Emilia Romagna: parte la conta dei danni

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Emilia Romagna

Sembra superata la fase più critica dell’emergenza maltempo in Emilia Romagna e adesso parte la conta dei danni. Le cifre sono apocalittiche: si parla di miliardi di euro. Esondazioni, morti, sfollati, autostrade bloccate, comuni allagati. «C’è gente che ha perso tutto!» ha dichiarato il presidente regionale Bonaccini.

Si spala, si svuotano le cantine e i primi piani delle case e si fa la primissima conta dei danni, nelle aree dell’Emilia Romagna colpite dall’alluvione dei giorni scorsi. Una stima preliminare parla già di miliardi di euro, ma si avrà una cifra definitiva solamente dopo che saranno quantificate le perdite nei vari settori produttivi, specialmente nell’agricoltura e negli allevamenti.

Il maltempo ha portato con sé la conta dei numeri di un disastro… Almeno nove i morti, decine i dispersi, oltre 10mila gli sfollati, 21 corsi d’acqua esondati fra Rimini e Bologna, 42 comuni colpiti, 3mila interventi di soccorso eseguiti dai Carabinieri, 760 vigili del fuoco e l’esercito mobilitati, al buio 27mila persone: 700 tecnici e 4 elicotteri al lavoro per fornire alimentazione energetica.

Sono solo alcune delle cifre dell’alluvione che ha flagellato la Romagna.

Emilia Romagna: parte la conta dei danni

I climatologi hanno parlato di «ciclone intrappolato sugli Appennini», per spiegare il perché di tante precipitazioni condensate nella stessa zona. Compromessa anche la viabilità, sia nelle strade secondarie, sia sulla rete autostradale; chiusi al traffico alcuni tratti dell’A14 Bologna/Taranto, mentre sull’autostrada A1 si sono registrati fino a 15 chilometri di coda in seguito a uno smottamento. Fermi i treni.

«C’è bisogno di rimborsi al 100% per i danni subiti da famiglie, imprese e cittadini, perché c’è gente che ha perso tutto per l’acqua che è entrata in casa o nella propria impresa». Lo ha chiesto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

Nel frattempo, sembra essere garantito il sostegno del governo. I primi provvedimenti per l’emergenza dovrebbero essere atti ad esentare aziende e cittadini dal pagamento delle imposte, per fermare tutti gli adempimenti che le persone e le imprese non possono portare avanti in questo particolare momento.

Si è trattato di una vera e propria tragedia ma ci si augura che da questa crisi l’Emilia Romagna possa rinascere ancora più forte, dimostrando con un’ulteriore occasione quanto l’Italia sappia essere concreta e solidale.

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