L’intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud” mobilita oltre mille persone in Parlamento per la tutela e il rilancio delle aree interne
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Circa 1.000 partecipanti, 2.100 iscritti (che non hanno potuto raggiungere Roma per i blocchi stradali), 6 sale impegnate contemporaneamente tra Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, decine di parlamentari, 1 ministro estero, 16 tra Ambasciatori e Consoli, 1 cardinale, 20 alti esponenti delle forze dell’ordine, 60 sindaci, 3 rettori, 40 docenti e accademici, 60 imprenditori, centinaia di rappresentanti del mondo culturale, associazionistico, religioso, professionale e della società civile, 2 emittenti estere collegate, questi i numeri del ciclo di incontri tematici, organizzato ieri a Roma, tra le sale conferenza di Camera e Senato, dall’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili, Isole minori”, presieduto dall’On.le Alessandro Caramiello.

Nonostante i blocchi degli autotrasportatori e degli agricoltori, circa 1000 alte personalità hanno raggiunto (ieri pomeriggio 22 ottobre) le sedi di Camera e Senato per partecipare al ciclo di eventi (tra seminari, tavole rotonde e premiazioni), organizzati dal vivace organismo parlamentare bipartisan che, sin dall’inizio di questa legislatura, ha destato molto interesse nel mondo politico e nella società civile per la sua capacità di rompere gli schemi, consentendo una partecipazione attiva e propositiva dei cittadini, attraverso l’interlocuzione diretta con le massime istituzioni nazionali. L’Intergruppo, frutto di un’idea del deputato porticese, Alessandro Caramiello, innovando il modo di fare politica, oggi è diventato un formidabile laboratorio progettuale che accompagna il legislatore nelle scelte che riguardano, in particolar modo, le parti più fragili del Paese, come il Mezzogiorno, le aree interne e le isole minori, attraversate da gravi fenomeni di spopolamento e desertificazione socio-economica.

L’evento clou della giornata si è tenuto nell’Aula dei gruppi della Camera dei Deputati, alla presenza di 400 persone, rappresentanti della politica, dell’economia, dell’imprenditoria e delle istituzioni locali.
Focus dell’iniziativa: le “Aree interne”, per le quali l’Intergruppo si appresta a depositare un’apposita proposta di legge per la loro tutela e valorizzazione.


Ad aprire i lavori, moderati magistralmente dal giornalista Luca Antonio Pepe, anima tecnica ed organizzativa dell’Intergruppo, il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI (collegato da remoto) e il Vice-Presidente della Camera dei Deputati, l’On.le Sergio Costa che, dopo aver ricordato il grave stato di sofferenza, dal punto di vista economico-sociale, in cui versano le aree interne italiane, ha lasciato la parola al Presidente dell’Intergruppo “Sviluppo Sud”, On.le Alessandro Caramiello, che ha ricordato la genesi di questo organismo parlamentare, al quale aderiscono 50 parlamentari degli opposti schieramenti, e la sua assoluta originalità, sia per la missione che svolge, che per la circostanza di essere affiancato da una struttura tecnica, presieduta dall’economista Giovanni Barretta, composta da circa 300 esperti, tra economisti, giuristi, accademici, rappresentanti delle categorie imprenditoriali, che partecipano, a titolo volontaristico, all’attività di iniziativa legislativa promossa dalla sua componente politica.
L’intervento del Presidente della CEI, Cardinale Matteo Zuppi, ha stimolato l’acuto moderatore dell’incontro, Luca Antonio Pepe, a ricordare alla folta platea degli ospiti in sala quanto fatto dai Vescovi italiani per la difesa delle aree interne, anche contrapponendosi al Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne, che, appena varato nel marzo del 2025, prevedeva tra i suoi principali obiettivi (“obiettivo 4”), l’accompagnamento (da parte del Governo) ad una fine “dignitosa” (così letteralmente scritto nel testo originario) di quei piccoli comuni delle aree interne, interessati da più gravi processi di spopolamento, considerati quindi come inesorabili. Una rinunzia – dunque – ad ogni politica di contrasto al fenomeno della crisi demografica e sociale in atto in questi ambiti più fragili del nostro Paese, al pari di quella che poi è stata definita dagli stessi Vescovi come una vera e propria forma di “eutanasia“.
