddito è sicuramente servito a dare una mano a chi non poteva lavorare o a chi non riusciva a trovare lavoro. C’è stata tuttavia un’applicazione sbagliata per chi poteva effettivamente lavorare ma ha rifiutato i posti lavoro offerti, come detto da Confindustria, che in un’audizione al Senato ha parlato di 540000 figure che mancano nelle aziende.

Quindi, la sospensione del Reddito è, a mio parere, il modo migliore per incrementare la lotta alla povertà. Io non credo che i tanti ragazzi che possono effettivamente lavorare vogliano vivere di elemosina!

Con la sospensione del reddito di cittadinanza, come la coalizione di centrodestra intende affrontare le esigenze delle famiglie e dei cittadini in difficoltà economica che dipendevano da questo sostegno?

L’assegno di inclusione previsto è di €500,00 + €280,00 al mese per il fitto di casa. L’importo può aumentare per i nuclei familiari in cui sono presenti minori, disabili o over 65. Quindi, le misure per chi ha difficoltà nel trovare lavoro credo che siano state adottate.

L’abolizione del reddito di cittadinanza è stata oggetto di dibattito e ha suscitato opinioni diverse. Come la Lega valuta le critiche mosse a questa decisione e quali risposte si intendono fornire agli elettori e alle forze politiche che erano favorevoli a questa misura?

Le prime misure di sostegno a chi aveva difficoltà a trovare lavoro sono proprio frutto della volontà politica della Lega, come il reddito di inclusione in regioni quali la Lombardia.
Quindi, pensare a chi è in difficoltà è il primo dovere di chi governa una regione o il Paese.

Allo stesso tempo la classe politica ha il dovere di invogliare chiunque possa lavorare a farlo, perché trovo un’enorme mancanza di rispetto il fatto che chi lavori debba pagare il Reddito a chi può tranquillamente lavorare.

Per concludere, giustissimo e sacrosanto garantire tutele per chi effettivamente non può o non riesce a lavorare, ma tutti gli altri devono farlo, e il fatto che, su 900000 nuclei familiari siano solo 170000 ad aver perso il Reddito, credo sia la prova che gran parte delle persone in difficoltà continueranno ad essere tutelate dallo Stato.

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