Le elezioni di MidTerm vengono riconosciute come un momento molto importante, quasi sempre un segnale che l’elettorato americano lancia nei confronti dell’amministrazione vigente. La Casa bianca però non trema, e questo per una serie di motivi giuridici come dimostrato anche dalle sentenze della Corte Suprema.
Le elezioni di MidTerm a cosa servono davvero?
A volerci bene, dovremmo ammettere nitidamente che in Italia, e men che meno in Europa, la politica statunitense viene diffusa tramite i media ed il nostro sistema d’istruzione come qualcosa che non è mai stato. Lo stesso concetto varrebbe per i cosiddetti “diritti universali” che ci siamo dati da soli pretendendo che tutti li accettassero in quanto giusti. Il fatto che restino una notevole invenzione (imposta dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale) non li rende nei fatti omnicomprensivi e sempre validi.
Premesso ciò, dobbiamo andare a capire a che cosa servano le elezioni di medio termine (si perdoni il volgare) che non sono esattamente ciò che sembrano alle nostre latitudini. Questa tipologia di rinnovo del Congresso dovrebbe avere sulla carta un’importanza decisiva. Il Congresso è infatti l’organo più importante negli Stati Uniti, molto al di sopra del Presidente stesso. Ad ora le elezioni di Midterm hanno valore esclusivamente politico ed elettorale, quasi mai decisivo se non per le sorti personali del Presidente degli Stati Uniti. Nello specifico Donald Trump difficilmente potrebbe salvarsi dal subire un impeachment vista la sua indole “sui generis”. Anche questo però, se si scinde il destino personale post presidenziale da quello della carica, ha ben poco peso o almeno ad ora non ci sono stati precedenti (ed il precedente in una giurisdizione anglosassone è quasi padrone).
Dunque per quale motivo le elezioni di Midterm contano così poco se vanno ad eleggere l’organo collegiale fondamentale della potenza egemone globale? Semplicemente perché negli Stati Uniti, come viene evidenziato ormai da anni, la deriva della decretazione d’urgenza che scavalca l’organo collegiale è divenuta ormai una prassi. Nulla di diverso da ciò che avviene in Italia ad esempio o in altri Paesi euopei.
L’esempio più lampante è l’imposizione dei dazi che lo scorso febbraio la Corte Suprema ha annullato in blocco. Il motivo? Il Presidente degli Stati Uniti non ha il potere di imporli, perché solo il Congresso svolge può decidere sulla politica economica degli Stati Uniti, così come sempre al Congresso spetta la dichiarazione di guerra (giusto per dare un ulteriore riferimento). Se questo è vero, lo è anche il fatto che i dazi sono però stati applicati per quasi un anno prima che la corte suprema si esprimesse, e nel frattempo hanno prodotto effetti devastanti in patria (con conseguente condanna allo stato Federale di risarcire le aziende importatrici).
Dunque alla domanda: che cosa cambia domani visto che l’onda blu ha travolto i rossi repubblicani? La risposta è quasi nulla, se non qualche piccolo intralcio a Trump ed anche un avvertimento politico: altro che terzo mandato.
