La ZES unica Mezzogiorno:  tra criticità e proroghe

0
949
Sud Italia

Il Decreto Sud n. 124 del 19.09.2023, convertito in Legge n. 162 del 13 novembre 2023, recante disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione per il rilancio dell’economia nelle aree del Mezzogiorno, ha istituito, a partire dal 1 gennaio 2024,  la Zona Economica Speciale per il Sud (ZES Unica).

Le ZES sono zone delimitate del territorio dello Stato nella quali l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte delle aziende già operative e di quelle che qui si insediano può  beneficiare, se richiesto,  di speciali condizioni ed agevolazioni fiscali in relazione agli investimenti effettuati.

Tra le misure d’aiuto più importanti, ricordiamo quella del “credito d’imposta”, commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro. A differenza del passato, non sono però agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore a 200.000 euro. 

I territori interessati sono quelli delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise e delle zone assistite della regione Abruzzo, ammissibili alla deroga prevista dall’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

Prima del Decreto Sud, in queste regioni erano già presenti, a macchia di leopardo, otto ZES gestite a livello locale attraverso una gestione di tipo commissariale. Con l’intervento governativo tutto il Mezzogiorno è diventato un’unica grande zona economica speciale, senza più alcuna differenza territoriale.

L’articolo 13 del Decreto Sud n. 124 del 19.09.2023, convertito in Legge n. 162 del 13 novembre 2023,  ha previsto  con decorrenza 1° gennaio 2024,  l’istituzione dello Sportello Unico Digitale ZES (S.U.D. ZES) per le attività produttive nella ZES unica per il Mezzogiorno, con l’istituzione di una  Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. A livello centrale, dunque, quest’ultima  svolgerà  funzioni di sportello unico per le attività produttive (SUAP) per i procedimenti di autorizzazione unica per l’avvio di attività economiche o l’insediamento di attività industriali, produttive e logistiche all’interno della ZES Unica.

Il comma 3, modificato in sede di conversione del decreto, ha stabilito  che, nelle more della piena operatività del S.U.D. ZES, le domande di autorizzazione unica potessero essere presentate nelle ZES già esistenti , agli sportelli unici digitali già attivati, mentre per le attività negli altri territori della ZES Unica, ai SUAP territorialmente competenti.

Il primo gennaio è trascorso e la ZES unica non è, però,  ancora partita.

Pubblicato il DPCM per la fase transitoria

Il 29 gennaio 2024 è stato finalmente  pubblicato sul sito DPCoe 2024 il DPCM del 29 dicembre 2023 che fissa la proroga del trasferimento delle competenze alla Struttura di missione ZES al 1 marzo 2024 e la proroga degli incarichi dirigenziali conferiti all’interno delle strutture commissariali fino alla data del 29 febbraio 2024.

 Quindi, si parte davvero solo dal 1 marzo 2024. Restano in vita, dunque, fino al 29 febbraio 2024 le strutture delle otto ZES preesistenti con i rispettivi Commissari straordinari  che procederanno al trasferimento delle competenze alla nuova Struttura di missione ZES entro il 1 marzo 2024. E’ stato così trovato un compromesso per la gestione della fase transitoria , evitando il blocco delle pratiche d’investimento, rimaste in sospeso dal 1 gennaio scorso, e dei procedimenti in corso. Rimangono, comunque, ancora incertezze sulla effettiva fruibilità della misura, atteso che il decreto attuativo del MEF, che dovrebbe disciplinare l’accesso alle agevolazioni, non è stato ancora emanato, nonostante gli investimenti agevolabili siano quelli ricompresi tra il 1 gennaio e il 15 novembre 2024.

I dubbi sull’operatività della ZES Unica Mezzogiorno

Nonostante il fatto che l’istituzione della  ZES Unica Mezzogiorno sia stata salutata con grande soddisfazione dal Governo e da gran parte del mondo imprenditoriale, permangono dubbi sulla sua piena operatività ed efficacia,  rispetto agli obiettivi delle  politiche di coesione che la sottendono.

In primo luogo, si è passati da un sistema decentrato, in cui le otto ZES precedenti avevano comunque  dimostrato di ben operare (prima fra tutte, quella della Campania), ad un sistema centralizzato con una Struttura di missione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La circostanza dimostra un certo strabismo del Governo che, mentre si impegna a promuovere con il ddl Calderoli l’Autonomia differenziata, procede per la ZES con un meccanismo inverso, di  chiara centralizzazione, che appare ai più ingiustificato e a rischio di compromettere quanto fin qui di buono era stato realizzato.

