Elezioni Taiwan, cosa cambia con la presidenza di William Lai

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L’elezione di William Lai come presidente di Taiwan potrebbe cambiare drasticamente l’azione di Cina e Stati Uniti.

di Rocco Capasso

“Oggi, #Taiwan ha dimostrato ancora una volta al mondo l’impegno del nostro popolo a favore della democrazia.” Così scrive sull’ex piattaforma Twitter, ora X, il neoletto presidente William Lai con circa il 40 % dei voti. Un esito elettorale atteso dalle maggiori potenze dell’intero globo le cui reazioni non si sono fatte attendere.

Chi è William Lai

Lain Ching-Te, meglio noto come William Lai, 64 anni, nefrologo, è l’attuale vincitore della tornata appena scrutinata a Taiwan. Già membro dello Yuan legislativo e vicepresidente uscente della vivace isola “ribelle”, figlia del Dragone, Lai ha guidato il Partito Democratico Progressista (DPP) al suo terzo storico successo elettorale consecutivo, ottenendo il 40,2% dei voti.

Reazioni al risultato elettorale

Le elezioni di Taiwan erano uno degli scenari più attesi al mondo, e le reazioni hanno confermato ampiamente le aspettative.

Vari sono stati gli interventi, su tutti quelli di Pechino e USA.

L’equilibrio mondiale, già molto incerto a causa dei gravi disordini in Medio Oriente ed in Ucraina potrebbe risentirne ulteriormente.

Cina

Il Dragone sicuramente non ha digerito l’esito elettorale, Lai difatti non è visto di buon occhio a causa delle sue velleità indipendentiste. Pechino al comando desiderava Hou Yu-ih, concorrente per i nazionalisti e filo-dragone. Un fattore indubbiamente trasmette sicurezza a Pechino: il non aver ottenuto la maggioranza, da parte del Dpp, in parlamento.

Esito che obbligherà il neopresidente Lai a trovare compromessi importanti.

L’Ufficio cinese per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato ha già confermato: l’inarrestabile tendenza alla riunificazione non potrà essere fermata dal nuovo risultato elettorale.

Stati Uniti

Biden è intervenuto sulla vicenda, affermando di non sostenere l’indipendenza di Taiwan. Parole forti e chiare da parte del quarantesimo presidente USA.

Una frase, quella che arriva da Washington, da dover interpretare col noto contesto storico nei confronti di Taiwan.

contributo esterno

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