Ebbene, rispetto a quella previsione funesta, ha ricordato Luca Antonio Pepe, si registrò la ferma presa di posizione dei Vescovi italiani (oltre 150 in numero) che, nel Forum delle Aree interne, riunito il 26 agosto 2025 a Benevento, lanciando un grido di dolore, scrissero un manifesto di condanna e, al contempo, di proposta (dal titolo emblematico: “Uno sguardo diverso“) , affidandolo all’Intergruppo parlamentare e consegnato dallo stesso Cardinale Matteo Zuppi direttamente nelle mani del Presidente del Tavolo tecnico (Giovanni Barretta), riconoscendo evidentemente questo organismo come suo principale interlocutore sul tema, affinché fosse trasmesso al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato e al Presidente del Consiglio. Sta di fatto che il 31 agosto 2025 (a distanza di soli 5 giorni dal Forum di Benevento) il Ministro per il Sud e il PNRR, Tommaso Foti, annunciò di aver stralciato dal Piano Strategico Nazionale delle aree interne il contestato “obiettivo 4”.
La proposta di legge per la rigenerazione del Mezzogiorno, delle aree interne e delle isole minori
E’ stato proprio il Presidente del Tavolo tecnico, Giovanni Barretta, ad essere chiamato al podio per illustrare gli obiettivi e le linee guida della proposta di legge, dal titolo “Piano speciale per la rigenerazione del Sud, delle Zone rurali, delle Aree interne e di Montagna e delle Isole Minori”. Una questione affatto marginale se si considera che le aree interne, che corrono da Nord a Sud del Paese, rappresentano il 60% della superficie territoriale italiana, con il 50% dei Comuni (c.a. 4.000 degli ottomila comuni italiani), in cui vivono circa 13,5 milioni di abitanti, il 22% della popolazione. Si tratte di territori fragili, colpiti da un gravissimo fenomeno di spopolamento, che riguarda soprattutto i giovani, che appare come inesorabile ma che occorre assolutamente arginare.
Secondo l’ultima elaborazione del Sole24Ore del 22 giugno scorso, sulla base dei dati ISTAT, dal 2019 ad oggi (2026), ricorda Giovanni Barretta, la popolazione tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali si è ridotta del 7,6%, mentre nel Nord Italia è cresciuta del 4,8%. Si tratta di un fenomeno sempre più grave che accentua i divari territoriali già esistenti, che si traduce in un vero e proprio esodo dal Sud verso le aree economicamente più dinamiche del Paese: 313 mila under 35 negli ultimi 6 anni hanno abbandonato il Sud, di cui il 60% laureati. Sud Sardegna, Isernia, Oristano, Crotone e, in Campania, Benevento le più colpite. La beffa risulta doppia se si considera la circostanza che, a differenza del passato, il 60% di questi giovani sono laureati e, quindi, istruiti e formati con investimenti che vengono dai territori e dalle Università del Mezzogiorno, che vanno ad accrescere il pil di altri territori che nulla hanno fatto e speso finora per formarli. L’ultimo rapporto SVIMEZ osserva poi un altro fenomeno complementare a questo e di più recente origine: quello degli ultra 65enni che, una volta in pensione, lasciano anch’essi il Sud e le aree interne per raggiungere i figli. Le ragioni dell’esodo e, quindi, dell’incapacità per il Sud e i territori fragili nel trattenere i giovani ed essere attrattivi, corrono lungo due principali direttrici: il permanere di gravi carenze nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali; i bassi salari che, oltre ad essere una questione nazionale, ha un impatto maggiore nel Sud e nelle aree più interne.
La pdl dell’Intergruppo propone, innanzitutto, il superamento della cosiddetta clausola del 40% , con la modifica dell’art.7 bis, 2 co. della L.n.18/2017, prevedendo che la distribuzione degli stanziamenti in conto capitale alle Regioni, da parte dello Stato, avvenga, oltre che proporzionalmente alla popolazione di riferimento, in ragione inversamente proporzionale rispetto al pil pro capite e direttamente proporzionale al tasso di disoccupazione e alla superficie del territorio di riferimento.
