Gabbie salariali: l’ultima provocazione contro il Mezzogiorno

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Gabbie salariali
Fonte: LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Gabbie salariali: Il ministro del merito Valditara vorrebbe stipendi differenziati; la senatrice Aloisio annuncia un’interrogazione.

di Paolo Mandoliti

Gabbie salariali – I tentativi della Lega di introdurre elementi “differenziati” nella vita degli italiani, a scapito dei meridionali, non si arrestano.

Non bastava Calderoli con il suo disegno di legge (peraltro bocciato dal resto della maggioranza, tant’è vero che ne dovrà abbozzare un altro che tenga conto di alcuni principi elementari, tra cui il coinvolgimento imprescindibile del Parlamento), ed ecco un altro ministro leghista, stavolta quello all’istruzione Valditara, che vorrebbe introdurre le gabbie salariali nella scuola.

A suo avviso: «… chi vive e lavora in una regione d’Italia in cui più alto è il costo della vita, come al Nord, potrebbe guadagnare di più».

Subito un coro unanime di critiche si è alzato da parte del mondo politico e sindacale, tanto che lo stesso ministro, cercando di smentire ha, di fatto, confermato la proposta, scaricando alle regioni dove il costo della vita è più alto la responsabilità di questa richiesta:

«… ci è stato chiesto se volevamo rinnegare l’unità del contratto nazionale; non è questo il punto. Le regioni chiedono maggiore equità laddove il costo della vita è più alto. Sono le regioni a chiederlo. La vera sfida, quindi, è capire come fare perché un insegnante che lavora dove il costo della vita è più alto, ovunque sia, non vada ad avere un trattamento inaccettabile».

Ora, senza entrare in tecnicismi statistici sul calcolo del costo della vita, poiché appare pacifico che questo è maggiore nelle zone più centrali delle aree metropolitane rispetto alle aree periferiche, così come lo è nelle città rispetto alle zone interne, la proposta appare sicuramente vantaggiosa solo ed esclusivamente per quei docenti che vanno a lavorare in determinate regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto: le stesse che premono affinché sia attuata l’autonomia differenziata).

Aloisio, Valditara riesumare gabbie salariali, altro che merito.

Sull’argomento è intervenuta la senatrice Vincenza Aloisio, del gruppo 5 stelle, che ha annunciato un’interrogazione:

«La proposta del Ministro dell’Istruzione Valditara di aumentare gli stipendi agli insegnanti in base al costo della vita nel territorio in cui vivono non è altro che un nuovo affondo contro il Sud nel segno dell’autonomia differenziata. Presenterò una mia interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro di riferire in aula su una proposta che non solo rischia di scontrarsi con i principi della nostra Costituzione – continua Aloisioma che, riesumando le gabbie salariali, introduce un evidente parametro di discriminazione territoriale verso aree già economicamente depresse e soggette a sperequazione economica (secondo un recente rapporto Eurispes, dal 2000 al 2017, la somma sottratta al Sud ammonta a più di 840 miliardi di euro)».

Aloisio conclude: «Oltre a ciò Valditara sembra volutamente ignorare anche l’ultimo allarme lanciato ieri dell’ISTAT, che segnala tra gli studenti del Sud Italia le competenze più basse. Una involuzione che, se non contrastata con urgenza, rischia di depauperare il capitale umano del Mezzogiorno e ripercuotersi a breve sulla tenuta sociale ed economica non solo del Mezzogiorno ma di tutto il Paese».

Certo è che questi ministri della Lega non sanno più cosa “inventarsi” (in questo caso, per utilizzare lo stesso termine della Senatrice Aloisio, “riesumare” uno strumento, le gabbie salariali, andato in pensione oltre 50 anni fa, e che fu oggetto di scioperi generali, in quanto ritenuto da tutto il mondo produttivo italiano discriminante) per cercare metodi e strumenti che garantiscono più soldi ad alcune regioni (sempre le stesse), con la scusa del “costo della vita” confuso spesso con “il canone di locazione”.

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