Italia-Kenya: incontro a Roma per le attività spaziali

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Fotografia: ASI. Incontro Italia-Kenya
Fotografia: ASI. Incontro Italia-Kenya

Il 15 giugno presso la sede dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana – a Roma, la delegazione del Kenya ha incontrato la delegazione italiana per il secondo Joint Steering Committee, JSC, composto dai rappresentanti dei Ministeri coinvolti nelle attività spaziali nazionali e delle agenzie spaziali del Kenya e dell’Italia, tra i quali il Presidente dell’ASI Teodoro Valente e del capo sito Malindi, Jahjah Munzer, nonchè Patrick Mariru, Principal Secretary, Ministro della Difesa del Kenya.

L’incontro era di quelli rilevanti per le politiche spaziali, soprattutto per fornire ulteriore supporto alle attività di sviluppo tecnologiche relative a questo settore.

Il legame riguardanti programmi spaziali tra Italia e Kenya non è nuovo, ma risale a molti anni fa, quando venne creata la base spaziale Broglio Space Centre, BSC, di Malindi in Kenya attraverso un Accordo intergovernativo tra le due nazioni, rinnovato il 16 dicembre 2020. L’ulteriore incontro bilaterale sottolinea come sussistono tutte le migliori condizioni per rinforzare il legame tra i due paesi nell’ambito della cooperazione spaziale.

L’Accordo intergovernativo tra Italia e Kenya, ratificato da parte dei due Paesi, ha una durata di quindici anni e potrà essere rinnovato.

Lo sviluppo dei rapporti tra i due Stati è fondamentale nell’ambito della politica spaziale. Legame rafforzato ulteriormente in seguito alla visita presso il Broglio Space Centre del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inizio del 2023, il quale pronunciò parole di orgoglio riguardo agli accordi tra i due stati e alle prospettive che avrebbe portato una maggiore sinergia e cooperazione. L’aspetto della cooperazione ha acquisito un’importanza senza precedenti, come confermato dal Documento di Visione Strategica ASI 2020-2029 e dal Piano di Attività Triennale di ASI 2022-2024.

Il secondo Joint Steering Committee, JSC, è un’anticipazione dell’incontro del Consiglio congiunto a livello Ministeriale, in calendario per il prossimo luglio.

Il legame riguardanti programmi spaziali tra Italia e Kenia non è nuovo, ma risale a molti anni fa, quando venne creata la base spaziale Broglio Space Centre (BSC) di Malindi in Kenya attraverso un Accordo intergovernativo tra le due nazioni, rinnovato il 16 dicembre 2020; quest’ulteriore incontro bilaterale sottolinea come sussistono tutte le migliori condizioni per rinforzare il legame tra i due paesi nell’ambito della cooperazione spaziale.

L’Accordo intergovernativo tra Italia e Kenya, ratificato da parte dei due Paesi, ha una durata di quindici anni e potrà essere rinnovato.

Lo sviluppo dei rapporti tra i due Stati è fondamentale nell’ambito della politica spaziale, rafforzato ulteriormente in seguito alla visita presso il Broglio Space Centre del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inizio del 2023, il quale pronunciò parole di orgoglio riguardo agli accordi tra i due stati e alle prospettive che avrebbe portato una maggiore sinergia e cooperazione; è proprio questo aspetto ha acquistato un’importanza senza precedenti, come confermato dal Documento di Visione Strategica ASI 2020-2029 e dal Piano di Attività Triennale di ASI 2022-2024.

Il secondo Joint Steering Committee (JSC) è un’anticipazione dell’incontro del Consiglio congiunto a livello Ministeriale, in calendario per il prossimo luglio.

Il Centro spaziale Luigi Broglio è un luogo importante della storia dello spazio italiano, si trova su una remota spiaggia di Malindi, in Kenya. Da questa base dell’Agenzia spaziale italiana si possono vedere le due piattaforme dove fino agli anni ’80 l’Italia lanciava i suoi satelliti.

È un luogo che riporta alla nostra memoria l’orgoglio di una piccola nazione che, sebbene sconfitta nel secondo conflitto mondiale, nel 1964 con il lancio del San Marco 1 diventava il terzo Paese al mondo, dopo Urss e Usa, a mettere in orbita un satellite artificiale. Il lancio era partito dalla base Nasa di Wallops Island sulle coste orientali degli Stati Uniti, ma di lì a breve il generale Luigi Broglio, padre del progetto San Marco, decise che era arrivato il momento per cercare un luogo adatto per una base spaziale italiana e la città keniota, Malindi, era perfetta proprio per la sua posizione geografica che la poneva sotto la linea dell’equatore, così da garantire una maggior efficienza per un vettore lanciato nello spazio extraatmosferico.

Questa base può essere definita come la nostra Cape Canaveral, anche se nel corso degli anni i lanci sono diminuiti fino a cessare, anche in virtù di una maggiore importanza dell’Agenzia Spaziale Europea e l’Italia è uno dei paesi fondatori.

In ognio caso,  ad oggi il Centro è un importante struttura dedicata ad operazioni di ricezione di dati satellitari e di telemetria, di tracciamento dei lanci o di altri oggetti spaziali, un nodo importante nella rete di cooperazione con gli altri paesi e agenzie spaziali, come le Nasa, le Agenzie spaziali Europea, Esa, francese, Cnes, cinese, Cnsa.

Al termine secondo Joint Steering Committee le due delegazioni si sono scambiate dei doni con la sicurezza che uno sviluppo continuo delle attività spaziali sarà proficuo per entrambi i paesi.

LA STORIA DELLA COOPERAZIONE TRA ITALIA E KENYA

Il Centro spaziale Luigi Broglio è un luogo importante della storia dello spazio italiano, si trova su una remota spiaggia di Malindi, in Kenya. Da questa base dell’Agenzia spaziale italiana si possono vedere le due piattaforme dove fino agli anni ’80 l’Italia lanciava i suoi satelliti.

È un luogo che riporta alla nostra memoria l’orgoglio di una piccola nazione che, sebbene sconfitta nel secondo conflitto mondiale, nel 1964 con il lancio del San Marco 1 diventava il terzo Paese al mondo, dopo Urss e Usa, a mettere in orbita un satellite artificiale. Il lancio era partito dalla base Nasa di Wallops Island sulle coste orientali degli Stati Uniti, ma di lì a breve il generale Luigi Broglio, padre del progetto San Marco, decise che era arrivato il momento per cercare un luogo adatto per una base spaziale italiana e la città keniota, Malindi, era perfetta proprio per la sua posizione geografica che la poneva sotto la linea dell’equatore, così da garantire una maggior efficienza per un vettore lanciato nello spazio extraatmosferico.

Questa base può essere definita come la nostra Cape Canaveral, anche se nel corso degli anni i lanci sono diminuiti fino a cessare, anche in virtù di una maggiore importanza dell’Agenzia Spaziale Europea e l’Italia è uno dei paesi fondatori.

Ad oggi il Centro è un importante struttura dedicata ad operazioni di ricezione di dati satellitari e di telemetria, di tracciamento dei lanci o di altri oggetti spaziali, un nodo importante nella rete di cooperazione con gli altri paesi e agenzie spaziali, come le Nasa, le Agenzie spaziali Europea, Esa, francese, Cnes, cinese, Cnsa.

Al termine secondo Joint Steering Committee le due delegazioni si sono scambiate dei doni con la sicurezza che uno sviluppo continuo delle attività spaziali sarà proficuo per entrambi i paesi.

Per maggiori info: https://www.asi.it

Articolo di: Giuseppe De Vita

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