Questa via, è vista come premessa indispensabile per riequilibrare la distribuzione delle risorse fra Nord e Sud del Paese e tra aree interne e fascia costiera, alla ricerca di una nuova convergenza, nel segno della coesione, fra Centro e Periferia. Per superare i fenomeni di progressivo e grave spopolamento delle aree interne e recuperare una maggiore loro attrattività per le persone e le imprese che qui risiedono e operano, la pdl prevede l’istituzione di una “Zona Franca” e di un regime di “Fiscalità di vantaggio“, anche a mezzo la creazione di un’apposita ZES – AIRM (Zona Economica Speciale delle Aree Interne, Rurali e di Montagna), in coerenza con le politiche di coesione di cui all’art.174 del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. La proposta prevede, inoltre, incentivi al ripopolamento e sostegno per le giovani coppie, al potenziamento della rete sanitaria e di telemedicina, del trasporto pubblico locale (anche in modalità on-demad) e norme speciali sull’autonomia scolastica per gli Istituti localizzati nelle aree fragili, non più ispirate agli stessi criteri di dimensionamento delle grandi città metropolitane, come oggi purtroppo avviene. Una particolare attenzione la proposta di legge dell’Intergruppo rivolge poi all’annosa questione del gap infrastrutturale, che ancora emargina ed esclude le aree interne dai principali circuiti economici del Paese, attraverso la realizzazione di nuovi assi stradali e ferroviari di penetrazione e il recupero delle linee ferroviarie dismesse. Quest’ultime, benché caratterizzate da costi non sempre in linea con i criteri di economicità ed efficienza di quelle e a più alto traffico, hanno comunque un’importante funzione di coesione territoriale e socio-economica, perché avvicinano le Periferie, le aree più lontane e fragili, al Centro, non escludendole dai circuiti economici regionali e nazionali. Rilevante, nella proposta di rigenerazione del Sud e delle aree interne, anche il superamento dell’attuale gap sul fronte delle infrastrutture digitali. Anzi, potrebbe essere proprio la tecnologia digitale a far uscire il Mezzogiorno e le aree rurali e interne dall’isolamento al quale da troppo tempo sono state relegate.
Il Presidente del Tavolo tecnico, nel suo accorato intervento, ha posto poi l’accento sulla questione energetica, atteso che queste aree, potenzialmente, possiedono grandi risorse naturali e fonti rinnovabili: l’acqua, il sole, il vento, le biomasse, che non possono – però – essere svendute, senza adeguate misure di compensazione. Infine, la pdl dell’Intergruppo prevede misure speciali per le aree rurali, di montagna e per le isole minori, indispensabili per superare, o quantomeno mitigare, le oramai insopportabili diseguaglianze territoriali che poi si riflettono sulla vita delle persone e sui loro destini.
Dopo l’intervento di Giovanni Barretta, è seguito quello del presidente onorario dell’Intergruppo, lo scrittore e giornalista Pino Aprile che ha rincarato la dose, lanciando ancora una volta un grido d’allarme sulle diseguaglianze territoriali che attanagliano ancora il Mezzogiorno e che, per com’è scritta, l’autonomia differenziata, ulteriormente, amplificherà.
La premiazione delle eccellenze
Al termine delle relazioni tecniche, si è avviata la seconda parte dei lavori, dedicata alla premiazione delle eccellenze meridionali e italiane.
E’ stato questo il momento di ospiti d’eccezione, del calibro del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, del Cardinal Matteo Zuppi, Presidente della CEI, dei Principi Elettra e Guglielmo Marconi e del giornalista Marco Travaglio, accanto ad illustri personalità della cultura, del mondo accademico e della ricerca scientifica, tra cui il Rettore dell’Università Telematica Pegaso, Pierpaolo Limone, il Presidente dell’Università eCampus, Marco Margarita, il Presidente del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC, Vito Tisci, il Presidente della Fondazione Artemisia e dell’UAP, Mariastella Giorlandino, per la profonda dedizione sociale e il costante impegno quotidiano a tutela della salute e a sostegno dei più deboli, e i presidenti, CEO e amministratori delegati di alcune tra le più grandi realtà imprenditoriali italiane, tra cui LEONARDO, MSC, AEROITALIA.