Rimangono poi le perplessità per la previsione di un limite minimo per l’accesso alle agevolazioni, fissato in 200.000 euro, che rischia di estromettere gli investimenti delle micro e piccole imprese del Mezzogiorno che costituiscono la principale ossatura del suo sistema produttivo.

C’è poi da segnalare come l’omogeneizzazione di tutti i territori in un’unica ZES  possa  penalizzare le aree fragili e quelle più interne, prive di servizi e dotazioni infrastrutturali adeguate, che non risulterebbero a questo punto più appetibili per gli investitori.

La posizione dell’Intergruppo parlamentare “ Sud, Aree fragili e Isole Minori”

L’Intergruppo parlamentare ”Sud, Aree interne e Isole minori”, presieduto dall’On.le Alessandro Caramiello, che annovera al momento ben 53 parlamentari tra deputati e senatori degli opposti schieramenti,  già con la “legge di bilancio” e poi con il decreto “milleproroghe”,  proponendo una serie di argomentati emendamenti, ha cercato di porre all’attenzione del Parlamento e del Governo una serie di criticità del nuovo sistema di agevolazioni per la ZES unica  Mezzogiorno . Gli  emendamenti formulati  dall’Intergruppo  parlamentare alla “blindata” legge di bilancio e poi al milleproroghe, miravano proprio ad eliminare il limite minimo (di 200.00 euro) per gli investimenti agevolabili nella nuova ZES unica, oltre a richiamare l’attenzione  sulle differenze territoriali, soprattutto  tra fascia costiera e aree interne, presenti nel Sud del nostro Paese. Infatti, considerato il tessuto produttivo del Mezzogiorno, costituito prevalentemente da micro e piccole imprese, la finalità delle proposte dell’Intergruppo era diretta proprio a consentire anche a quest’ultime la possibilità di effettuare gli investimenti per i necessari adeguamenti tecnologici degli impianti, macchinari ed attrezzature, beneficiando di un credito di imposta in misura significativa ed atta a stimolare l’iniziativa imprenditoriale. Sempre con gli emendamenti dell’Intergruppo, inoltre,  era stato proposto  di riconoscere una premialità per gli investimenti da realizzare nelle aree interne del Mezzogiorno, individuate dalla classificazione SNAI, tenuto conto della fragilità e profonda non omogeneità di questi territori, rispetto alla fascia costiera, in termini di attrattività industriale; ciò a causa dell’insufficienza dei servizi alle imprese e dell’inadeguatezza delle infrastrutture presenti. In assenza di un sistema perequativo che tenga conto della maggiore fragilità delle aree interne, secondo il “Tavolo tecnico” dell’Intergruppo che ha preparato gli emendamenti, queste verrebbero ingiustamente penalizzate nella individuazione da parte degli imprenditori delle aree di maggiore interesse e convenienza ad investire. Infine, sempre in via emendativa, era stato richiesto di rimpinguare il fondo già accantonato, che risulta secondo le associazioni di categoria degli imprenditori  largamente insufficiente rispetto alla vasta platea di potenziali richiedenti, prevedendo che, in caso di esaurimento delle risorse (attualmente ammontanti a 1.800 milioni di euro),  già appostate per l’anno 2024, la possibilità di continuare a finanziare la misura, attingendo dal Fondo  per  lo  sviluppo  e  la  coesione, di cui all’articolo  1,  comma  177,  della legge 30  dicembre  2020,  n.  178.Le numerose proposte sul tema ZES da parte dell’Intergruppo parlamentare  rimangono in piedi, come ci ha riferito  il Presidente Caramiello, nonostante la legge di bilancio e il milleproroghe non le abbiano recepite.  

Intanto, tra le numerose iniziative assunte a difesa del Mezzogiorno dall’Intergruppo parlamentare ”Sud, Aree interne e Isole minori”,  ricordiamo la proposta di legge per le “Isole minori”, diretta a superare la condizione di svantaggio derivante dall’insularità che, sul finire della precedente legislatura, si è riusciti a far inserire anche nel dettato costituzionale, novellando l’art.119 della Costituzione, e quella sulla “Equità territoriale”. In quest’ultimo caso,  si tratta di un’iniziativa legislativa che mira a garantire equità nella distribuzione ai territori delle risorse nazionali e dell’Unione Europea.  Rimaniamo in attesa del  decreto attuativo per la ZES Unica Mezzogiorno che disciplinerà il sistema di fruizione delle agevolazioni a partire dal 1 marzo 2024.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui