In Italia – non – si legge

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I dati Istat parlano chiaro: per la prima volta dal 2001 la percentuale di persone dai sei anni che legge un libro, per motivi non scolastici o professionali, è scesa sotto al 40%.

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Lettura: in Italia non si legge. I dati Istat del 2022

Il 18 maggio, in occasione della giornata di apertura del Salone del Libro di Torino, l’Istat ha reso noto che la quota di lettori italiani è scesa al 39,3%. Ciò dà seguito ad una tendenza al ribasso che già si era registrata nei due anni precedenti. Infatti, dal 2020 al 2021 c’è stato un passaggio dal 41,4% al 40,8%. Ma torniamo al 2022.

Forte la differenza di genere: la quota di lettrici è del 44%, quella dei lettori del 34,3%. Tale differenza si mantiene elevata nel tempo. II 17,4% delle persone di 6 anni e più sono lettori “deboli” (al massimo 3 libri in un anno). Il 15,4% lettori “medi” (3-11 libri in un anno). Solo il 6,4% sono lettori “forti” (12 o più libri in un anno). Nell’arco di 22 anni si è registrato un lieve aumento del numero di libri letti in un anno che passa da 6,3 del 2000 a 7,4 del 2022.

La quota maggiore di lettori si osserva tra i giovani fino a 24 anni, con punte più elevate tra gli 11 e i 14 (57,1%). Il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze di 11 – 14 anni (6 su 10 hanno letto almeno un libro nell’anno).

Dove si legge di più? E chi sono i lettori?

Si legge di più al Centro-nord: nel 2022 ha letto almeno un libro il 46,3% delle persone del Nord-ovest, il 45,8% di quelle del Nord-est e il 42,4% di chi vive nel Centro. Al Sud è del 27,9%, mentre nelle Isole la realtà è molto differenziata tra Sicilia (24,0%) e Sardegna (40,0%). I rapporti territoriali nei livelli di lettura sono costanti nel tempo, con un rapporto Nord-Mezzogiorno di quasi 2 lettori su 1.

Anche il livello di istruzione è un elemento discriminante per la lettura: tra le persone di 25 anni e più legge libri il 68,9% dei laureati, il 43,2% dei diplomati e solo il 17,1% di chi ha al massimo la licenza media (con un rapporto tra titoli alti e bassi pari a 4 lettori su 1).

Fruizione delle biblioteche: i dati Istat

Nel 2022, il 10,2% delle persone di 3 anni e più si è recata almeno una volta in biblioteca nel corso dell’anno.

I giovani e i giovanissimi di 6-24 anni sono i frequentatori più assidui, con una quota più che doppia rispetto alla media generale (23,5% contro 10,2%).

Quote maggiori tra le persone di 25 anni e più con titolo di studio più alto. La quota di laureati che si è recata in biblioteca è di oltre 6 volte superiore rispetto a quella di chi possiede al massimo la licenza media (16,8% contro 2,6%). Ed è più di 2 volte superiore rispetto a chi ha il diploma superiore (7,5%).

Cosa si potrebbe fare?

Educare i bambini alla lettura è un’azione da compiere quando sono “ancora troppo piccoli”. Contrariamente a quanto si pensa, nel cervello dei bambini ci sono aree “sensibili” agli stimoli proprio come nel cervello di un adulto. Se diamo modo di conoscere un nuovo stimolo, sarà più semplice l’apprendimento di ciò che prima era sconosciuto. 

Si potrebbero creare incentivi alla realizzazione di caffè letterari, cosa c’è di meglio di un po’ di tempo per sé davanti ad un caffè, o succo, ed un accattivante libro?

Si potrebbe supportare lo sviluppo di postazioni book crossing, ma anche pensare alla realizzazione di biblioteche aziendali in cui rifugiarsi in pausa pranzo.

Nell’era social avrebbero, con alta probabilità, una forte risonanza campagne di sensibilizzazione alla lettura.

Questi sono solo alcuni spunti per divulgare la buona pratica della lettura. Tutti nel nostro piccolo possiamo contribuire. Io ad esempio, spesso, scelgo di regalare un libro per il compleanno di amici e parenti. Una persona che legge abitualmente ne conosce almeno due che non leggono. 

Conclusione

La lettura è uno dei tanti temi che porta il Bel Paese in basso nelle classifiche dell’Europa. Mi piacerebbe non fosse più così. Invertiamo la rotta ed iniziamo a regalare più libri?

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