Pregevole l’intervento dal podio del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, che, come meridionalista e strenuo sostenitore del Sud, ha fatto riferimento anche alla vexata questione dell’autonomia differenziata, precisando che, potrebbe anche farsi, ma a condizione che le regioni più fragili, come quelle del Mezzogiorno, ottengano prima lo stesso livello di infrastrutture di quelle più ricche del Nord e lo stesso livello dei servizi pubblici essenziali (LEP e LEA) e, quindi, le stesse condizioni di partenza; viceversa, aggiungiamo noi, se ci fosse una competizione fra territori, con l’obiettivo di migliore la qualità della vita delle rispettive comunità, questa sarebbe evidentemente falsata. Il Procuratore Gratteri ha colto anche l’occasione per parlare di altri temi, come quello della separazione delle carriere dei magistrati e poi della sua attività presso la Procura di Napoli, sciorinando dati e statistiche su quanto finora fatto, riservandosi sempre il tempo nel suo Ufficio per ascoltare quelli che ha chiamato “gli ultimi”, una modalità, che gli offre la concreta percezione di quello che accade in questi strati sociali ai livelli più nascosti (anche minime questioni che – però – se non affrontate possono esasperarsi), e che – comunque – aiuta tante volte a prevenire la commissione di reati.
A seguire, l’intervento di Marco Travaglio che ha affrontato il tema dell’indipendenza dell’informazione, questione ancora irrisolta nel nostro Paese, come quella del conflitto di interesse, mai seriamente affrontata da nessun Parlamento e Governo.
A queste personalità, e ad alcune altre decine di esponenti, soprattutto in rappresentanza di imprese, associazioni, istituzioni locali, il Comitato scientifico dell’Intergruppo ha conferito il riconoscimento del Premio “Eccellenza 2026”.
Sono intervenuti anche Ambasciatori e Consoli di diversi Stati extraeuropei, dal Kirghizistan (l’Ambasciatore Ermek OMURALIEV), alla Somalia (l’Ambasciatore KhalidMaou ABDULKADIR), alla Repubblica del Congo (l’Ambasciatore Christelle OLLANDETTE) , in segno di concreto riconoscimento e vicinanza alle attività dell’Intergruppo, dirette al consolidamento del dialogo fra i popoli.
Numerosi gli esponenti politici presenti, tra cui le Senatrici Barbara Floridia, Gisella Naturale (componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Intergruppo) e Felicia Gaudiano, le deputate Enrica Alifano (segretario dell’Ufficio di presidenza dell’Intergruppo), Ida Carmina, Vittoria Baldino e i deputati Pasqualino Penza e Michele Gubitosa, che hanno partecipato al tavolo dei lavori.
Tra i protagonisti dell’evento, i membri di spicco dell’Intergruppo, tra cui Elisabetta Trenta (già Ministro della Difesa), Pino Aprile, Guido Tortorella Esposito (economista, tra i premiati), Marco Bourelly, Alessandro Totaro, Mariagrazia Siciliano, Vincenzo Vescera, Tommaso Scattolari, Stefano Colucci, Marco Limoncelli, Sergio Vaccaro, Claudio Saraceni, Enzo Coronato, Vincenzo Camuso, Giuseppe Brandi, Michela Colucci, Claudio Strinati, Antonello Di Pinto, Romina Caruana, Pierluigi Aliperta, Michela Macalli, Nello Tirelli, Vincenzo Di Fiore, Emilio Caserta, Antoinette Di Nitto, Nello Iervolino, Barbara Bonanni, Sara Spiniello, Luigi Giovenco e Matteo Grifa.
A chiudere la manifestazione, il Presidente dell’Intergruppo, On.le Alessandro Caramiello, ideatore dell’Intergruppo, con una ricca relazione di resoconto sulle attività svolte da questo organismo negli ultimi 4 anni, mentre – con una lieta sorpresa – si è registrato l’intervento finale dell’ex-premier Giuseppe Conte che, evidentemente, ha voluto cogliere l’occasione per salutare i presenti.
Gli altri eventi dell’Intergruppo organizzati tra Camera e Senato
Come abbiamo riferito all’inizio, per promuovere le proprie iniziative anche con uno spirito bipartisan, l’Intergruppo Sviluppo Sud nella giornata del 22 ha organizzato ben 6 eventi tematici, di cui quattro nei palazzi e sale della Camera (tra cui quello che abbiamo appena raccontato nell’Aula dei gruppi), e due al Senato, ai quali hanno partecipato esponenti politi della maggioranza.
