Tragedia migranti in Grecia, 81 morti accertati

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Nelle ultime ore, sono tante le informazioni emerse riguardo l’ennesima tragedia di migranti in mare avvenuta nelle acque della Grecia, precisamente a sud di Pylos. Le morti accertate attualmente sono 81, altri tre corpi sono stati recuperati nella giornata di ieri. Si conta, però, che il numero delle vittime possa arrivare addirittura a 600. Sono un centinaio i migranti, invece, tratti in salvo. Non si ferma la ricerca dei dispersi ancora in atto, molti corpi probabilmente non saranno più ritrovati.

Una delle tragedie di migranti più grandi del Mediterraneo

La tragedia avvenuta a largo del Peloponneso sembra, ad oggi, essere una delle più grandi tragedie di migranti del Mar Mediterraneo. Il peschereccio sarebbe partito vuoto dall’Egitto e successivamente sono stati caricati a bordo circa 750 migranti da Tobruk, in Libia avendo come destinazione l’Italia. Tra questi si contano, secondo le testimonianze, almeno 100 bambini che si trovavano nella stiva. Una strage anche di bambini dunque, che scatena ancor di più l’allarme da parte dell’Onu. Quest’ultima richiede un’indagine sulla gestione della tragedia e sui mancati soccorsi da parte della Guardia Costiera greca.

La testimonianza di un sopravvissuto stravolge la ricostruzione del naufragio

Continuano nel frattempo le indagini sulle modalità secondo le quali sarebbe avvenuto il naufragio del peschereccio. Nove presunti scafisti sono stati ascoltati dalla Procura. Alcuni testimoni e familiari delle vittime affermano che i trafficanti siano stati pagati con una somma che oscilla tra i 5mila e i 6mila euro. Al momento non sono ancora note le dinamiche esatte. L’allarme è stato lanciato alle 23 di martedì da parte della Guardia Costiera, tre ore prima dell’accaduto. Inizialmente la causa del naufragio sembrava essere legata ad un’avaria al motore ma stando a quanto riportato dalla testimonianza da parte di uno dei sopravvissuti nelle ultime ore, pubblicate dal sito Ansa, il peschereccio sarebbe affondato dopo il secondo tentativo da parte dei soccorsi di trainare l’imbarcazione con una corda. Nonostante il pericolo di tale azione, i soccorsi non si sono fermati, facendo ribaltare il peschereccio.

Le indagini e le versioni incongruenti della Guardia Costiera Greca

Quanto affermato dalla Guardia Costiera non sembra combaciare con le versioni rilasciate dai sopravvissuti. Secondo diversi media, vi è l’esistenza di un video mentre il portavoce della Guardia Costiera sosteneva che non ci fossero contenuti che potessero registrare le ore precedenti al naufragio. Inoltre le dichiarazioni rilasciate da Atene sono discordanti, poichè si afferma che i migranti avrebbero rifiutato i soccorsi greci proseguendo verso la loro rotta. Il contenuto delle immagini riscontrate, provano invece che il peschereccio era immobile e il mare si presentava calmo dunque era possibile permettere l’attuazione di un intervento di soccorso

Ennesime polemiche, dunque, sulla mancata tempestività e mal gestione da parte dei soccorsi che avrebbe potuto portare in salvo molte più vite e sul sospetto di una mancata attenzione nel prevedere il naufragio

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