Gioia Tauro. Record ed espansione del porto. Nonostante l’ETS e l’insuccesso della politica

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Il Porto di Gioia Tauro non si arrende alla direttiva europea che ne depotenzia la funzione, marginalizzandolo nel panorama marittimo mediterraneo.

E mentre si registrano numeri da record per la movimentazione delle merci, si sta già lavorando al potenziamento della struttura.

Le notizie sono recentissime. Le riprendiamo dal sito dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.

In data 28 dicembre viene riportato che:

«Il porto di Gioia Tauro chiude l’anno con il record di container movimentati fin da quando è stato aperto, nel 1995. L’autorità di sistema portuale rende noto che il 27 dicembre sono stati raggiunti i 3,5 milioni di TEU movimentati in un anno, superando il record del 2008, quando ne sono stati movimentati 3,44 milioni.

Il record premia il piano di rilancio avviato qualche anno fa dal Medcenter Container Terminal, acquisito dal gruppo Msc nel 2019, con l’ammodernamento delle gru, i dragaggi e il banchinamento di alcune porzioni dell’ampio porto di trasbordo (questi ultimi due interventi a spese dell’autorità portuale), oltre e una forte digitalizzazione delle procedure di sdoganamento e manifesto nave».

Relativamente alla infrastruttura, in data 22 dicembre, si apprende che:

«Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato l’adeguamento tecnico funzionale al Piano regolatore del porto di Gioia Tauro. Obiettivo della richiesta, strutturata dall’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, guidata dal presidente Andrea Agostinelli, è quello di avviare i lavori di approfondimento e consolidamento del canale portuale lungo la banchina di levante, nei tratti A, B e C.

L’adeguamento si è reso necessario per offrire allo scalo portuale una maggiore e uniforme profondità dei fondali lungo l’intero canale, finalizzata ad ampliare la competitività del porto, primo scalo di transhipment d’Italia, nelle rotte transoceaniche che vedono lo scalo di Gioia Tauro essere leader tra i principali approdi di riferimento nel settore del transhipment all’interno del circuito internazionale del Mediterraneo. Considerate, quindi, le dimensioni delle portacontainer, tra le più grandi al mondo, che scalano le acque del porto di Gioia Tauro, l’intervento è fondamentale per adeguare l’infrastruttura portuale alle nuove esigenze di navigazione e alle mutate dimensioni della flotta globale, sempre più animata dai cosiddetti giganti del mare.

Attraverso l’adozione dell’adeguamento tecnico-funzionale si potrà, così, procedere ad avviare i lavori di consolidamento e di approfondimento del canale portuale a 18 metri anche nel tratto A, che ha una lunghezza di 783 metri, nel tratto B (457 metri) e nel tratto C (645 metri), che al momento hanno quota 16 metri.

Si tratta di modifiche non sostanziali che, per la loro natura, non comportano una variante al Piano regolatore portuale, ma che incidono sull’adeguamento dell’assetto plano-altimetrico e batimetrico delle opere previste nel piano regolatore portuale per perseguire specifici obiettivi, mantenendo comunque le stesse scelte strategiche. A tale proposito, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato l’adeguamento tecnico funzionale delle opere previste dal Piano, in quanto rispondenti ai requisiti di fattibilità tecnica e di non contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.

Insuccesso della politica e mantenimento di un primato

Incontro a Bruxelles della Picierno per la questio Porto Gioia Tauro

Insomma, a poche ore dall’entrata in vigore della norma UE che ne marginalizza la funzionalità, il porto si proietta in avanti. Con l’adeguamento previsto dei fondali, rimane infatti competitivo nel panorama marittimo mediterraneo, potendo così rimanere sosta privilegiata per il transhipment delle grandi navi. Finora ha registrato di fatto un insuccesso da parte della politica nel rivedere la norma europea. Nonostante gli interventi a Bruxelles, le interrogazioni parlamentari e le manifestazioni, nessuna modifica all’ETS.

Pedicini: «Il Porto di Gioia Tauro con il sistema ETS sarà invece valorizzato e rilanciato»

Dichiarazioni controcorrente sono quelle rilasciate nel mese di ottobre dall’eurodeputato dei Greens/EFA e segretario del Movimento 24 agosto, fra coloro quindi che hanno votato a favore della normativa all’interno del Parlamento Europeo. Secondo Pedicini, come riportato dal Corriere della Calabria «La tassazione sui percorsi più lunghi favorirà inevitabilmente le tratte brevi, come quelle che passano per Gioia Tauro. Fino ad oggi le lunghe tratte sono state preferite soprattutto per la presenza di paradisi fiscali, che questa destra non ha mai voluto combattere, come nel caso del porto di Anversa in Olanda. Con il sistema ETS viene inevitabilmente agevolato il percorso più breve come quello che passa per Gioia Tauro. Per quale ragione, viene poi da chiedersi, una nave da carico, anche per viaggi transoceanici, dovrebbe fermarsi a porti intermedi come quelli africani, se la merce che trasporta o parte di essa è destinata all’Europa?»

La domanda rimane aperta, come aperta è ancora la questione su chi effettivamente beneficerà di questa tassazione, se l’ambiente o il mercato.

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