Infatti, in contemporanea a quanto avveniva nell’Aula dei gruppi, presso la Sala Stampa della Camera, si svolgeva l’altro incontro dell’intergruppo, coordinato da Stefano Colucci e dall’ ex Senatore Sergio Vaccaro sul tema della cultura e dell’arte, dal titolo “Due progetti europei, tra fonti, lessico e cultura tecnica”, con Claudio Strinati, Valentina Burgassi e Sara Taglialagamba.
Valentina Burgassi, del Politecnico di Torino, e Sara Taglialagamba, dell’Università di Urbino, hanno illustrato due COST Action finanziate da Horizon Europe. EUROGLOSS studia il lessico tecnico delle costruzioni nelle residenze di corte europee del XVII e XVIII secolo. LEAF lavora alla ricostruzione digitale dei fogli del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. Sono intervenuti Claudio Strinati, Presidente del Consiglio Superiore per i beni culturali, e Stefano Colucci, Presidente della Commissione Arte. I saluti istituzionali sono stati portati dall’On. Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo, dall’On. Sergio Vaccaro, Senatore della XVIII Legislatura e Coordinatore della Commissione Arte, e da Giovanni Barretta, Presidente del Tavolo Tecnico. Hanno moderato l’attrice Barbara Bonanni, Coordinatrice della Commissione Cinema dell’Intergruppo, e la Dott.ssa Michela Colucci.
All’incontro intervenivano diversi esponenti politici della maggioranza. Anche in questo caso si è trattato di un evento molto partecipato nel corso del quale il Presidente dell’Intergruppo ha premiato alcune altre eccellenze, individuate dal Comitato scientifico. La chiusura dei lavori qui è stata affidata all’On.le Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.
In chiusura alla Camera (tra le 19,00 e le 20,00), sempre curato dagli infaticabili Stefano Colucci e Sergio Vaccaro, con la partecipazione di Barbara Bonanni e Michela Colucci, l’ultimo incontro per premiare ancora alcune eccellenze dell’imprenditoria italiana, accanto ad un corpo di graduati della “Brigada paracadutisti Folgore”, corpo d’èlite dell’Esercito Italiano.
Il riconoscimento di Eccellenza 2026 è andato a una rappresentanza delle Forze Armate: il Colonnello Generoso Mele, Direttore e Comandante del Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia; il Capitano Lorenzo Riccardo Ragusi del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”; il Primo Luogotenente Massimiliano Carta, il Maresciallo Ordinario Gelsomino Colucci e il Graduato Aiutante Francesco Arena del 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo”; i Marescialli Ordinari Francesco Toscano e Sebastiano Caltabiano del Reggimento Logistico “Folgore”.
Premiati anche la Fondazione Eleutheria, rappresentata dal Cav. Francesco Augusto Razetto, Bassa Irpinia News, La Perla del Mediterraneo, l’imprenditore Francesco Battaglia, attivo a Nizza, il Caseificio Bel Fiore di Agerola (Torquato Cioffi), Antichi Orti del Sole – Agriturismo e Resort (Liliana Di Capua) e SUGO Sorrento (Anna Abagnale).In sala erano presenti anche l’Avv. Lello Di Capua (Coordinatore regionale in Campania di Futuro Nazionale) e Sabino Morano (Responsabile organizzazione Campania FN) , che con l’On. Vaccaro fanno parte della dirigenza di FN in Campania. C’erano, inoltre, Andrea Vitale, esponente di FN Svizzera, e Maurizio De Luca, di FN Campania.
La partecipazione ai sei eventi da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e anche di un partito nuovo, come Futuro Nazionale, dimostra ancora una volta lo spirito assolutamente bipartisan dell’Intergruppo che si impone come metodo di lavoro per porsi al servizio del Paese e delle istituzioni sempre in modo costruttivo.
Il successo dell’iniziativa, senza precedenti nell’ultima legislatura, dimostra che il Sud e le aree fragili del Paese vogliono rialzare la testa e partecipare alle decisioni che riguardano il proprio futuro, non chiedendo privilegi ma equità, pari opportunità e dignità.

