Napoli: continua il problema delle periferie abbandonate

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Napoli immondizia

A Napoli il problema delle periferie abbandonate si sente molto. I cittadini si organizzano per gestire le emergenze, una scelta che sa quasi di autogoverno.

di Umberto Pini

Napoli, periferie abbandonate che meritano maggiore qualità urbana, diritti, opportunità educative e occupazionali e una concreta partecipazione sociale e politica. Questa la rivendicazione che arriva da lontano che potrebbe offrire la reinvenzione non solo della periferia ma della città tutta.

In effetti, questa è l’atavica condizione delle periferie: i cittadini sono obbligati a reagire in termini di relazioni, percorsi, occupazioni dello spazio, sopperendo alla mancanza delle amministrazioni modificando e adattando i propri comportamenti alla realtà urbana della periferia.

Napoli: continua il problema delle periferie abbandonate

Spesso si assiste a fenomeni di mobilitazione da parte di cittadini che si adoperano, in parte, a riqualificare gli spazi pubblici: una condizione che genera forme di autogoverno dettata dall’esigenza e dal desiderio di realizzare i propri diritti di cittadini e a soddisfare le proprie esigenze.

A Napoli, in particolare, l’emergenza delle discariche abusive a cielo aperto non si è mai risolta totalmente. Su alcuni imbocchi di superstrade ancora insistono situazioni di disagio con rifiuti che, spesso, strabordano dai lati della strada dove vengono accumulati ed invadono la carreggiata bloccando la viabilità.

Oggi, questo non basta più. Le persone si sono abituate a vivere nella precarietà condizione che produce una sostanziale provvisorietà che accentua il carattere di periferia. Da questa condizione si potrebbe partire, per dare vita a nuovi concetti di abitare, di vita, tesi a mettere in atto delle pratiche che migliorino in maniera sensibile la qualità dell’ambiente e dei rapporti sociali soprattutto al benessere socio-economico dei residenti.

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