L’attività culturale quale fondamentale fattore della produzione

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Composition with books on the table Immagine di fabrikasimf su Freepik

L’attività culturale, in generale, rappresenta un fattore fondamentale per la produzione. Molti pensano siano slegate, ma grandi intellettuali del passato le accostavano.

di Fabrizio Barbone

In ogni territorio la cultura costituisce l’elemento di coesione dei popoli, di preservazione dei valori tradizionali e di memoria storica delle vicende umane. In particolare, la cultura, come ha affermato il grande intellettuale Denis de Rougemont (1906-1985), detiene i principi etici e le implicazioni filosofico/intellettuali che attribuiscono senso e significato alla storia e alle attività umane. In sostanza, ogni attività culturale, che è all’origine di tutte le iniziative umane, è innanzitutto attività di produzione, che genera sviluppo e benessere per la collettività.

Di conseguenza la cultura, che è l’elemento strutturale immanente di ogni attività culturale, costituisce il fondamento per la realizzazione di un’attività di crescita economica. Nell’esigenza di dimostrare gli elementi teorici valoriali che costituiscono il presupposto della cultura quale principale “istituzione umana” su cui si fonda il sistema delle conoscenze e della sua indispensabile diffusione, Denis de Rougemont, nel 1960, fondò a Ginevra l’Istituto Universitario di Studi Europei per una valorizzazione continuativa (industriale) della cultura come strumento essenziale che attribuisce dinamismo all’economia dei popoli e da cui derivano tutte le altre attività produttive di ogni settore e comparto.

L’attività culturale quale fondamentale fattore della produzione

La rilevante conseguenza economica dello sviluppo dell’attività culturale – quale attività di produzione – fu l’introduzione della divisione delle conoscenze e della cultura che consentì – a tutti i popoli – di recuperare le radici della propria storia, di perfezionare le vocazioni economico/culturali di ogni singolo territorio e di avviare il processo di affermazione delle “industrie culturali”, dimostrando, per la prima volta, che la cultura, quale fondamentale fattore della produzione assieme al capitale finanziario e al capitale umano, funge da volano, per l’incremento esponenziale e maggiormente remunerativo della ricchezza investita da un popolo, verso il progresso, rispetto a qualsiasi altra attività produttiva di beni.

Ogni attività culturale è attività di crescita economica, in quanto costituisce, oggettivamente, il “valore dedotto” e rafforzato della cultura che rappresenta il fondamento storico, politico, giuridico ed economico su cui si basa la civile convivenza di ogni popolo.

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