Francia, con l’aborto in Costituzione “un cambio epocale”

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Il 4 marzo 2024 passerà alla storia in Francia e nel mondo. Nella giornata di ieri, i 925 parlamentari francesi, deputati e senatori, riuniti nel Congresso nella reggia di Versailles hanno approvato l’inserimento del diritto all’aborto nella Costituzione. La Francia è il primo Paese che decide di inserire l’interruzione volontaria di gravidanza nella propria Carta fondamentale.

Le parole di Emmanuel Macron dopo l’approvazione dell’aborto nella Costituzione in Francia

«Fierezza francese, messaggio universale. Celebriamo insieme l’ingresso di una nuova libertà garantita nella Costituzione con la prima cerimonia aperta al pubblico».

Le modalità dell’aborto oggi in Francia in rapporto con l’Italia

Dal 2013 l’aborto è gratuito per tutte le donne ed è garantito l’anonimato.

Ad oggi, l’Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) in Francia è consentita fino a 14 settimane, allungata nel 2022.

Per quanto riguarda l’aborto farmacologico, nel 2022 il periodo massimo è stato esteso da cinque a sette settimane. Sempre nel 2022 sono state introdotte diverse novità importanti come la soppressione del periodo minimo di riflessione e la possibilità di avviare l’aborto farmacologico a distanza, in tele-consultazione.

Per quanto l’Italia, secondo l’ultima Relazione del ministro della Salute al Parlamento, nell’anno 2020 le interruzioni volontarie di gravidanza sono state poco più di sessantaseimila, il 9,3% in meno rispetto al 2019 e circa un quarto rispetto al picco massimo di duecentotrentaquattro mila registrato nel 1983. Nonostante ciò, è in lieve calo la quota di ginecologi obiettori.

La posizione della Conferenza Episcopale Francese sull’aborto

Se da un lato c’è chi esulta per il risultato raggiunto, dall’altro c’è chi come la Conferenza Episcopale francese sostiene che  «l’aborto, che rimane un attentato alla vita fin dall’inizio, non può essere visto esclusivamente nella prospettiva dei diritti delle donne. Si rammarica che il dibattito avviato non abbia menzionato le misure di sostegno per coloro che vorrebbero tenere il proprio figlio».

Quasi della stessa idea è la Pontificia Accademia per la Vita, che ribadisce:

«Proprio nell’epoca dei diritti umani universali, non può esserci un diritto a sopprimere una vita umana».

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